martedì 19 novembre 2013

Ecco a cosa serve l’Expo

In questi tempi un po’ miseri cerchiamo qualcosa per essere orgogliosi di questa Italia.

Cosa potrebbe offrirci una speranza, un sorriso di compiacimento, una soddisfazione o una consolazione rispetto ai dati dell’Italia che sono sempre peggiori?

L’Expo 2015, la vetrina dell’Italia nel mondo!

MA è veramente così?

Leggo questa notizia proveniente dal Comune di Milano:

14 Novembre 2013: dopo  quattro  giorni  e  tre  ore il Consiglio Comunale  di Milano ha deliberato il bilancio preventivo 2013!

Ce lo annuncia una Consigliera comunale della maggioranza che attribuisce la maggiore  responsabilità  del  ritardo  al governo "delle larghe intese" che per mesi  non ha saputo dare indicazioni serie relative al ritorno o meno della parte di IMU già sottratta ai comuni.

E aggiunge: "... aver messo  addirittura  nella Costituzione l'obbligo di pareggio di bilancio, l'aver obbedito pedissequamente alle imposizioni della Troika europea, ha causato un taglio delle risorse per le amministrazioni locali.  Taglio che ha reso difficile anche per noi conciliare le esigenze di equità e di difesa dei servizi con quello di far quadrare il bilancio.

I  tagli imposti alle spese dei vari assessorati si sono sentiti soprattutto per quanto riguarda i trasporti, i servizi alla salute, alla disabilità e ai servizi sociali in generale.
L'aumento  spropositato  degli abbonamenti dei mezzi pubblici per gli anziani si va a sommare ad alcuni tagli di alcuni servizi per gli anziani stessi.

Certe opere in progetto per Expo (una tra tutte le vie d'acqua tanto contestate  dagli ambientalisti e dai cittadini) diventano ancora più criticabili  proprio  in  rapporto  all'impoverimento di alcune fasce della popolazione che, oltre  a subire l'aumento delle tariffe dei servizi, si trovano a dover fare i conti con il problema della casa e degli sfratti che sta diventando  sempre  più  critico  e  che  è evidenziato dalle recenti manifestazioni  dei  sindacati  degli inquilini e dai comitati per il diritto all'abitare presenti nelle varie zone."
 

E così tra una critica e "il timore" per la maggioranza, la "politica" continua in maniera indifferenziata a garantire le ragioni di bilancio, a fronte delle condizioni di precarietà generalizzate.

MA… NON E' COSI' PER EXPO 2015


La gigantesca macchina dell’Expo 2015 infatti sembra una fabbrica di… super consulenze e compensi d'oro.

Dal Bilancio 2012 della società gestore dell'Expo (soci: lo Stato 40%, la Regione Lombardia 20%, il Comune di Milano 20%, la Provincia di Milano 10% e la Camera di Commercio di Milano 10%), risultano pesanti perdite, un numero di dirigenti spropositato, consulenze esterne a carrettate, compensi esorbitanti.

Un buco nero che ha già inglobato i 92 milioni versati dal solo Comune di Milano.

Fino al 31/12/2012 Expo SpA ha accumulato perdite per 25,4 milioni di euro.  Con il bilancio 2013 sono previste ulteriori perdite per 42,4 milioni che supereranno i 60 milioni di euro, visto che la Provincia ridurrà i suoi contributi.

A rappresentare il "valore" di Expo sono:  21 dirigenti che dirigono 34 quadri che a loro volta dirigono 61 impiegati

Nonostante il decreto "Salva Italia" che pone un tetto agli stipendi dei dirigenti, il compenso annuale dell'Amministratore Delegato è stato di 405.000 euro, per il Direttore Generale 349.252 euro.

Inoltre nel 2012, nonostante la perdita, ai dirigenti e quadri sono stati erogati bonus pari fino al 25% della loro retribuzione annua lorda.

Su 8,39 milioni di costo del personale, i dirigenti e i quadri si prendono il 76% del costo di tutto il personale dipendente.

Expo SpA dovrebbe disporre di tutte le risorse necessarie per lo svolgimento dei propri compiti, invece nel solo 2012 ha commissionato consulenze esterne per ben 4,99 milioni di euro.

Che dire? Viva l’Italia…


Alla tua Indipendenza Finanziaria

Filippo

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