giovedì 26 settembre 2013

Via d’uscita per l’Italia?

Alla fine tutto si riduce a questo: chi dovrà pagare?

Nel dibattito che riguarda una possibile via d’uscita dell’Italia dalla sua mole ingestibile di debiti pubblici, sia espressi che nascosti tutto si riduce ad una singola domanda:
Chi dovrà pagare?

Mi spiego, supponiamo che
1:- l’Italia decida o sia costretta a “ristrutturare” il proprio debito (ossia a rinegoziarlo per alleggerirne il peso) in questo caso pagherebbero:

a) Principalmente i detentori del debito pubblico, banche, fondi pensione e cittadini detentori del debito.

b) Gli azionisti, gli obbligazionisti e forse i correntisti delle banche italiane meno capitalizzate e più esposte al debito pubblico italiano, alcune di esse diverrebbero insolventi e in accordo con le decisioni di qualche tempo fa dell’Ecofin “non saranno più gli Stati a pagare i dissesti bancari…” indovina a chi tocca?

2:- L’Italia decida di ristrutturare in maniera pesante la propria Spesa Pubblica, venda il proprio patrimonio e utilizzi le risorse per un massiccio calo delle tasse allo scopo di stimolare la crescita, in questo caso pagherebbero:

a) Tutti coloro che a vario titolo percepiscono denaro dallo Stato, sia sotto forma di stipendio che di pensione o rendita.

b) Tutti coloro che utilizzano il patrimonio dello stato a costi nulli o irrisori.

c) In una prima fase le società e i professionisti che operano solo sul mercato interno, inizialmente la riduzione di pensioni, rendite e stipendi pubblici deprimerebbe ancora il mercato interno.

3:- L’Italia esca dall’Euro

a) Tutti i cittadini italiani, banche e società in dipendenza del patrimonio, del reddito e del tipo di asset che possiedono. Tutti i debiti i crediti e le obbligazioni domestiche verrebbero ridenominate in NeoLire le quali si svaluterebbero immediatamente sull’Euro.

b) Tutti gli investitori stranieri che vantano crediti non garantiti da asset al di fuori del territorio italiano o da clausole molto forti a tutela del credito.

c) Gli azionisti, gli obbligazionisti delle banche italiane meno capitalizzate, lo choc finanziario richiederebbe certamente una nazionalizzazione con un probabile severo taglio del valore di azioni e obbligazioni emessi dall’istituto nazionalizzato.

d) Con tutta probabilità i correntisti delle banche italiane, a meno che lo Stato decida di non confiscare gli euro nei conti correnti per sostituirli con Neo Lire.
La storia e il buon senso suggerisce questa confisca avverrebbe anche perché l’Italia per superare la fase acuta della crisi post-uscita dalla moneta unica avrebbe bisogno di valuta forte nei suoi forzieri. (questo è il vero motivo per cui l’Argentina convertì i depositi in dollari dei suoi cittadini in Pesos)

4: L’Italia non faccia nulla e si avvii ad un declino Greco

Pagherebbero tutti con l’eccezione di una piccola parte di classe dirigente che, esattamente come in Grecia continuerebbe a sopravvivere mantenendo intatti i propri privilegi, ovviamente fino a quando sarà possibile.
Cioè fino quando ci sarà un Italiano (o Greco) da spolpare o fino a quando a parlare saranno le armi da fuoco (il che in Italia è improbabile per questioni squisitamente demografiche).

Tu quale mix preferiresti?


Scrivi tra i commenti la tua opinione, se vuoi.




Alla tua Indipendenza Finanziaria

Filippo

2 commenti:

  1. C'è un vantaggio nell'inflazione la possibilità di aumentare le esportazioni ... si... una volta ...quando si produceva ....adesso chi esporta? Barilla?(usa) carapelli ? etc. credo bisogna pagare tutti ed educare ad un consumo più consapevole.Colgo l'occasione di ringrazioare Filippo per l'estrema disponibilità che mostra
    Giacomo

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    1. Grazie Giacomo, per il tuo commento e per gli apprezzamenti. Personalmente sono orientato ad un mix di: 1) ridurre con decisione la spesa pubblica (non è possibile che sia un Buco Nero che divora ogni aumento di tasse e ne vuole sempre più) e 2) uscita dall'Euro (con possibilità di svalutare ma al tempo stesso di far ripartire l'economia e interrompere l'espatrio o il fallimento di tante aziende)

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