venerdì 23 novembre 2012

3 domande per il successo

Hai mai sentito dire che le idee imprenditoriali più brillanti sono spesso le più semplici?

Dalla mia esperienza posso dire che è vero.

Infatti, quando ho la fortuna di ricevere saggi consigli da una persona notoriamente dotata, io spesso mi chiedo: "Perché non ci ho pensato prima?"



Così vorrei ora condividere nel mio piccolo con te una formula vincente che vedo i leader usare costantemente... per cambiare il mondo.

Utilizza questa formula la prossima volta che ti sentirai bloccato, se stai cercando di cambiare il tuo settore, la tua azienda o la tua vita personale, e vedrai che funzionerà.

 

Domanda numero 1: Qual è il risultato che voglio?

La maggior parte delle persone sembra rimanere bloccata nella situazione in cui si trova,  anche se spiacevole o noiosa o soffocante.

E’ come se giocassero, spesso involontariamente, a fare le vittime indifese, e come puoi ben immaginare, le vittime non sono vincenti perché sono concentrati sui problemi e non sulle soluzioni.

Li sentirai parlare di come le cose non sono giuste, di tutti quelli che hanno fatto loro un torto, e ti renderai conto che cercano incoraggiamento o scuse per sopportare meglio lo status quo.

Anche se questo può farli sentire bene, essere concentrati sui problemi è la migliore ricetta per non fare niente, non reagire per cambiare in meglio.

Porsi la domanda "qual è il risultato che voglio?" costringe la mente a concentrarsi innanzitutto sulla destinazione finale, e non sui dossi presenti sulla strada, sulle difficoltà del percorso.

La forza di questa domanda è che ci mette immediatamente in una mentalità creativa, produttiva.
In quella mentalità in cui siamo noi a creare i risultati e le situazioni che vogliamo, non le subiamo più dall’esterno come prima.

E una volta che le persone di successo immaginano la destinazione, si muovono rapidamente alla seconda, fondamentale, domanda.

 

Domanda numero 2: Cosa mi separa dal raggiungere il mio obiettivo?

Ehi, ti ho detto che queste erano semplici domande!  ;-)

I migliori leader sono maestri a identificare e dare priorità agli ostacoli che sono tra loro e il risultato che vogliono. Poi brainstorming sui modi per eliminare, evitare, superare o neutralizzare gli ostacoli.

L'anno scorso ho visto George Clooney in un talk show la sera tardi.

Aveva da poco perso oltre 20 chili che aveva messo su per un ruolo cinematografico. Il padrone di casa è stato stupito di come fosse tornato in forma Clooney e gli chiese come fosse riuscito a perdere peso così in fretta.

La risposta di Clooney è stata semplicissima ma impegnativa per molti: "ho mangiato di meno e ho fatto più esercizio fisico."

Troppo spesso parliamo di quanto sia difficile "perdere peso", mentre addentiamo una fetta di torta… : - )

I leader utilizzano le prime due domande per spostarsi rapidamente dalla idea di risultato, a cosa fare per raggiungerlo, al piano di azione.

"Voglio perdere 20 chili", si dice il leader illuminato. "Allora, cosa devo fare per arrivarci? Vediamo un po '...

Posso decidere di iniziare ogni giorno facendo esercizio fisico oppure fissando un momento stabilito sulla mia agenda ogni giorno (o 2/3 volte a settimana).

Fisso per esempio quando andare in palestra e mi preparo la borsa per tempo.

Ho bisogno di mangiare meglio, perché una cattiva alimentazione renderà impossibile il risultato che voglio.

Così farò i “compiti a casa”, acquisterò cibi sani e mangerò piccole porzioni più volte durante il giorno.

Così posso confezionare il mio pranzo e smetto di mangiare “fast food”.

Mi compro una bilancia digitale e comincio a pesarmi ogni mattina appena sveglio….

Senza un po 'di responsabilità, questo non accadrà mai.

Un’altra ottima leva per il successo è dichiarare ai miei amici, familiari e colleghi qual è il mio obiettivo e quando sarà raggiunto: mi metto in gioco con gli altri (di modo che sarò spinto a non fare brutte figure…).


Domanda numero 3: Chi l'ha già capito?

Così ora i nostri creatori hanno identificato il risultato che vogliono.

Hanno creato un elenco di ostacoli, stilato l’elenco delle priorità e individuato modi per superare ogni ostacolo.

E ora arriva il momento… il momento di agire.

E 'qui che i leadere si mettono in gioco e agiscono, mentre altri si fermano.

Ma agire vuol dire sbagliare: “colui che non sbaglia è solo colui che non fa niente”.

Ecco quindi la domanda n. 3: come posso imparare dai miei errori? Come posso imparare dagli errori altrui?

Ti racconto un piccolo aneddoto.

Nella metà degli anni '90, una piccola azienda era cresciuta fino a circa 25 persone.
Aveva decine di progetti interessanti ma aveva bisogno di un modo più efficiente per gestire la crescente complessità del suo business.

Quindi, essendoci a capo un imprenditore brillante (anche se un pò ingenuo) fu presa la decisione di costruire un sistema software per aiutare a tenere traccia, gestire e ottimizzare ogni progetto.

Dopo aver speso circa 370 milioni delle vecchie lire e centinaia di ore di tempo, il progetto software fu scartato.

Tre telefonate più tardi l’azienda ha comprato un software standard che ha fatto il 90 per cento delle cose che stavano cercando di costruire nella loro soluzione personalizzata.

L'intelligenza è imparare dai propri errori, la saggezza è imparare dagli errori degli altri.

E 'meno doloroso essere saggio che intelligente.

E 'anche molto più economico.

Ecco perché questa terza domanda è così importante.


Ecco ora un video interessante del Grillo parlante (ante discesa in politica):




Alla tua Indipendenza Finanziaria

Filippo

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