venerdì 7 settembre 2012

Il più grande scandalo di tutti i tempi

Bentornato dalle vacanze, spero sia andato tutto bene!

Pronti, partenza, via!

Al rientro ci rituffiamo negli argomenti che affrontiamo di solito: finanza personale, visione dell’economia, come raggiungere l’indipendenza finanziaria, ecc…

Oggi ripartiamo dalla finanza internazionale.

E da quanto sia diventata talmente potente da mettere quasi a tacere una porcheria orchestrata a più mani.

Mentre infatti noi eravamo in vacanza sono cominciati a venire a galla i contorni di uno scandalo di dimensioni epocali (con l’aggravante che coloro che dovevano controllare erano probabilmente d’accordo…).

Di cosa sto parlando?

Del cosiddetto “scandalo LIBOR”.

E’ uno scandalo che investe le principali banche inglesi, americane ed europee che avrebbero – da anni – manipolato il LIBOR.

Il LIBOR è il tasso di interesse in base al quale si scambiano denaro le banche e da cui derivano molti altri tassi, per esempio quello per i mutui a tasso variabile oppure diversi prodotti derivati… pensa che si calcola che  il mercato che ruota attorno al LIBOR è calcolato in non meno di 500.000 miliardi  di dollari!!

Te lo scrivo in cifre, per capire l’entità:
500. 000. 000. 000. 000 di dollari.

Una cifra esorbitante.

Ti riporto alcuni passaggi di un articolo di Donato Masciandaro, apparso qualche tempo fa sul Sole 24-ore:

“Cosa sarebbe successo in Italia se si fosse scoperto che, per anni, nella definizione di un tasso di interesse fondamentale per milioni di contratti le maggiori banche avessero manipolato sistematicamente i dati, con il silenzio complice della banca centrale?

Probabilmente l'Armageddon della trasparenza e della correttezza contro l'opacità e la slealtà, pensando alla possibile reazione della classe politica, dei media, quindi dei cittadini.

Cosa sta accadendo oggi nel Regno Unito e negli Stati Uniti - solo per citare il fatto più eclatante - di fronte all'ipotesi di una sistematica alterazione del tasso Libor, di cui erano a conoscenza sia la Banca d'Inghilterra che la Federal Reserve (la banca centrale americana, detta anche Fed)?

Ad oggi praticamente nulla.

Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, si limita a definire «molto preoccupante» quanto accaduto perché «ha minato la fiducia dei mercati». Appunto. Tutto normale dunque?

La cronaca degli ultimi tempi rappresenta una sorta di via crucis per la reputazione dell'industria finanziaria anglosassone.

Su entrambi i lati dell'Atlantico (USA e Inghilterra) si sono inanellati una serie di episodi - che hanno coinvolto a vario titolo diverse banche di primaria importanza - in cui vengono ipotizzate forme diverse di distorsione dei meccanismi di mercato: manipolazione dei prezzi, abuso di posizione dominante, discriminazioni tra clienti, riciclaggio di capitali.

Su tutti, spicca l'ipotesi di un enorme imbroglio sul Libor.

Finora la ricostruzione dei fatti sembra essere la seguente.
Almeno a partire dal 2007, uno dei tassi chiave per la definizione quotidiana dei contratti sui mercati finanziari - il Libor - sarebbe stato sistematicamente manipolato da primarie banche inglesi, americane ed europee; di ciò avrebbero avuto conoscenza esponenti di vertice sia della Banca d'Inghilterra che della Federal Reserve.

Perché l'imbroglio Libor è stato possibile?

La risposta è semplice: impunità. Quando le regole sono mal disegnate i soggetti in gioco possono perseguire il loro tornaconto di breve periodo, senza curarsi degli effetti collaterali, più o meno diffusi e/o più meno posticipati.

I danni di questa truffa sarebbero enormi, soprattutto dal punto di vista della reputazione sia dell'industria bancaria che dei suoi vigilanti.

Bisogna allora capire immediatamente e con completezza quanto l'ipotesi truffa Libor sia fondata.

La definizione del Libor ha effetti, ogni giorno, per tutti i contratti finanziari del mondo. Quindi la domanda di trasparenza doveva essere subito formulata da chi si occupa istituzionalmente di tutelare e monitorare la stabilità e dell'integrità dei circuiti finanziari internazionali.

In ordine sparso: il Fondo monetario, il Financial Stability Board, la World Bank, la Banca dei regolamenti internazionali, solo per citare i più pronti ad alzare il ditino ed a esprimere moniti su questi temi. Dove sono?
Certo, è iniziato il rituale delle interrogazioni e delle audizioni.

Magari con il condimento di una bella commissione di esperti, e come gran finale una bella legge quadro, che definisce i principi, dilata i tempi, annacqua i contenuti.

Se questa sarà la sequenza (e speriamo di no) avremmo l’esatta replica di quello che è avvenuto e sta ancora avvenendo per la riforma delle regole bancarie e finanziarie nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

La crisi è iniziata quasi quattro anni fa, la necessità di una riforma radicale delle regole finanziarie è sotto gli occhi di tutti, eppure siamo sempre fermi al palo.

Nulla di sostanziale è cambiato: ogni tanto negli Stati Uniti la legge Dodd Frank ha un sussulto, sembra viva, e questo fa felice i politici e i banchieri, nonché i media dalla bocca buona.

Vedremo se sull'imbroglio Libor e dintorni il rituale sarà lo stesso.”



Almeno facciamoci una risata liberatoria, guarda questo:




Alla tua Indipendenza Finanziaria

Filippo

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