venerdì 22 giugno 2012

Venite siori e siore… svendita!

No, non ti sto per rivelare una occasione per acquistare qualcosa con forti sconti…

Sto invece parlando del nostro Paese, di quello che una volta era chiamato il “BelPaese”, ed oggi (ma soprattutto domani) rischia di essere un Paese solo di “belle speranze”.

Torno a parlare del nostro attuale Governo.

Il sospetto è sorto sin da quando è arrivato al potere: Monti tutelerà gli interessi di chi l’ha voluto al governo, ovvero le banche d’affari e le multinazionali.

È un dato di fatto che il nostro “amato” Presidente del Consiglio sia l’uomo delle banche, membro della Trilaterale, del gruppo Bilderberg, proviene dalla Goldman Sachs e il cui il figlio lavora alla Morgan Stanley.

Tra l’altro con la Morgan Stanley c’è un dato interessante da rilevare: lo stato italiano lo scorso 3 Gennaio ha negoziato la chiusura di un contratto di strumenti finanziari derivati pagando 2.567 milioni di euro… più o meno i soldi risparmiati, per il 2012 dalla riforma delle pensioni!

Questo punto merita di essere spiegato meglio: la riforma delle pensioni, ovvero obbligare le persone a lavorare 5 anni in più, ha fruttato all’erario, nel 2012, circa 3 miliardi di euro, più o meno la somma data ad una banca d’affari dove lavora il figlio del primo ministro.

Certo quei soldi erano dovuti, ma forse si potevano rateizzare e soprattutto si poteva dare la precedenza a tutte le piccole e medie imprese italiane che vantano crediti con l’erario.

Invece al primo posto ci sono le banche, giusto per ricordare con chi abbiamo a che fare.

Insomma a novembre già alcuni autorevoli commentatori preannunciavano: il compito di Monti sarà quello di tartassare i cittadini e poi privatizzare i gioielli di famiglia.

E in effetti sembra che si stia andando in questa direzione…

In questi giorni, infatti, da Berlino dove ha ricevuto il premio “Responsible Leadership Award”, (sic!) il Presidente del Consiglio ha annunciato: “Stiamo preparando la cessione di una quota dell’attivo del settore pubblico, sia immobiliare che mobiliare, anche del settore locale”.

Già nel XVIII secolo John Adams (1735-1826) sosteneva: “ci sono due modi per conquistare e schiavizzare una nazione. Una è con la spada, l’altra è con i debiti”.

Monti è stato nominato dalle banche d’affari, per (s)vendere il patrimonio immobiliare, privatizzare i servizi e (s)vendere le aziende attive.

Venderà dunque: ma a chi?

Chi potrà permettersi di acquistare i beni?

Elementare Watson: chi, se non chi ha i soldi o vanta crediti nei confronti dell’erario, ovvero le banche?

Il gioco è molto semplice: si fa indebitare lo stato, concedendo prestiti che si sa non può permettersi di onorare, dopodiché si chiede ai cittadini di pagare con l’introduzione di nuove tasse (vedi IMU) o aumentando l’età pensionabile (vedi riforma Fornero).

Quando poi il paese è alla disperazione ed altre tasse sono impensabili si svende il patrimonio immobiliare e poi, alla fine, si svendono le aziende di stato (quelle produttive, si intende, in particolare Eni e Enel e non è un caso che entrambi gli amministratori delegati abbiano partecipato al meeting del gruppo Bildenberg).

Monti fa il loro gioco: svende.

D’altronde è stato nominato per questo.

Non deve rispondere agli elettori che mai si sono pronunciati, ma alle banche.

Comunque svendere non basterà. Si parla già, tra le altre cose, di introdurre il ticket sui ricoveri: da 10 a 100 euro.

Il primo passo verso la privatizzazione della sanità.

E sarà un crescendo: meno diritti, meno servizi sociali, più povertà e disuguaglianza sociale.

E se non ce la dovesse fare neanche così?

Beh allora l’Italia chiederà prestiti al fondo "salva stati".

Come ha fatto la Spagna in questi giorni, dove le banche, dopo aver eseguito azioni di recupero su 320.000 famiglie togliendo loro, senza tanta eleganza, la casa e lasciandoli in strada, hanno ottenuto un prestito.

100 miliardi di euro (una cifra mostruosa) dati alle banche senza che le banche restituiscano le case agli spagnoli.

Cittadini scippati due volte.

Ma da dove arrivano questi soldi e come li ripagheranno?

I soldi arrivano dal fondo salva stati dove sinora l’Italia ha messo 48,2 miliardi di euro (provenienti dalle nostre tasche) e dovrà versare altre tre rate entro la metà del 2014.

In altri termini noi ci indebitiamo per aiutare gli altri, ma così facendo, come in un grande gioco perverso, anche noi avremo bisogno di aiuti e questo esporrà gli altri stati e così via.

Parliamo di numeri: secondo i dati forniti lo scorso 31 maggio dalla Banca d’Italia, nel 2011 sono stati erogati prestiti per 110 miliardi di cui 74,9 da parte di Paesi (compresa l’Italia) e istituzioni finanziarie europee e 35,1 da parte del Fondo Monetario Internazionale: per la precisione 41,5 a favore della Grecia, 34,5 a all’Irlanda e 34 al Portogallo.

Nel 2012 il prestito sarà ancora maggiore, visti i 100 miliardi dati alle banche spagnole.

Come ripagheremo? Semplice: svendendo i gioielli di stato e privatizzando i servizi sociali, dalla sanità all'istruzione. 

Nel frattempo, mentre gli stati si indebitano, la finanza internazionale fa affari d’oro.

Tra i tanti, cito solo un caso: lo scorso 15 maggio, un solo investitore, tale Kenneth Dart, ha incassato 400 milioni (più o meno lo stipendio mensile di circa 400mila operai) dalla Grecia, ovvero uno Stato che non ha più soldi per pagare gli stipendi.

Uno Stato dove, secondo l'Unicef, ci sono 400mila bambini sottonutriti.

C’è da aggiungere che quei soldi, manco a dirlo, sono esentasse, perché l’investitore è un esiliato fiscale dagli Stati Uniti alle Cayman.

La legge internazionale, che tutela gli strozzini e non gli strozzati, glielo permette.

Così, morale della favola, mentre il signor Kenneth Dart se ne sta nel suo yacht da 70 metri senza pagare tasse, gli stati, governati da persone che provengono da quel mondo, si indebitano con loro e per onorare i debiti e pagare i loro yacht introducono l’IMU, privatizzano beni e servizi, ci mandano in pensione 5 anni dopo e, come nel caso degli esodati, lasciano senza stipendio e pensione centinaia di migliaia di persone.

Ora chiediamoci: di chi fa gli interessi il Prof. Monti, delle banche o dei cittadini?



In periodo come questo non possiamo più fare finta di niente e limitarci a fare il nostro lavoro (pregando di non perderlo...), dobbiamo diventare responsabili del nostro futuro imparando a curare sempre più le nostre finanze.

L'ho già detto ma continuerò a ripeterlo più e più volte in questo blog.

Enjoy the video:



Alla tua Indipendenza Finanziaria

Filippo

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