venerdì 29 giugno 2012

La follia di un’economia basata sul debito - parte 1


Anche oggi non posso non pubblicare un bellissimo articolo di un amico, Roberto Pesce (di cui ti ho già parlato su questo blog... ricordi Bob Fish?).

Sono quasi "costretto" a farlo perchè è uno dei post più chiari e ben scritti sulla situazione che stiamo vivendo oggi, che io abbia mai letto.

Eccotelo quindi:


Da più di un anno a questa parte, l’informazione anche generalista (telegiornali, quotidiani, portali web etc.) è dominata dalle notizie economico-finanziarie, ahinoi perlopiù nefaste e inquietanti.
Termini come “spread”, debito pubblico, “bond”, BCE, “crisi dell’euro”, “salvataggio della Grecia” e importi dell’ordine delle centinaia di miliardi di euro sono quindi diventati di uso abbastanza comune tanto da creare quasi una sorta di assuefazione e un pò come succede per il calcio per cui quando ci sono manifestazioni come i campionati europei attualmente in corso tutti diventano commissari tecnici e sparano le proprie migliori formazioni alla faccia dell’esperienza del legittimo CT Prandelli, così mi capita di assistere ai più vari dibattiti in cui ognuno lancia la propria soluzione ai problemi che attanagliano l’economia europea e mondiale.
La mia impressione è però che ben pochi si rendano conto di cosa stiamo parlando e della follia di un’economia globale (pubblica e privata) da decenni basata sul debito e su regole non propriamente democratiche che solo da pochissimo tempo stanno venendo alla luce.
Per dare il mio contributo alla comprensione di queste questioni, dopo aver ricevuto un’e-mail dalla Svizzera dal mio amico Enzo Parianotti che approfitto per salutare e ringraziare, sono andato a fare un pò di ricerca in quell’incredibile miniera di informazioni rappresentata dal web e ho scoperto il lavoro di un artista e designer americano, Oto Godfrey, che sul suo sito http://usdebt.kleptocracy.us/ ha fornito una serie incredibile di rappresentazioni grafiche dei debiti mondiali da cui ho ampiamente attinto per le immagini di cui sotto.
Procediamo quindi per gradi, gustati il dettaglio delle immagini, non guardarle in fretta ma soffermati a notare le proporzioni dei vari oggetti mostrati e prova a pensarle nella realtà … sarai forse come me sopraffatto dalla follia nella quale stiamo vivendo e che invece politici, economisti e giornalisti sembrano trovare tutto sommato normale.
Banconota da 100 euro
Quella che vedi qui sopra è naturalmente una ben nota banconota da 100 euro, per  molta gente 10 o poco più banconote come queste rappresentano il salario di un mese di duro lavoro e impegno.
Mazzetta da 10.000 euro
Questa invece è una mazzetta da 100 banconote, per cui abbiamo un importo totale di 10.000 € (diecimila euro), volendo può ancora stare in tasca e ci si potrebbe acquistare un automobile di piccola dimensione o di seconda mano.
Attenzione però che ora cominciamo a vedere i soldi importanti …
1 milione di euro
Se la matematica non è un’opinione, impilando 100 mazzette da 10.000 € cadauna otteniamo un milione di euro (1.000.000 €), molti più soldi di quelli che la maggior parte della popolazione vedrà mai in tutta la propria vita ma tutto sommato oggi come oggi non ancora una cifra che ti fa sentire veramente “ricco”, diciamo magari “benestante” o appartenente a quella classe medio-alta che tuttavia si sta cercando di far retrocedere sempre più tramite l’ausilio coordinato e scientifico di costi sulle materie prime, tasse e burocrazia.
Da un punto di vista visivo e volumetrico 1 milione di euro è meno impressionante di quanto potrebbe sembrare, non pensi? Nessun problema ad impilarlo su una scrivania oppure a metterlo in una valigetta 24 ore e in effetti parlando di questi importi, di “mazzette” e “valigette 24 ore” qualcosa ci viene in mente ma diciamo che questo sarebbe un altro discorso …
Ad ogni modo con 1 milione di euro siamo sicuramente competitivi sia sul mercato immobiliare che per poter avviare e gestire un proprio business di medie dimensioni.
Un "bancale" da 100 milioni di euro
Adesso le cifre cominciano a diventare davvero importanti. Quello che vedi qua sopra è un tipico “pallet” o “bancale” che vediamo spostare con i muletti in un qualsiasi magazzino, solo che questa volta il suo contenuto è molto più importante: 100 milioni di euro (100.000.000 €).
A livello visivo, nota il paragone dimensionale del pallet con il manichino rappresentante una persona in grandezza reale, con il cubotto da 1 milione di euro e con la mazzetta da 10.000 €. Ricordati di osservarli sempre perchè saranno presenti anche nelle prossime immagini anche se tenderanno a scomparire nel paragone con le dimensioni degli altri oggetti.
Per girare un pò il dito nella piaga diciamo che 100 milioni di euro sono il prezzo di un paio di calciatori “top player” tipo Thiago Silva che il Milan sta proprio oggi vendendo agli sceicchi del Paris S. Germain per metà di tale importo, ma anche approssimativamente quanto i manager delle grandi banche si sono pagati come “bonus” durante la crisi attuale… ehm, bonus per aver gestito banche in molti casi sull’orlo della bancarotta e salvate con i soldi pubblici derivanti dalle imposte dei cittadini e andati quindi ad aggravare il debito pubblico con la conseguenza di dover aggravare ulteriormente le tasse e così via.
Se senti puzza di bruciato in questo discorso sei sulla strada giusta ma abbi ancora un pizzico di pazienza che completiamo il ragionamento e vediamo tutte le cifre in ballo riprodotte in immagini.
Un TIR da 2 miliardi di euro!
Continuiamo quindi a salire con i numeri e a rappresentarli graficamente. Un TIR come quello qui sopra potrebbe trasportare 20 bancali da 100 milioni di euro cadauno, per arrivare quindi all’astronomica cifra di 2 miliardi di euro (2.000.000.000 €)! Considera che attualmente il deficit di bilancio della derelitta Grecia è nell’ordine dei 24 miliardi di euro annui per cui la Grecia dovrebbe ricevere una dozzina di questi TIR solo per andare in pari sul proprio conto finanziario annuale …
Visto che i problemi rilevanti del debito però non appartengono solo ai poveri greci, avrai forse sentito qualche volta nominare l’acronimo PIIGS, che è un gioco di parole nemmeno tanto elegante tra la parola “PIGS” (ossia “porci o maiali” in inglese) e le iniziali delle 5 nazioni con le finanze pubbliche più disastrate d’Europa: Portogallo, Irlanda, Italia (ahia!), Grecia e Spagna.
Si ma, ti chiederai: A quanto ammontano i debiti dei PIIGS, e chi sono i loro principali creditori?”
Indovina un pò? Quando si parla dei “mercati” a chi si fa riferimento? Beh, certamente nella definizione dei “mercati” rientrano tutti coloro che hanno prestato soldi alle nazioni in questione per cui ne faccio parte anche io che possiedo qualche decina di migliaia di euro di BTP e altri titoli simili ma, dimensionalmente parlando, scompaio come una formica di fronte a …
Intesa S. Paolo e Banca BBVA, i due principali prestatori di debito ai paesi "PIIGS"
… quelli che vedi qua sopra che non sono semplicemente due TIR, fai bene attenzione alle immagini, bensì convogli di TIR di circa 500 metri di lunghezza (mezzo kilometro) che servirebbero rispettivamente a Intesa S. Paolo e alla spagnola BBVA (toh, due banche!) per trasportare il totale del loro credito nei confronti dei paesi PIIGS, ammontante qualche mese fa rispettivamente a 61,7 e 61,6 miliardi di euro (circa 30 TIR a testa).
Intesa e BBVA sono solo i due principali creditori del debito pubblico, se poi allargiamo il discorso non a tutte ma alle 21 principali banche detentrici del debito pubblico dei PIIGS, ecco che si crea questa terrificante immagine qua sotto.
Un super convoglio di TIR che trasporta gli oltre 560 miliardi di debito pubblico dei paesi "PIIGS" detenuto dalle 21 banche più importanti
Ognuna di queste banche ha un credito nei confronti dei PIIGS di almeno 10 miliardi di euro, per un totale di circa 560 miliardi di euro (560.000.000.000 €) secondo i dati forniti dagli stessi organismi interbancari in occasione degli stress test del 2011.
Va poi considerato che pressochè tutte queste banche hanno creato e sostenuto anche il debito “privato” (mutui, leasing, carte di credito, finanziamenti alle aziende etc.) dando così vita ad un’allucinante “autostrada del debito” da 13 corsie occupata da TIR di soldi per quasi 4 kilometri di lunghezza e che possiamo vedere riprodotta qua sotto (nota che davanti al mega convoglio abbiamo sempre la persona e il bancale da un milione di euro!).
L'autostrada del debito europeo privato appartenente a cittadini e imprese dei paesi "PIIGS" e le principali 13 banche detentrici
Queste 13 principali banche, tra cui 5 istituti italiani e 5 spagnoli, possiedono un debito “privato” pari a 2.910 miliardi di euro o 2,91 trilioni che dir si voglia (in numeri sarebberp 2.910.000.000.000 €) per una lunghezza totale del convoglio di circa 27 kilometri se i TIR si disponessero in un’unica corsia, lunghezza che già ti fa stare male quando è rappresentata da una comune coda autostradale al rientro dalle ferie estive ma che se la immagini realmente composta da TIR trasportanti ognuno oltre 2 miliardi di euro beh … lascio a te tirare le conclusioni su cosa questo significhi nella realtà.
Va poi ricordato che questo è “solo” il debito delle principali 13 banche, se inserissimo anche i numeri della banche minori arriveremmo a cifre ben più imponenti.
Paradossalmente suona ironico e quasi divertente pensare che con “soli” 3 bancali di questi euro (ricordiamoci che ogni TIR ne trasporta 20) si potrebbero comperare al prezzo odierno tutti i camion riprodotti nell’ “autostrada del debito” e avere denaro restante a sufficienza per una vita di agio e divertimento.
Quello rappresentato dalle immagini contenute è il mondo economico-finanziario all’interno del quale stiamo vivendo e questo è il fardello che si pretende che noi e le generazioni future andremo a ripagare attraverso un contributo fiscale che, fuor d’ipocrisia, tra imposte dirette e indirette sia palesi che occulte attualmente si aggira attorno ad una percentuale tra il 60 e il 70% del reddito percepito dai cittadini.
Che tutto questo sia una follia su scala planetaria (e, intendiamoci bene, le responsabilità per la creazione di questo scenario sono tanto private quanto pubbliche e andrebbero largamente condivise anche se con pesi fortemente diversi) a me sembra parecchio evidente.

Grazie Bob per questo tuo articolo (settimana prossima vedremo la 2a parte, altrettanto interessante).

In una situazione del genere capisci bene come la necessità di non avere debiti e di avere qualche soldo da parte (e al sicuro) per i tempi bui che ci aspettano è assolutamente fondamentale, per questo ti invito a dare una occhiata alla pagina Risorse di questo blog per cominciare a imboccare la strada giusta, se già non lo hai fatto.

Alla tua Indipendenza Finanziaria,

Filippo

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