venerdì 9 marzo 2012

Il business della crisi

Oggi ho voglia di essere un po’ polemico… ma questa notizia mi ha fatto andare di traverso il pranzo…

Mentre sono ore di ansia per l’accordo con la Grecia (per capire se questo Stato fallirà oppure verrà salvato e potrà rimanere, per ora, nell’euro), c’è chi fa il pieno di profitti…

La Germania per esempio ha incassato ben 380 milioni di euro dai prestiti alla Grecia.

Aiutare la Grecia in difficoltà si rivela quindi un affare, per le banche, ma anche per gli Stati.



Il ministero delle Finanze tedesco ha recentemente diffuso il rendiconto sugli interessi pagati dalla Grecia alla Germania, sui prestiti del primo salvataggio internazionale cui Berlino ha partecipato.

Ai complessivi 110 miliardi di euro - 30 dei quali ricevuti dal Fondo monetario internazionale (Fmi) - decisi a maggio 2010 e versati finora in sei tranche per un totale di 73 miliardi, la Germania ha contribuito per 15 miliardi di euro.

In cambio, fino a dicembre 2011, Atene ha puntualmente fatto entrare nelle casse del governo di Angela Merkel circa 380 milioni di euro, a un tasso d'interesse tra il 3,5% e il 4,5%.

Niente male per i contribuenti tedeschi, così contrari a concedere nuovi aiuti.

A gennaio 2012, il secondo pacchetto varato dalla UE per la Grecia ha messo sul piatto altri 130 miliardi di euro, ai quali la Germania parteciperà per quasi di 38 miliardi di euro.

Facendo due conti, con un tasso d'interesse stimato al 3,5%, il prestito è destinato a fruttare alla Germania altri 1,3 miliardi di euro.

Ma la cosa a mio parere più inquietante,  che fa capire molte cose di come si stia gestendo la situazione, è un’altra.


Il traffico (legale) di armi.

Gli interessi maturati dagli Stati più forti speculando sui vicini di casa più deboli, infatti, sono solo una parte dei profitti fatti negli due ultimi anni…

I due governi allo stremo, Grecia e Portogallo, hanno firmato contratti per oltre un miliardo di euro (1.000.000.000,00 di euro!) per acquistare navi da guerra dalla Germania, che così (e con altre manovre) è diventata il terzo esportatore mondiale di materiale bellico, dopo Stati Uniti e Russia.

Ma anche la Francia non si è tirata indietro, rifilando, nel 2010, aerei, bombe e missili al governo greco, per 876 milioni di euro.

Strano caso, proprio quando ad Atene erano i mesi delle febbrili trattative prima di raggiungere l'accordo con Fmi e Ue sul primo salvataggio.

Chissà se i greci, che fanno fatica a fare la spesa nei supermercati e vanno a protestare in piazza perché hanno le tasche vuote e ben poche prospettive, sentivano veramente il bisogno di acquistare navi, aerei, missili…

Lascio a te commentare.



Vabbè, facciamoci almeno 2 risate...:



Alla tua Indipendenza Finanziaria

Filippo




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