venerdì 23 marzo 2012

E tu, per cosa lavori?

Di recente ho riletto una storia semplice ma istruttiva su cui ti invito a riflettere:

C’era una volta un piccolo villaggio, un posto davvero bello in cui vivere, se non fosse stato per un problema: quando non pioveva mancava l’acqua.

Il villaggio infatti non aveva né sorgenti né fiumi vicini cui attingere.

Un giorno venne scoperta una nuova fonte, purtroppo però situata nella valle accanto, piuttosto distante dal paese.

Gli anziani decisero di appaltare un contratto per garantire una fornitura idrica costante.



Si offrirono due volontari, Ed e Bill, e gli anziani concedettero l’appalto ad entrambi, ritenendo che la concorrenza avrebbe contribuito a tenere bassi i prezzi ed avere sempre una riserva d’acqua.

E fu così che Ed, il primo dei due, si precipitò subito al lavoro: comprò due grandi secchi da 20 litri di acciaio zincato e iniziò a trasportare l’acqua dalla sorgente al villaggio e non faceva neanche in tempo a trasportarla che l’aveva già venduta tanta era la necessità d’acqua dei suoi compaesani.

Faticava dalla mattina alla sera per trasportare l’acqua con i due secchi ma non gli ci volle molto per iniziare ad accumulare soldi.

Ad ogni viaggio versava il contenuto dei due recipienti in una grande cisterna di cemento che aveva costruito lui stesso.

Si doveva alzare tutte le mattine prima degli altri abitanti del villaggio per assicurarsi che ci fosse sempre una quantità idrica sufficiente per la necessità dei compaesani.

Era un lavoro duro, ma Ed era felice di guadagnare e di essersi meritato uno dei due appalti esclusivi.

Ed convocò allora i suoi due figli, sua moglie e ogni parente disponibile e dopo aver dotato tutti degli stessi secchi capienti li coinvolse nell’impresa familiare che sembrava assolutamente fare affari d’oro.

In effetti, il lavoro era molto duro ma Ed e i suoi familiari non si facevano scoraggiare dalla fatica, continuavano a trasportare secchi e incassare i propri compensi.

Che ci fosse bello o cattivo tempo, lavoravano senza risparmiarsi.

Bill, l’altro appaltatore, era scomparso. Non si vedeva da mesi.

Il che rendeva Ed ancora più contento perché, libero dalla concorrenza, poteva guadagnare lui tutti i soldi.

Incredibilmente, Bill, non aveva infatti trasportato al villaggio nemmeno un unico secchio d’acqua e, conseguentemente, non aveva incassato nemmeno un centesimo.

Ed tra sé e sé pensava che evidentemente Bill e la sua famiglia non erano disposti a lavorare duro come avevano lavorato loro e che, se fossero stati disposti a continuare a mettere lo stesso sforzo negli anni a venire, li aspettavano anni duri ma anche di soddisfazione.

Bill  però, anziché acquistare due secchi per competere con Ed, aveva ideato un progetto, fondato un’impresa, trovato quattro investitori e assunto un direttore lavori e sei mesi dopo tornò con una squadra edile.

Nell’arco di un anno questo gruppo riuscì a costruire un enorme acquedotto in acciaio inossidabile che collegava il villaggio alla fonte della valle accanto.

Durante la cerimonia d’inaugurazione, Bill annunciò che la sua acqua era più pulita di quella fornita da Ed.

Lui sapeva infatti che c’erano state delle lamentele a proposito dell’igiene.

Inoltre si vantò di poter fornire acqua al villaggio 24 ore su 24 per sette giorni alla settimana, mentre Ed poteva garantire la fornitura solo durante i giorni feriali perché i week - end voleva riposarsi.

Bill informò inoltre che avrebbe fatto pagare la sua acqua, di migliore qualità rispetto a quella di Ed,  75% meno di lui.

Tutti gli abitanti erano contenti e corsero subito ad approvvigionarsi all’acquedotto di Bill.

Per stare al passo Ed raddoppiò ogni sforzo, abbassò immediatamente la sua tariffa del 75%, comprò altri secchi a cui fece aggiungere una copertura di sicurezza e cominciò a viaggiare dal lago alla sua cisterna con quattro recipienti per volta.

Quando i suoi figli partirono per andare all’università egli disse loro: “Tornate presto perché un giorno questo sarà il vostro lavoro.

Per qualche motivo però, dopo essersi laureati, i figli di Ed non tornarono più a casa.

Allora Ed assunse dei dipendenti, ma cominciò ad avere dei problemi sindacali.

Il sindacato chiedeva salari maggiori, migliori indennità e riuscì ad imporre che non si trasportasse più di un secchio per volta.

Nel frattempo Bill si era reso conto che non solo il suo villaggio aveva bisogno di acqua, ma anche altri villaggi ne avevano bisogno.

Perciò ristrutturò ed ampliò la sua azienda cominciando a vendere la sua acqua, pulita, economica e di rapida consegna, grazie al sistema degli acquedotti, a tutte le città del mondo.

Guadagnava soltanto un centesimo per ogni secchio d’acqua consegnato, ma distribuiva miliardi di secchi d’acqua ogni giorno.

Miliardi di persone consumavano miliardi di secchi d’acqua, versando cifre astronomiche sul suo conto corrente, sia che lui lavorasse o no. 

In pratica Bill aveva letteralmente inventato un acquedotto entro cui far scorrere oltre all’acqua anche i soldi per sé stesso.

Visse perciò felice e contento, mentre Ed dovette faticare come un mulo per il resto della sua esistenza, sempre intrappolato in traversie finanziarie.

Questa storia contrappone il “lavoro duro” e il “lavoro intelligente”.

E tu? Cosa stai facendo in questa fase della tua vita: trasporti secchi o progetti e costruisci il tuo acquedotto?

Se vuoi, fammi sapere cosa ne pensi lasciando un commento qua sotto.



Alla tua Indipendenza Finanziaria

Filippo




2 commenti:

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