venerdì 23 dicembre 2011

Come ultimo post prima di Natale avrei voluto parlare d’altro…


Ebbene si, lo ammetto, a 2 giorni dal Natale avrei voluto parlare di qualcosa di leggero, più in linea con lo spirito natalizio… purtroppo la situazione attuale impone considerazioni diverse.

Se provassimo a guardare la terra da 40 mila chilometri (circa un quarto della distanza dalla luna, più o meno) ci potremmo chiedere perché c'è la recessione.

Le fabbriche sono ancora in piedi, le case sono ancora in piedi, le strade sono ancora lì.



Ovviamente il problema è un problema di credito.

E da cosa deriva questo problema?

Per semplificare al massimo: una frazione troppo grande di persone ha cominciato a controllare beni che non avevano “meritato” perché non avevano le capacità economiche per acquistarli… per cui si sono indebitate a dismisura.

In altre parole, la filosofia "io lo voglio adesso, pagherò dopo" ha preso il sopravvento.

Se ci rendessimo conto bene di questa cosa, potremmo pensare che per risolvere la situazione i tagli siano facili da fare: chiunque abbia un patrimonio negativo vuol dire che ha consumato più di quanto abbia prodotto.

Purtroppo, chi detiene il potere, ossia il sistema bancario e le banche centrali, sta cercando di rendere il problema causato dalla filosofia "lo voglio adesso, pagherò dopo" meno evidente.

In circostanza normali questo processo avviene facendo emettere agli stati titoli di debito pubblico.

In tempi di emergenza come questo, tale denaro prende ogni sorta di nome buffo come per esempio TARP (in America) o EFSF (in Europa).

Un altro modo per mascherare il problema è quello di "alzare la marea", in modo che anche quelli che sono rimasti in secca possano riprendere a galleggiare.

Questo viene fatto gonfiando la moneta (ormai sono mesi e mesi che le Banche centrali pompano liquidità stampando moneta) che prima o poi ci porterà ad alta inflazione e quindi a “sgonfiare” il valore reale dei debiti (ma anche dei nostri risparmi!).

La situazione insomma è tutt’altro che rosea: a mio parere – spero vivamente di sbagliarmi – le cose stanno peggiorando un passo alla volta ma inesorabilmente e i prossimi anni saranno di gran magra.

Che considerazioni possiamo trarre da questa situazione?

Cosa possiamo fare concretamente noi, nel nostro piccolo?

Ecco alcune idee:

1) evitare l’inazione ossia il non far niente (“le cose vanno male, io non faccio niente e incrocio solo le dita sperando che non si arrivi al peggio”)

2) adottare subito buone abitudini:
a. evita di comprare cose inutili o improduttive
b. cerca di ridurre i debiti ove possibile
c. evita nuovi debiti
d. risparmia almeno il 10% del tuo stipendio ogni mese

3) se abbiamo risparmi, cercare modi per proteggere i nostri capitali dall’eventuale inflazione (meglio beni fisici come i metalli preziosi o i diamanti ma anche terreni e immobili – quest’ultimi solo se a prezzi ragionevoli, visto che le quotazioni degli immobili sono ai massimi)

4) investire: innanzitutto nella nostra formazione (più sai e più puoi agire in maniera corretta)

5) investire in attività che hanno un mercato in crescita

Dicono che in economia sai che stai agendo nella maniera corretta quando tutti gli altri vanno in un’altra direzione, quando vai controcorrente: se la gente compra titoli di stato e immobili a 4-5.000 al metro quadro, tu investi su te stesso e ti costruisci una rendita facendo trading o creando un business su internet.

Spero di non essere stato troppo pessimista, ma la situazione impone scelte coraggiose.

La mia filosofia è: “sperare nel meglio ma prepararsi al peggio”.

Se poi non succede niente, tanto meglio, ci troveremo comunque in una situazione migliore rispetto al non far niente, ma se le cose si mettono male almeno avremo la nostra “coperta di linus” come l’ha chiamata un amico conosciuto qualche giorno fa.

Ti auguro uno splendido Natale, che porti un po’ di spunti di riflessione e, perché no, propositi di cambiamento importanti per reagire alla crisi in cui siamo.


Poiché il nostro caso è nuovo, dobbiamo pensare ed agire in modo nuovo.” Abraham Lincoln

Il blog riprenderà a gennaio, ma prima di lasciarti, ecco la seconda parte del video da vedere "una volta al giorno":




Alla tua Indipendenza Finanziaria

Filippo




2 commenti:

  1. Assolutamente d'accordo su praticamente tutto!ottimo post ;-) colgo l'occasione per augurarti un buon natale e uno strepitoso anno nuovo!!!

    Un'ultima cosa: crisi = opportunita'
    Con la conoscenza ci si puo' trovare tranquillamente sulla parte destra dell'equazione.

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  2. Grazie Andrea!

    sia per i complimenti che per gli auguri!!!!!!

    sono d'accordo su quanto dici a proposito della conoscenza: è uno dei primi passi da compiere verso l'indipendenza finanziaria (specie in periodi come questi)

    Auguroni anche a te!

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