giovedì 20 ottobre 2011

Capitalismo e dintorni

Nelle ultime settimane, a partire dagli Stati Uniti sono cresciute le proteste contro il mondo finanziario.



In Italia, come avrai visto in tutti i tg, le proteste sono sfociate nelle violenze di Roma.



In America si è creato un vero e proprio movimento chiamato “Occupare Wall Street”.

Non ho seguito la cosa nei dettagli quindi i miei commenti su questo argomento saranno più di carattere generale. Saranno in realtà uno spunto per un discorso più ampio.



In questo tipo di movimenti esistono persone con svariate opinioni e visioni del mondo e della economia, ma esiste anche un elemento comune.

Capiscono che sono stati fregati, ma non sembrano capire perché sono stati fregati.

Abbastanza giusto. Tuttavia, è qui il problema.

Sono stato ad ascoltare la gente parlare dei loro problemi finanziari e ho notato una cosa che mi rende frustrato e triste.

Le persone mi spiegano che sono preoccupate dal futuro, sono amareggiate dalla situazione in cui si trovano e dicono che è tutta colpa dei politici, della crisi o delle banche.

Gli rispondo che hanno ragione, che i politici, la crisi e le banche hanno la loro colpa ma anche che si può fare qualcosa per cambiare le cose.

Spiego che si può diventare indipendenti dal sistema di “consumo – debito – lavoro” e che loro possono fare lo stesso.

Purtroppo tante persone non sono interessate alle soluzioni.

Al livello più elementare, mi rendo conto che ogni volta che qualcuno parla del suo problema, almeno alcuni di loro cercano comprensione piuttosto che soluzioni.

E’ però piuttosto difficile per la maggior parte delle persone ammettere di essere loro stessi la causa dei propri problemi.

Se solo non avessero comprato una casa che non si potevano permettere.

Se solo non avessero speso troppi soldi in vestiti e parrucchieri, in viaggi e divertimento, in televisioni a schermo piatto e vari ultimi modelli di telefonino, tablet e portatile…

Ora, alle volte mi chiedo perché tante persone non dicono: "Hey, hai ragione, ho sbagliato. Mi hanno illuso che il sistema di consumo – debito – lavoro fosse l’unico possibile.

Ho intenzione di far si che questo non accada di nuovo.

Ho intenzione di cominciare a gestire con intelligenza le mie finanze perché alla fine mi rendo conto che nessuno può gestirle meglio di me stesso.”

Aristotele circa 2.400 anni fa introduceva il concetto di "schiavi naturali”.

Uno schiavo naturale è "qualcuno che non pensa”, ma non solo.

Nel linguaggio moderno sarebbe qualcuno che preferisce evitare la responsabilità delle proprie azioni.

Aristotele si rese conto che era difficile predeterminare chi era uno schiavo naturale e chi no.

Non era una questione di statura, ad esempio, né di portamento, né di famiglia di origine… ma aveva più a che fare con la mentalità.

Gli schiavi naturali oggi sono coloro che vogliono avere un minor numero di opzioni e meno libertà in modo che possano godere di una vita con meno responsabilità.

Questi sono ciò che io definirei schiavi naturali.

E temo che siano la maggioranza.

Se vuoi essere uno schiavo naturale, compri le cose a debito e ti cerchi un lavoro per ripagarlo.

Se vuoi essere libero, viceversa, risparmi denaro in modo da poterlo dare a coloro che preferiscono essere indebitati oppure investirlo in attività produttive (ti ricordi la storia di Robinson Crusoe e Venerdì?)

Il sistema attuale presenta ancora molti difetti, tra i quali non rendere questa opzione chiara a tutti.

È per questo che scrivo questo blog: per liberare coloro che non sono schiavi naturali.

Tuttavia, se il 99% preferisce essere “schiavo naturale” e l'1% preferisce essere “padrone naturale”, questo non giustifica gli abusi.

Sicuramente, questi ultimi devono essere in qualche modo ricompensati per il peso della responsabilità del "prendersi cura" degli schiavi attraverso la creazione di posti di lavoro, del prendersi i rischi, ecc…

Il problema è quando questo rapporto è abusato.

Per esempio prendiamo la crisi immobiliare che sta colpendo ormai da 3 anni gli Stati Uniti: in questo caso i “padroni” hanno prestato denaro agli “schiavi” ben sapendo che non potevano ripagare il debito… quando gli schiavi non sono stati più in grado di pagare si è orchestrato un piano di salvataggio che ha preso semplicemente il denaro dal resto degli schiavi.

In questo scambio non c’è più un vantaggio di entrambe le parti.

Normalmente, la democrazia avrebbe agito come un meccanismo di controllo e limitazione di questo tipo di comportamenti.

Il fatto che questo comportamento si è verificato indica un fallimento della democrazia.

In un certo senso, i blog come questo hanno anche una funzione democratica.

Permettono alle persone di fare scelte consapevoli.

Vuoi pagarti a rate le vacanze? Fai pure, ma sappi che stai diventando schiavo di qualcun altro.

E’ come se ti mostrassi i lati di un fiume: scegline uno. Scegli da che parte vuoi trovarti.

A volte le persone mi dicono che non vogliono rischiare, che preferiscono trovare un lavoro che li appassioni.

Dico: bene.

Se c’è qualcun altro che vuole raggiungere l’indipendenza finanziaria, scopra il lavoratore appassionato e lo assuma.

Sarà il primo ad essere produttivo utilizzando i soldi del secondo che beneficerà del lavoro.

Il secondo si assumerà il rischio e tutti in qualche modo ne guadagneranno.

E’ così che il capitalismo dovrebbe essere (semplificando al massimo).

I capitalisti si assumono i rischi e gli operai portano il lavoro.

Il problema compare quando i capitalisti non si assumono più il rischio e si aspettano di essere ricompensati ugualmente.

Questo è iniquo.

Va contro lo spirito e la definizione del capitalismo.

E 'possibile solo quando il sistema politico lo consente.

Ed è qui che il mondo sviluppato ha fallito e sta fallendo, sia negli Stati Uniti e in Europa.


Viva l’Italia:



Alla tua Indipendenza Finanziaria,

Filippo





7 commenti:

  1. Sono perfettamente d'accordo grazie per la riflessione.

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  2. L'augurio è che sempre più persone si accorgano di come stanno realmente le cose e si adoperino per cambiarle veramente (in meglio). ciao!

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  3. Nient'altro da aggiungere!bel post Filippo!

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  4. Filippo,

    Molto profonda la tua riflessione. Mi ha colpito. Ho iniziato da sei mesi il mio percorso per l'indipendenza finanziaria che mi ha portato ad estinguere il mutuo, semplificare la mia vita (mi riferisco ai consumi) a rinunciare a una casa più grande con l'intenzione di utilizzare i risparmi per fini di invesimento. Effettuo il controllo mensile sui costi e ora sto cercando di iniziare un'attività part time in aggiunta al mio lavoro. Se mi puoi dare qualche consiglio su questa ultima cosa è molto gradito. Per gli altri che mi leggono posso dire che la strada verso l'indipendenza finanziaria si apre e diventa semplice quando la tua consapevolezza è è salita di livello. Se all'inizio si fa fatica a vedere i risultati occorre essere tenaci. In bocca al lupo a tutti!!
    Luisa

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  5. Grazie Luisa. Innanzitutto ti faccio tantissimi complimenti per il tuo percorso. Sei senz'altro sulla buona strada, in gran vantaggio (purtroppo... per loro) rispetto alla maggioranza delle persone. Hai colto l'essenza di questo percorso (e forse del successo nella vita): la tenacia, la persistenza. Penso sia l'ingrediente fondamentale, al di là di tutto. Quanto all'attività part time ti posso consigliare di guardare nella pagina "Risorse" di questo blog. Lì sto concentrando (e concentrerò sempre di più, in futuro) i link utili per cogliere le opportunità che il web ci offre. Un ultimo consiglio: oltre a continuare nel percorso che stai facendo non smettere di investire nella cosa più preziosa che abbiamo: la nostra testa.

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  6. Questo post è strepitoso! Sei riuscito a semplificare al massimo il discorso. Già da tempo facevo riflessioni in merito al diverso modo di ragionare delle persone. Ma solo ora sono riuscita a fare piena concretezza e alla fine della lettura di questo post ho realizzato quali sono e dove sono le vere diversità. Non voglio essere uno schiavo naturale, bensì un padrone naturale. Grazie Filippo!

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  7. Grazie Paola, per le tue parole e per il tuo entusiasmo. In bocca al lupo per il tuo proposito!

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