venerdì 1 luglio 2011

Ma tu… sei libero?


Ti sei mai fermato a chiederti cos’è per te la libertà?

Prendiamo per esempio in considerazione la libertà di viaggiare, di visitare posti nuovi.

Siamo senz’altro tutti autorizzati a viaggiare liberamente.

Potremmo quindi dire che siamo liberi di andare ovunque.

Ma quante volte lo facciamo rispetto alle volte che vorremmo?

La domanda non è banale.

Quando ero tirocinante e studiavo per preparare l’esame di stato per diventare commercialista ero chino sui libri a studiare tutto il tempo, quasi recluso tra quattro mura: ogni altra cosa era rimandata a dopo l’esame.

Quando siamo completamente assorbiti in qualcosa, il desiderio di andare da qualche altra parte è irrilevante e quindi la nostra libertà di movimento conta poco.

D'altra parte, se avessi chiesto di essere rinchiuso in casa, la gente avrebbe probabilmente pensato che fossi pazzo.

Ecco allora emergere una differenza interessante: libertà esteriore e libertà interiore.

Quando pensiamo alla libertà di parola, alla stampa libera, alla libertà di religione, pensiamo alle libertà esteriori.

La mancanza di libertà interiore è però spesso più sottile e più infida.

I proprietari di cani hanno probabilmente molto familiare la necessità di mantenere un recinto attorno al loro cortile, se vogliono lasciare il loro cane fuori senza guinzaglio.

Questo limita la libertà esterna del cane.

E’ ben visibile.

Grazie alle meraviglie della tecnologia moderna, ahimè, è possibile installare un recinto elettronico.

Basta mettere un apposito collare al cane e organizzare trasmettitori lungo gli angoli del cortile: se il cane dovesse passare la linea invisibile del recinto riceverà una piccola scossa.

Dopo alcuni tentativi, il cane avrà imparato dov’è la linea e non ci andrà più.

Il vincolo esterno è stato così trasformato in un vincolo interno.

Se il cane è sufficientemente “istruito” (e quindi ha ricevuto un buon numero di scosse), la recinzione elettrica può anche essere rimossa completamente.

Il cane risulterà talmente "incoraggiato" a comportarsi in un certo modo, che non proverà neanche più a lasciare il cortile.

Purtroppo noi essere umani siamo molto simili…

Molti di noi hanno una tonnellata di tali vincoli interni che sono stati meticolosamente incorporati nel nostro cervello fin da quando eravamo piccoli.

Nella scuola ci hanno "incoraggiati" a svolgere determinate attività entro determinate ore del giorno.

Siamo "incoraggiati" a comportarci come tutti gli altri e indossare gli stessi abiti e dire le stesse cose.

Più tardi siamo incoraggiati a dire le cose “giuste”.

E’ come se la nostra vita fosse circondata da un recinto elettronico.

Rimani in questo recinto e non prenderai la scossa.

E 'importante notare che il nostro recinto è mentale e non fisico.

Siamo in grado di spostarci comodamente dove vogliamo, possiamo cambiare i nostri datori di lavoro, possiamo scegliere tra molti prodotti diversi.

Tuttavia, come per il cane, troviamo che certe idee non fanno per noi e le troviamo addirittura impossibili da realizzare.

Non prendiamo neanche in considerazione l'area al di fuori del recinto.

Come il cane siamo liberi di vagare nel cortile, ma lasciando il recinto pensiamo che non otterremo altro che dolore (sotto forma di delusioni, derisione, vergogna…).

Ci basta pensare alle scosse.

E a ciò che potrebbero pensare i vicini (o gli amici o i colleghi).

Se ci liberiamo della recinzione, è possibile cambiar vita in ogni momento.

Naturalmente all'inizio sarà difficile poiché le idee necessarie per vivere liberamente sono state gravemente atrofizzate dai vincoli... ma si può cominciare anche con gradualità.

Molti errori saranno fatti, ma una volta assaporata la vita fuori dal recinto, scopri che vale la pena provare.

Goditi questa meraviglia della natura... il più grande serpente mai ritrovato:




Alla tua Indipendenza Finanziaria

Filippo





3 commenti:

  1. Ciao Filippo,
    Ti faccio i miei complimenti per il bell'articolo!
    Vittore.

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  2. Grazie, un articolo interessante e che fa riflettere

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  3. Grazie Vittore, grazie Francesco!

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