venerdì 6 maggio 2011

Ricchezza feconda: 6 esempi di creatività produttiva

Oggi torno a parlarti di un tema a me caro (come forse avrai visto da alcuni dei post del passato): la ricchezza feconda.

Voglio quindi parlarti di 6 casi di persone che hanno lasciato incarichi importanti per seguire il loro sogno, la loro visione e stanno ottenendo un successo notevole.


1) Ory Okolloh
Una laurea in giurisprudenza con lode e un dottorato alla Harvard law School: Ory Okolloh entra senza difficoltà nello studio Covington & Burling, tra i più prestigiosi degli Stati Uniti.

Ma non vuole “accontentarsi”.

Durante l'università segue le prime iniziative per coinvolgere e incentivare la partecipazione su internet degli abitanti nei paesi in via di sviluppo.

Ad un certo punto decide di cambiare vita: abbandona la carriera nelle aule di tribunale americane e apre sul web una vetrina per monitorare gli atti del parlamento di Nairobi, in Kenya, sua terra d’origine.

Torna nella sua patria e durante le elezioni presidenziali del 2007 racconta su twitter gli scontri.

Decide quindi di aprire la piattaforma online Ushahidi dove crea una mappa per raccogliere segnalazioni dal territorio.

Lo scorso gennaio diventa policy manager di Google per l'Africa.
www.ushahidi.com


2) Chris Hughes
Al primo anno di università Chris Hughes condivideva la stanza con altri due studenti: lavoravano insieme a un social network per connettere gli allievi del loro ateneo, Harvard.

Il social network era Facebook.

Come ben sai in poco tempo diventa uno spazio frequentato da milioni di persone.

Nel 2008 entra nello staff di Barack Obama durante la corsa per le primarie negli Stati Uniti: progetta una rete sociale sul web - MyBarack.com - che contribuisce a raccogliere 30 milioni di dollari per finanziare le spese elettorali.

Non si ferma, però, alla Casa Bianca e parte per un viaggio in Africa.

A 27 anni diventa consulente per un fondo di venture capital.

Molti, forse, si sarebbero accontentati.

Ma Hughes lancia un altro social network, jumo, dedicato agli attivisti e alle organizzazioni non profit.
www.jumo.com


3) Erik Hersman
Tre anni fa le elezioni presidenziali in Kenya – come abbiamo accennato poco fa - diventano terreno fertile per scontri e proteste.

Un gruppo di attivisti crea una mappa su internet per riunire le segnalazioni di incidenti, inviate da tutte le del paese tramite sms, fotografie e telefonate.

Il tutto diventa Ushahidi, che in lingua swahili significa "testimonianza".

Erik Hersman è tra i primi a lanciare il progetto della cartina digitale: ha lavorato per anni nel marketing sul web e ha fondato un'azienda specializzata nelle campagne promozionali online.

Ma dopo il successo di Ushahidi si dedica a progetti per lo sviluppo locale attraverso l'informatica e le telecomunicazioni.

Lancia quindi Afrigadget, un blog dove segnala le iniziative delle start-up africane.

Ed è tra i fondatori dell'iHub, un parco tecnologico di Nairobi.
www.ihub.co.ke



4) Hans Rosling

Hans Rosling è docente di salute internazionale al Karolinska Institute.

Prima di tornare in Svezia studia l'evoluzione delle epidemie in Africa per vent'anni.

Ed è appassionato di statistiche.

Durante una conferenza Ted negli Stati Uniti racconta l'evoluzione della sanità pubblica nel mondo attraverso grafici animati, ricostruiti a partire dalle informazioni raccolte negli archivi dell'Oms e di altre organizzazioni internazionali negli ultimi decenni.

Il video del suo discorso fa il giro del mondo su internet, anche attraverso YouTube.

E il suo software, Gapminder, convince Google: diventa il punto di partenza per lanciare il progetto Public data explorer, una piattaforma per l'elaborazione visuale delle statistiche nazionali.
www.gapminder.org


5) Premal Shah
Abbandona la megalopoli indiana di Ahmedabad per cercare successo negli Usa.

Circa dieci anni fa entra a far parte di una start-up, Paypal, oggi multinazionale per le transazioni e i pagamenti online.

Fino a diventare product manager.

Ma non dimentica il suo paese e decide di mettere alla prova un'intuizione maturata durante l'attività professionale.

Chiede un permesso di tre mesi e compra un biglietto aereo per l'India: sperimenta sul campo se è possibile costruire una piattaforma per inviare via web piccoli prestiti agli imprenditori nei paesi in via di sviluppo.

E sei anni fa lancia Kiva: ha raccolto finora 192 milioni di dollari e ha finanziato quasi 500mila persone.

Al World Economic Forum del 2009 Shah è stato nominato Young global leader.
www.kiva.org


6) John Wood
A 35 anni John Wood era tra i manager di punta di Microsoft in Cina, dove aveva lavorato per quasi dieci anni.

Durante una vacanza in Nepal entra nella scuola di un villaggio e vede che i libri sono custoditi a chiave in un armadio: appena quattro testi per 450 allievi.

Quando torna a casa invia una mail ai colleghi per chiedere di donare vecchie opere letterarie. E consegna il dono agli studenti nepalesi.

È un'esperienza che cambia la sua visione del mondo.

Nel 2000 abbandona l'azienda: fonda un'organizzazione non profit, Room to Read, per costruire biblioteche nei Paesi in via di sviluppo e finanziare l'istruzione delle donne.

Finora ha edificato 1.100 scuole e ha distribuito 7 milioni di libri.

Ha raccontato il suo viaggio in una biografia, «leaving Microsoft to change the world».
www.roomtoread.org


Perché ti ho raccontato queste storie? Perché c’è qualcosa di speciale in ognuno di noi, qualcosa che ci fa fare grandi cose.

Si tratta solo di riconoscerlo e farlo venire fuori.

Giusto ieri sera parlavo con un mio cliente, consulente informatico, che mi raccontava di aver cominciato una nuova iniziativa imprenditoriale: mi sono entusiasmato per lui!

Sia per l'energia con la quale mi raccontava il tutto sia per la bellezza e il valore dell'iniziativa.

Cerca anche tu nel profondo di te stesso se c’è un grande sogno che vorresti realizzare… non è mai troppo tardi per cominciare a costruirlo: un grande traguardo da realizzare a piccoli passi.


Tutto ciò che ha valore nella società umana dipende dalle opportunità di progredire che vengono accordate ad ogni individuo” Albert Einstein


Ti lascio con video di saggezza indiana: forse un po’ pittoresco ma il suo messaggio contiene parole su cui dovremmo riflettere e che hanno qualcosa da insegnarci.



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo





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