venerdì 27 maggio 2011

Eccoci alle soluzioni!


7 giorni fa abbiamo affrontato un semplice quiz sull’economia domestica e dintorni: vediamo come te la sei cavata.

Ecco le risposte al quiz:
Quesito 1:
Adatto la temperatura del frigorifero a seconda della stagione? a) mai b) sempre c) spesso d) a volte

a) 0 punti – b) 3 punti – c) 2 punti – d) 1 punto

adattare la temperatura del frigo a seconda della stagione (più alta in inverno e più bassa in estate) ti consente di avere un ottimo risparmio di energia conservando i cibi alla giusta temperatura

Quesito 2:

Quando ho il climatizzatore acceso chiudo porte e finestre? a) sempre b) mai c) a volte d) spesso

a) 3 punti – b) 0 punti – c) 1 punto – d) 2 punti

se durante le giornate più calde dell’estate azioni l’aria condizionata, fai attenzione a chiudere porte e finestre, altrimenti la dispersione dell’aria fresca ti costringerà a far funzionare l’impianto molto di più del necessario. E questo vale sia in casa che in macchina

Quesito 3:
possiedo un’asciugatrice? a) sì b) no c) si ma non la uso mai d) no, ma vorrei comprarne una

a) 0 punti – b) 3 punti – c) 2 punti – d) 1 punto

forse non lo sai ma l’asciugatrice è uno degli elettrodomestici che consuma di più! Io la consiglio solo se non hai assolutamente spazio dove stendere o se lavi tantissimo ogni settimana (perché magari la famiglia è numerosa): in tutti gli altri casi meglio trovare gli spazi giusti per stendere (meglio se caldi e poco umidi oppure all’aria aperta)
Quesito 4:

Quante volte apro lo sportello del frigorifero quando cucino? a) una volta b) almeno 2 volte c) più di 3 volte d) dipende da quanti ingredienti mi servono

a) 3 punti – b) 2 punti – c) 1 punto – d) 0 punti

ecco un consiglio molto semplice ma efficace: quando ti metti a cucinare fatti una idea veloce di cosa preparare e di quali ingredienti ti servono, in questo modo aprirai il frigo solo all’inizio ed eviterai di disperdere il freddo (aumentando il consumo di energia del frigo stesso). Anche la conservazione dei cibi nel frigo ne beneficerà (diminuendo gli sbalzi di temperatura)

Quesito 5:
Spengo sempre la luce quando esco da una stanza? a) sempre b) mai c) quando me lo ricordo d) non ci ho mai fatto caso

a) 3 punti – b) 0 punti – c) 2 punti – d) 1 punto

sempre in tema di consigli semplici ma efficaci ecco un’altra buona abitudine: perché lasciare accese tutte le luci nelle stanze al nostro passaggio? Se ci abituiamo a spegnerle quando usciamo da una stanza la nostra bolletta ci ringrazierà
Quesito 6:

In inverno quante ore al giorno tengo acceso il riscaldamento? a) solo quando sono in casa b) sempre c) almeno 12 ore al giorno d) il riscaldamento è condominiale

a) 2 punti – b) 0 punti – c) 1 punti – d) 3 punto

se il riscaldamento è condominiale abbiamo poco margine di manovra (e di solito spendiamo di meno perché il costo della caldaia e di funzionamento è ripartito tra più persone), se però abbiamo il riscaldamento autonomo è bene – specie se siamo fuori tutto il giorno perché siamo al lavoro – azionare il riscaldamento solo quando necessario (in questo senso i termostati che si possono programmare a determinati orari sono molto utili)

Quesito 7:

In quante rate pago il premio assicurativo annuo della mia auto/moto? a) in unica rata b) 2 rate c) più di 2 rate d) non saprei, ho l’addebito diretto sul conto

a) 3 punti – b) 2 punti – c) 1 punto – d) 0 punti

pagare l’assicurazione in più rate ci costa alla fine dell’anno molto di più: è vero che così non abbiamo un esborso tutto in una volta ma sappiamo anche che la scadenza è sempre uguale: basta solo programmarsi le spese dell’anno con un po’ di furbizia… :-))

Quesito 8:

Quanti telefoni possiedo? a) solo un cellulare o un telefono fisso b) un cellulare e un telefono fisso c) più di 3 telefoni tra fissi e cellulari d) più di 2 telefoni tra fissi e cellulari

a) 3 punti – b) 2 punti – c) 0 punti – d) 1 punto

ecco una mania tutta italiana: avere 10 telefoni diversi… è vero che alle volte lo si fa perché su uno abbiamo chiamate più convenienti verso alcuni mentre con l’altro posso mandare SMS e con l’altro ancora posso chiamare il fidanzato/a… ma questo ci crea poi confusione nelle varie bollette o ricariche col risultato che non abbiamo una idea di quanto spendiamo per il telefono: semplifica! Al limite prendi un telefono “dual sim” ossia un unico telefono che gestisce due numeri diversi

Quesito 9:

Quanto tempo trascorro al supermercato per fare la spesa? a) il tempo minimo necessario b) almeno mezz’ora c) più di un’ora d) tanto, perché adoro cercare tra gli scaffali prodotti nuovi

a) 3 punti – b) 2 punti – c) 1 punto – d) 0 punti

quando vai a fare la spesa fatti prima una lista delle cose da comprare: se ci vai come quando vai per fare shopping (“do una occhiata e prendo quello che mi attrae”) spenderai senz’altro di più! Ecco perché i prodotti hanno delle confezioni belle colorate: perché tu possa acquistare sull’onda del momento (salvo poi ritrovarti cose in casa che non ti servono o che non mangi e che quindi poi butti)
Quesito 10:
Riciclo alimenti e altri materiali di scarto quali il caffè, i fogli di alluminio, ecc? a) sempre b) mai c) no, perché non saprei cosa riciclare d) quando capita

a) 3 punti – b) 0 punti – c) 1 punto – d) 2 punti

non hai idea di quante cose si possano riciclare in casa: non si tratta di diventare taccagni o fissati ma di usare il buon senso per fare un favore a noi stessi e all’ambiente (lo sapevi per esempio che ogni italiano ha prodotto nel 2007 la bellezza di 550 kg di spazzatura in un anno? In Europa siamo secondi solo dopo l’Austria secondo i dati Eurostat… e dal 2007 ad oggi il dato è in aumento). Usa la creatività! :-)) magari ne parleremo meglio più avanti in un prossimo post…




Se hai totalizzato:
22-30 Punti: Complimenti! Sei un asso nel fare attenzione agli sprechi inutili e nel gestire la casa, continua così!

11-22 Punti: Niente male ma puoi fare di meglio. : - )

0-10 Punti: Ahi ahi! Hai molti margini di miglioramento, sfrutta questo quiz per cominciare con abitudini più produttive!


Ricordati che il segreto dei ricchi non è essere più intelligenti o scaltri ma avere migliori abitudini nel gestire il loro denaro: se cominciamo a gestirci bene in queste piccole cose svilupperemo l’abitudine a gestire anche le grandi cose!

Alla tua Indipendenza Finanziaria,

Paola

Come da abitudine di questo blog concludo questo post con un video: è un bellissimo discorso di Charlie Chaplin nel film capolavoro "Il Grande Dittatore" (la parodia di Hitler)
E' una scena che mi è sempre piaciuta molto...







venerdì 20 maggio 2011

Quizziamo sulla casa?


Con questo post ospito per la prima volta un nuovo autore: si tratta di Paola Gatti, mia moglie, anche lei fa la commercialista.

Le ho chiesto di cominciare a scrivere alcuni contributi per dare un punto di vista femminile al risparmio e al rapporto con il denaro.

Si occuperà quindi di economia domestica e consigli sul mondo femminile in genere (make-up, shopping, ecc…).

Ritengo questo contributo molto utile per due motivi:
1) in una famiglia una voce molto importante nel budget famigliare lo decide la donna, magari indirettamente (spesa, vestiti, scarpe, borse, spese per i bambini…);

2) nonostante questo in tante famiglie di far quadrare i conti se ne occupa il marito (anche se con le nuove generazioni questo non è più tanto vero…): se solo uno dei due genitori o partner è attento alle finanze mentre l’altro sperpera allegramente è come voler gonfiare un gommone bucato: tutto lo sforzo diventa inutile.

Lascio quindi a lei la parola:

Ciao!

E’ con un po’ di trepidazione ed emozione che scrivo per la prima volta su un blog.

Neanche a farlo apposta esordisco proprio nel giorno del mio compleanno!!! (sono graditi gli auguri... :-)))

Spero anche io di esserti utile con alcuni spunti e riflessioni sul mondo “Indipendenza Finanziaria”.

Oggi ti propongo un nuovo quiz per valutare il tuo grado di preparazione in materia di economia “casalinga”, perché il proprio rapporto con il denaro si misura anche in termini di risparmio domestico.

Può darsi che siano cose per te conosciutissime o magari aspetti di cui non ti rendi conto, sono piccole cose che sommate tutte assieme in un anno possono diventare una bella sommetta.

Quindi… cominciamo!

1. adatto la temperatura del frigorifero a seconda della stagione?
a) mai b) sempre c) spesso d) a volte

2. quando ho il climatizzatore acceso chiudo porte e finestre?
a) sempre b) mai c) a volte d) spesso

3. possiedo un’asciugatrice?
a) sì b) no c) si ma non la uso mai d) no, ma vorrei comprarne una

4. quante volte apro lo sportello del frigorifero quando cucino?
a) una volta b) almeno 2 volte c) più di 3 volte d) dipende da quanti ingredienti mi servono

5. spengo sempre la luce quando esco da una stanza?
a) sempre b) mai c) quando me lo ricordo d) non ci ho mai fatto caso

6. in inverno quante ore al giorno tengo acceso il riscaldamento?
a) solo quando sono in casa b) sempre c) almeno 12 ore al giorno d) il riscaldamento è condominiale

7. in quante rate pago il premio assicurativo annuo della mia auto/moto?
a) in unica rata b) 2 rate c) più di 2 rate d) non saprei, ho l’addebito diretto sul conto

8. quanti telefoni possiedo?
a) solo un cellulare o un telefono fisso b) un cellulare e un telefono fisso c) più di 3 telefoni tra fissi e cellulari d) più di 2 telefoni tra fissi e cellulari

9. quanto tempo trascorro al supermercato per fare la spesa?
a) il tempo minimo necessario b) almeno mezz’ora c) più di un’ora d) tanto, perché adoro cercare tra gli scaffali prodotti nuovi

10. riciclo alimenti e altri materiali di scarto quali il caffè, i fogli di alluminio, ecc?
a) sempre b) mai c) no, perché non saprei cosa riciclare d) quando capita

Prossimamente fornirò le risposte

a presto e... alla tua Indipendenza Finanziaria!

Paola

PS: parlando di casa... ecco un pò di scuse "valide" se non avete voglia di uscire di casa... :-)







venerdì 13 maggio 2011

Miiii.... ma quaaanto mi costa la benzina?!?!?


Non so tu ma ogni volta che faccio benzina mi sembra che costi sempre di più…

C’è un modo per risparmiare anche su questo aspetto?

Effettivamente si…

Negli ultimi mesi il prezzo dei carburanti continua ad impennarsi, stiamo ormai arrivando a quota 1,6 euro per la benzina verde.

In media nel 2010 il guidatore italiano ha consumato mille litri di benzina, costata in media 1,37 euro al litro (dato Nomisma Energia).

Pensa che se la benzina dovesse stabilizzarsi su questi prezzi per il resto del 2011, ogni famiglia italiana si troverebbe a pagare ben 1.200 euro in più.

Eppure, nonostante i rincari, risparmiare sul pieno di benzina è possibile, basta un po’ di attenzione e soprattutto informazione, spesso reperibile online.

Come fare?

1) Le pompe bianche, ovvero distributori indipendenti, senza marchio.

Permettono di pagare benzina, diesel, gpl e metano fino a 6-7 centesimi in meno per litro (per un pieno di 50 litri fanno circa tre euro): detto così non sembra granché ma se prendi l’abitudine a rifornirti spesso da questi benzinai, gli effetti si faranno sentire.

In Italia sono presenti da pochi anni e sono circa duemila (non esistono ancora dati ufficiali), circa il 7-8% del totale dei distributori.

Per trovare la pompa bianca più vicina, il sito di Federconsumatori offre un elenco di tutti i punti vendita in tutta Italia.

Le regioni con la maggiore concentrazione di distributori low-cost sono Lazio, Marche, Emilia-Romagna e Lombardia.

C’è addirittura chi ha creato una App per I-phone che permette di localizzare tutti i distributori indipendenti della propria zona, con i relativi prezzi: CLICCA QUI

Come fanno queste pompe ad avere i prezzi inferiori alle multinazionali?

Comprano benzina e gasolio all’ingrosso, in uno dei 25 tra depositi e raffinerie dai quali tutti si riforniscono, ma dove il costo è inferiore dai 12 ai 15 centesimi al litro.

Tolto un margine per le spese, e un minimo di utile da mettere in cassa, ecco che cinque centesimi da offrire come sconto saltano fuori facilmente.

In Germania per esempio le pompe bianche hanno già conquistato il 25% del mercato.

2) La comparazione: dal momento che i distributori indipendenti sono ancora una minoranza, un altro strumento per fare il pieno spendendo meno sono i siti che permettono di comparare i prezzi.
Inserisci link
Ecco i principali:
• Dal 1° febbraio sul sito del ministero dello Sviluppo economico è attivo il servizio di confronto fra i vari distributori. Per il momento copre solo le tratte autostradali, nei prossimi mesi dovrebbe estendersi a tutto il territorio nazionale.

Basta compilare una o più voci presenti nel motore di ricerca, dall’autostrada alla provincia, dal tipo di carburante desiderato al nome dell’impianto.

Come risultato esce fuori la lista dei distributori in ordine di prezzo.


Pienorisparmio.it offre un confronto piuttosto fra le stazioni di rifornimento.

Visto però che il sito è aggiornato dagli stessi automobilisti, i dati sono soprattutto intorno alle grandi città e a volte può risultare impreciso.

• In maniera simile funziona Prezzibenzina.it, che in più, grazie al servizio Google Maps, permette di visualizzare facilmente l’area della ricerca.

3) Fai da te: un altro modo per risparmiare facilmente sul prezzo della benzina è il fai-da-te.

Negli orari diurni farsi la benzina da soli fa scendere la spesa di circa 4-5 centesimi al litro (lo sconto varia molto da una compagnia all’altra).

4) Ipermercati: negli ultimi tempi si è diffusa anche l’accoppiata grandi ipermercati-distributori di benzina, i cosiddetti “distributori discount”.

Carrefour, Conad, Auchan e Ipercoop hanno vicino a loro sempre più spesso pompe di benzina che offrono carburante a 5-6 centesimi in meno rispetto alla normale distribuzione.

Gli sconti possono arrivare anche a 10 centesimi con le fidelity card del supermercato.

5) Ottimale utilizzo dell’auto: per limitare le spese del carburante, è fondamentale che il veicolo che guidiamo sia in perfetta efficienza.

Altrimenti, per ogni cinque pieni di benzina fatti, rischiamo di sprecarne uno.

Una macchina in cattive condizioni consuma infatti fino al 20% di carburante in più.

Bisogna stare attenti, in particolare, alla pressione delle gomme, al trasporto di pesi inutili (come il portabagagli non utilizzato), ai filtri dell’aria in cattivo stato ecc.

Conta inoltre anche lo stile di guida: più lenti si va, più si risparmia.

Un accorgimento da adottare sempre è usare le marce più alte, al minimo del regime.

In città, per esempio, anziché la seconda o la terza al massimo della possibilità, inseriamo subito la quarta, ma usandola al minimo.

Anche una guida regolare aiuta molto. Guidare con una velocità media, senza brusche accelerazioni e riprese, fa durare il serbatoio quasi il doppio.

Sul peso del prezzo del barile pesano, anche se per ora non tanto, le rivolte in Medio oriente e in particolare in Libia: al momento attuale la mancata produzione Inserisci linklibica è compensata dall’aumento della produzione dell’Arabia Saudita.

Sicuramente a pesare tanto sono le tasse: secondo un’indagine della Cgia di Mestre l’incidenza percentuale delle accise sul costo di un litro di benzina ha toccato nel nostro Paese il 55,1%.

Altroconsumo ha chiesto apertamente al governo di alleviare l’effetto dei rincari a carico degli automobilisti attraverso la riduzione delle accise, spesso introdotte parecchi anni fa e che non avrebbero alcuna ragione di esistere: gli esempi più clamorosi sono l’accisa per la guerra d’Abissinia del 1935, o quella legata alla crisi del Canale di Suez nel 1956.

Anche in questo dobbiamo essere pro-attivi: non fermiamoci alle solite lamentele “ma quanto costa la benzina!” ma adottiamo nel nostro piccolo quelle abitudini quotidiane che ci permettono di reagire e utilizzare al meglio i nostri soldi.

Come diceva quella pubblicità di qualche anno fa con Robert De Niro? "Un soldo risparmiato è un soldo guadagnato" :-))))

A proposito di Robert De Niro, ecco un piccolo tributo alla sua carriera:



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo





venerdì 6 maggio 2011

Ricchezza feconda: 6 esempi di creatività produttiva

Oggi torno a parlarti di un tema a me caro (come forse avrai visto da alcuni dei post del passato): la ricchezza feconda.

Voglio quindi parlarti di 6 casi di persone che hanno lasciato incarichi importanti per seguire il loro sogno, la loro visione e stanno ottenendo un successo notevole.


1) Ory Okolloh
Una laurea in giurisprudenza con lode e un dottorato alla Harvard law School: Ory Okolloh entra senza difficoltà nello studio Covington & Burling, tra i più prestigiosi degli Stati Uniti.

Ma non vuole “accontentarsi”.

Durante l'università segue le prime iniziative per coinvolgere e incentivare la partecipazione su internet degli abitanti nei paesi in via di sviluppo.

Ad un certo punto decide di cambiare vita: abbandona la carriera nelle aule di tribunale americane e apre sul web una vetrina per monitorare gli atti del parlamento di Nairobi, in Kenya, sua terra d’origine.

Torna nella sua patria e durante le elezioni presidenziali del 2007 racconta su twitter gli scontri.

Decide quindi di aprire la piattaforma online Ushahidi dove crea una mappa per raccogliere segnalazioni dal territorio.

Lo scorso gennaio diventa policy manager di Google per l'Africa.
www.ushahidi.com


2) Chris Hughes
Al primo anno di università Chris Hughes condivideva la stanza con altri due studenti: lavoravano insieme a un social network per connettere gli allievi del loro ateneo, Harvard.

Il social network era Facebook.

Come ben sai in poco tempo diventa uno spazio frequentato da milioni di persone.

Nel 2008 entra nello staff di Barack Obama durante la corsa per le primarie negli Stati Uniti: progetta una rete sociale sul web - MyBarack.com - che contribuisce a raccogliere 30 milioni di dollari per finanziare le spese elettorali.

Non si ferma, però, alla Casa Bianca e parte per un viaggio in Africa.

A 27 anni diventa consulente per un fondo di venture capital.

Molti, forse, si sarebbero accontentati.

Ma Hughes lancia un altro social network, jumo, dedicato agli attivisti e alle organizzazioni non profit.
www.jumo.com


3) Erik Hersman
Tre anni fa le elezioni presidenziali in Kenya – come abbiamo accennato poco fa - diventano terreno fertile per scontri e proteste.

Un gruppo di attivisti crea una mappa su internet per riunire le segnalazioni di incidenti, inviate da tutte le del paese tramite sms, fotografie e telefonate.

Il tutto diventa Ushahidi, che in lingua swahili significa "testimonianza".

Erik Hersman è tra i primi a lanciare il progetto della cartina digitale: ha lavorato per anni nel marketing sul web e ha fondato un'azienda specializzata nelle campagne promozionali online.

Ma dopo il successo di Ushahidi si dedica a progetti per lo sviluppo locale attraverso l'informatica e le telecomunicazioni.

Lancia quindi Afrigadget, un blog dove segnala le iniziative delle start-up africane.

Ed è tra i fondatori dell'iHub, un parco tecnologico di Nairobi.
www.ihub.co.ke



4) Hans Rosling

Hans Rosling è docente di salute internazionale al Karolinska Institute.

Prima di tornare in Svezia studia l'evoluzione delle epidemie in Africa per vent'anni.

Ed è appassionato di statistiche.

Durante una conferenza Ted negli Stati Uniti racconta l'evoluzione della sanità pubblica nel mondo attraverso grafici animati, ricostruiti a partire dalle informazioni raccolte negli archivi dell'Oms e di altre organizzazioni internazionali negli ultimi decenni.

Il video del suo discorso fa il giro del mondo su internet, anche attraverso YouTube.

E il suo software, Gapminder, convince Google: diventa il punto di partenza per lanciare il progetto Public data explorer, una piattaforma per l'elaborazione visuale delle statistiche nazionali.
www.gapminder.org


5) Premal Shah
Abbandona la megalopoli indiana di Ahmedabad per cercare successo negli Usa.

Circa dieci anni fa entra a far parte di una start-up, Paypal, oggi multinazionale per le transazioni e i pagamenti online.

Fino a diventare product manager.

Ma non dimentica il suo paese e decide di mettere alla prova un'intuizione maturata durante l'attività professionale.

Chiede un permesso di tre mesi e compra un biglietto aereo per l'India: sperimenta sul campo se è possibile costruire una piattaforma per inviare via web piccoli prestiti agli imprenditori nei paesi in via di sviluppo.

E sei anni fa lancia Kiva: ha raccolto finora 192 milioni di dollari e ha finanziato quasi 500mila persone.

Al World Economic Forum del 2009 Shah è stato nominato Young global leader.
www.kiva.org


6) John Wood
A 35 anni John Wood era tra i manager di punta di Microsoft in Cina, dove aveva lavorato per quasi dieci anni.

Durante una vacanza in Nepal entra nella scuola di un villaggio e vede che i libri sono custoditi a chiave in un armadio: appena quattro testi per 450 allievi.

Quando torna a casa invia una mail ai colleghi per chiedere di donare vecchie opere letterarie. E consegna il dono agli studenti nepalesi.

È un'esperienza che cambia la sua visione del mondo.

Nel 2000 abbandona l'azienda: fonda un'organizzazione non profit, Room to Read, per costruire biblioteche nei Paesi in via di sviluppo e finanziare l'istruzione delle donne.

Finora ha edificato 1.100 scuole e ha distribuito 7 milioni di libri.

Ha raccontato il suo viaggio in una biografia, «leaving Microsoft to change the world».
www.roomtoread.org


Perché ti ho raccontato queste storie? Perché c’è qualcosa di speciale in ognuno di noi, qualcosa che ci fa fare grandi cose.

Si tratta solo di riconoscerlo e farlo venire fuori.

Giusto ieri sera parlavo con un mio cliente, consulente informatico, che mi raccontava di aver cominciato una nuova iniziativa imprenditoriale: mi sono entusiasmato per lui!

Sia per l'energia con la quale mi raccontava il tutto sia per la bellezza e il valore dell'iniziativa.

Cerca anche tu nel profondo di te stesso se c’è un grande sogno che vorresti realizzare… non è mai troppo tardi per cominciare a costruirlo: un grande traguardo da realizzare a piccoli passi.


Tutto ciò che ha valore nella società umana dipende dalle opportunità di progredire che vengono accordate ad ogni individuo” Albert Einstein


Ti lascio con video di saggezza indiana: forse un po’ pittoresco ma il suo messaggio contiene parole su cui dovremmo riflettere e che hanno qualcosa da insegnarci.



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo





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