venerdì 1 aprile 2011

Continuiamo a parlare di successo? Ma si, va...


La settimana scorsa abbiamo conosciuto Stephen Covey e visto le prime 2 regole del successo:

1) essere proattivi
2) cominciare pensando alla fine

Ha sfruttato questa settimana per interrogarti sulle tue mete, sui che persona sei, su quale atteggiamento hai verso te stesso, gli altri, il mondo?

Io ho approfittato per fare un check di me stesso (ogni tanto ci vuole… un po’ come il tagliando di una macchina: va controllato il livello dell’olio, cambiate le pastiglie dei freni, controllato il livello dell’acqua… un bel check-up completo per far funzionare al meglio tutte le componenti).

C’è una frase che mi è tornata in mente dialogando via mail a proposito del blog: “se vuoi guadagnare una cifra che non hai mai guadagnato, devi diventare una persona che non sei mai stato”.

Se quindi non sei soddisfatto della tua situazione finanziaria devi partire più a monte, su come sei e come affronti la tua vita: dalle piccole sfide quotidiane ai grandi progetti.

Proseguiamo quindi con le altre regole:


Regola n. 3: fai prima le cose importanti

Nella sua opera più importante, "First Things First", Covey espone il suo punto di vista sulla gestione del tempo.

Afferma che la cosa importante non è gestire il tempo, ma gestire sè stessi, concentrarsi sui risultati, piuttosto che sui metodi, quando si assegnano priorità all'interno di ogni settore del lavoro e della vita.

Covey, riprendendo un modello del generale Eisenhower, suddivide le attività della vita in quattro quadranti:

- Quadrante 1: urgente e importante, per esempio crisi, scadenze, opportunità inaspettate.

- Quadrante 2: non urgente ma importante, per esempio pianificare, svagarsi, creare relazioni interpersonali, fare, imparare.

- Quadrante 3: urgente ma non importante, per esempio interruzioni o certe riunioni.

- Quadrante 4: non urgente e non importante, per esempio banalità, perdita di tempo, chiacchiere inutili.

Essenzialmente tutte le attività delle persone "efficaci" dovrebbero focalizzarsi sul secondo quadrante, oltre agli eventi veramente imprevedibili del quadrante 1 (anche se, con una pianificazione e un'azione accurata, le crisi dovrebbero essere ridotte al minimo).

I risultati che si ottengono a concentrarsi principalmente sugli altri quadranti sono i seguenti:

- Quadrante 1: stress, esaurimento, incapacità di gestire il tempo e quindi perdita del controllo della propria vita.

- Quadrante 3: predilezione per il breve termine, perdita di controllo, superficialità, sensazione di essere vittima delle circostanze.

- Quadrante 4: irresponsabilità, dipendenza, inadeguatezza per un'occupazione.


La regola n. 3 riguarda quindi come gestirsi in modo efficace, dandosi le priorità in base ai principi adottati nella regola n. 2.

Questo approccio va al di là dell'agenda dell'ufficio o della pianificazione giornaliera, abbracciando tutti i ruoli della vita, come manager, professionista, insegnante, amministratore, stratega… e anche come genitore, coniuge, membro di un gruppo sociale o come un individuo con i suoi bisogni e le sue aspirazioni.

Quante volte (io per primo!) rincorriamo le mille urgenze per poi non arrivare a fare le cose veramente importanti…

Le regole da 1 a 3 sono raggruppate sotto la dicitura "Successo privato".

Si occupano dello sviluppo delle capacità personali che forniscono le basi per l'interdipendenza.

Le regole da 4 a 6 sono descritte da Covey come "Successo pubblico", poiché sono gli strumenti grazie ai quali si arriva all’interdipendenza.


Regola n. 4: pensa win/win (vincere/vincere)

Win/win è una soluzione in cui tutti vincono.

Si ha l'interdipendenza quando c'è cooperazione e non competizione nell'ambiente di lavoro (o a casa).

Covey fa notare che, sin dall'infanzia, molte persone vengono condizionate dalla mentalità vincere/perdere degli esami scolastici, dell'approvazione dei genitori legata al "successo", dei paragoni esterni e delle classifiche.

Questo porta a una "mentalità di scarsità", a credere che vi sia solo una determinata torta da dividere: una mentalità di scarsità è evidente nelle persone che hanno difficoltà a condividere i riconoscimenti e il merito, il potere o i profitti.

Limita la loro abilità a celebrare il successo degli altri, e porta con sè addirittura un perverso piacere per i fallimenti altrui.

Per contro Covey propone una "mentalità dell'abbondanza" che:

- ammette infinite possibilità di crescita positiva e di sviluppo;

- celebra il successo, riconosce che il successo di una persona non si raggiunge a spese degli altri o escludendoli;

- capisce e ricerca una soluzione in cui tutti vincono (in inglese una “win/win solution”).


Regola n. 5: prima cerca di capire, poi di farti capire

"Non riesco a capire mio figlio... non mi sta ad ascoltare".

L'assurdità di questa frase è evidenziata da Covey per enfatizzare l'importanza dell'ascolto per comprendere.

Chiaramente, il genitore dovrebbe fermarsi ad ascoltare suo figlio se vuole veramente capirlo.

Tuttavia, la maggior parte delle persone vuole prima di tutto dire la propria opinione, oppure è così impegnata a cercare l'opportunità di intromettersi nella conversazione che non riesce ad ascoltare e capire la controparte.

Covey definisce i diversi livelli di ascolto come:

- ascoltare ma ignorare;

- far finta di ascoltare;

- ascolto selettivo;

- ascoltare attentamente senza valutazioni;

- ascolto empatico.

Il vero ascolto empatico richiede una grande sicurezza personale, poiché si rischia di essere influenzati, e di cambiare opinione.

"Più profondamente capite le altre persone" afferma Covey, "più facilmente le apprezzerete, e vi sentirete più reverenti nei loro confronti".

Allo stesso modo, quando senti che qualcuno sta cercando genuinamente di capire il tuo punto di vista, riconosci e condividi la sua apertura e la sua volontà di negoziare e di ricercare una situazione win/win.

Ti invito anche questa settimana (io farò lo stesso…) a interrogarti su queste ulteriori 3 regole: nella mia vita quali cose faccio per prime? Quelle urgenti o quelle importanti?

Ho una mentalità competitiva (“devo primeggiare su tutti”) o cooperativa? (“come possiamo vincere tutti?”)

So veramente ascoltare?

Il fatto di avere due orecchie e una sola bocca dovrebbe farci riflettere: dovremmo ascoltare il doppio di quello che diciamo… (e non parlo solo delle donne!) : - DD

Ti lascio con alcune "istruzioni" particolari (io mi sono sbellicato dalle risate)...



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo


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2 commenti:

  1. Grande Filippo...
    queste regole sono assolutamente condivisibili, mi metto subito all'opera per assimilarle e farle diventare mia abitudine!

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  2. Ottimo Marco!
    Ti incoraggio senz'altro su questa strada!!!

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