mercoledì 16 marzo 2011

Millionaire Party: un sacco di spunti!


Ieri sera si è tenuta a Milano all’hotel Best Western Milton la serata del Millionaire Party (originariamente prevista per l’8 marzo e poi spostata al 15), in preparazione al corso di Eker a Rimini del mese prossimo.

Nonostante la pioggia battente erano presenti più di 300 persone.

Sul palco c'era Gerolamo Portacci (che qui vedi in foto con me): colui che è riuscito a portare per la prima volta EKER in Italia.

Gerolamo ha cominciato partendo da tre problemi:

1) siamo insoddisfatti della nostra situazione finanziaria

2) viviamo costantemente in un conflitto emozionale

3) siamo ingessati dalle abitudini

Del problema n. 1 è superfluo parlare.

Passiamo al n. 2: qual è questo conflitto?

Da bambini molti di noi hanno assorbito una cultura che vede il denaro come una cosa sporca o che pensa che i ricchi siano tutti furfanti e imbroglioni.

Purtroppo questa visione ci impedisce oggi di avere la prosperità che desideriamo.

Ieri sera dovevamo portare 10 monete da 1 euro.

Ad un certo punto Girolamo ci ha detto: bene, ora alzatevi e immaginate di essere in un mercato… attorno a voi ci sono tante altre persone con 10 euro ciascuna… inventatevi un business in 10 minuti.

Sono rimasto i primi minuti a cercare di capire cosa fare, un po’ disorientato.

Dopodiché mi sono dato da fare anche se alla fine ho chiuso in pareggio: ho comprato a 4 euro e poi ho rivenduto a 4 euro uno dei biglietti che mettevano in palio la partecipazione gratuita al corso di Rimini.

Passato l’imbarazzo iniziale mi sono pure divertito e ho conosciuto gente interessante : - ))

Rispetto al mio “pareggio” altre persone hanno fatto meglio e hanno guadagnato, la maggior parte ha speso.

L’obiettivo dell’esercizio era capire qual è il nostro naturale atteggiamento verso il denaro (c’è chi si è mosso per incrementarlo, chi per spenderlo, chi per preservarlo).

Problema n. 3: le abitudini. Il 98% di ciò che facciamo sono abitudini. Le abitudini di per sé non sono un male (sono una sorta di difesa che abbiamo e una guida per indirizzare i nostri comportamenti).

In campo finanziario però spesso le abitudini ci remano contro: se nella testa abbiamo un “programma” che ci spinge a guadagnare 1.000 euro al mese, ci ritroveremo senza scampo a guadagnare solo 1.000 euro al mese (se ne dovessimo avere di più, finiremo nel giro di poco per spenderli tutti in cose inutili… per questo per esempio chi vince al superenalotto si ritrova in povertà nel giro di 5 anni).

Dobbiamo pertanto riprogrammare la nostra testa… un po’ come guidare l’auto: all’inizio è stato difficile ma una volta inserito il programma “lascia la frizione, accelera, guarda lo specchietto, cambia le marce, metti la freccia, gira a sinistra…” ora facciamo il tutto in automatico.

Girolamo ha fatto un altro bellissimo esempio: il pilota di aereo.

Chi guida un Boeing 747 sa come portare a 10.000 metri di altezza 400 persone… lui non è necessariamente un genio, non ha una cultura eccellente, non ha capacità straordinarie: semplicemente ha studiato, acquisito le informazioni necessarie, ha fatto molta pratica ed ora è in grado di leggere le mille spie della cabina di pilotaggio di un aereo così grosso.

Lo stesso per il denaro: se ci sono persone che guadagnano facilmente molti soldi, lo possiamo fare anche noi (così come – se volessimo – potremmo arrivare a saper guidare un aereo).

Quanto vuoi guadagnare al mese? 5mila euro? 10mila?

I ricchi non ragionano così… noi ragioniamo così perché abbiamo la sensazione che sia meglio così per noi ma in realtà non abbiamo le idee chiare e non è il modo giusto.

Non è il modo giusto perché i numeri non ci emozionano e poi associamo il maggior guadagno a lavorare di più (e quindi più stress e più fatica).

Eppure non bisogna lavorare di più per guadagnare di più.

Così come non c’è un settore in cui si guadagna sempre e non c’è un settore in cui si perde sempre (ci sono ristoranti che guadagnano e ristoranti che perdono, così come ci sono società su internet che perdono e società che guadagnano): per avere successo non dobbiamo quindi per forza spremerci le meningi fino al mal di testa per cercare l’IDEA rivoluzionaria che capovolgerà l’economia.

Dobbiamo cambiare qualcosa dentro noi stessi: Eker lo chiama il nostro indice finanziario.

Ma questo lo vediamo domani…

Intanto, ecco una soluzione "fatta in casa", :-)))



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

La povertà è una restrizione e come tale è la più grande ingiustizia che si possa infliggere a noi stessi.” Stuart Wilde

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