giovedì 24 febbraio 2011

Consigli per risparmiare: il pane


Parliamo oggi di risparmio, l’ingrediente fondamentale e che non può mancare in chi vuole raggiungere l’indipendenza finanziaria.

Un aspetto su cui il risparmio è garantito è il pane.

In Italia ogni anno vengono prodotte 3,2 milioni di tonnellate di pane.

Gli italiani che lo mangiano durante i pasti sono il 60,8% (tre su cinque), e spendono a testa in media 248 euro l’anno per acquistarlo.

Lo sapevi che il prezzo medio di un chilo di pane di grano tenero alla fonte è 14 cent, mentre quando lo compri dal panettiere il costo medio è di 2,7 euro? (dati Coldiretti).

Il ricarico è del 1.828%.

Niente male, eh?

In effetti il pane altro non è che farina, acqua, sale, lievito.

Bastano quattro ingredienti per realizzare un filone di pane fresco.

Una famiglia di quattro persone spende in media circa 1.000 euro l’anno per il pane comprato al forno. Spenderebbe circa 70 euro in tutto se lo preparasse in casa.

Parliamo quindi di un risparmio di circa 930 € l’anno… in 10 anni ci compri una macchina con i soldi risparmiati!

Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum: «Fare il pane in casa è anche un modo per spezzare un cartello di prezzi che si è ormai instaurato con il progressivo diminuire dei consumi di pane.
Sarebbe anche il caso che i giovani approfittassero della liberalizzazione di forni e panifici avviata da Bersani e cominciassero a offrire prodotti a prezzi convenienti, invece che tre euro al chilo magari un euro e mezzo.
Ci sarebbe comunque un margine di guadagno rilevante».

Il pane si può impastare a mano, impastare con la macchina del pane (prezzi da 50 euro in su) oppure con il Bimby, un robot da cucina che fa quasi tutto, molto apprezzato da chi si dedica ai fornelli (ma è piuttosto caro, sui mille euro).

Personalmente trovo il pane fatto con la macchina del pane persino più buono di quello dei panettieri (a meno di prendere i panini da 5-6 euro in su al kg).

Fare in casa il pane è semplicissimo: una volta inseriti correttamente gli ingredienti nella macchina (il cui costo, di poche decine di euro, si ripaga quasi subito), non bisogna fare altro che aspettare: la macchina impasta, fa lievitare e cuoce.

Alla fine del lavoro della macchina bisogna solo tirare fuori la forma di pane ed è subito pronta da gustare.

Le macchine solitamente in commercio sono fatte per produrre una pagnotta di circa 7-8 etti, se in casa sei da solo o in due ti consiglio di tagliare la pagnotta a metà, lasciarla raffreddare e congelarla: anche scongelato rimane molto buono (e tra l’altro, se conservato in sacchetti di plastica, rimane morbido più a lungo del pane del panettiere).

Un ulteriore vantaggio di farsi in casa il pane è che puoi sperimentare tutti i gusti che vuoi!

Puoi farlo con le olive, con i semi, con le noci, con la salvia, con il rosmarino, con il pomodoro, ecc…

Personalmente quello che preferisco è il pane integrale con un misto di semi (sesamo, lino, miglio e girasole… tali semi hanno un sacco di proprietà benefiche per il corpo!).

Oltretutto quando compri la macchina del pane vi sono dentro un sacco di ricette: oltre a tanti tipi di pane puoi fare anche la pasta della pizza, le brioches, ecc…

Se poi sei un fanatico del pane ti consiglio il sito di pianetapane: potrai trovare moltissimi consigli su come preparare il pane, ma anche una sezione “Vendo Compro” che pubblica annunci di tutti i tipi: dalla gestione e vendita panifici ai forni e le attrezzature per pizzerie.

"Se aggiungi poco al poco, ma lo farai di frequente, presto il poco diventerà molto" - Esiodo, Le opere e i giorni, VIII sec. a.c.


Ti lascio con un simpatico video (sono anche "parte in causa", visto che sono commercialista :-))))



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

2 commenti:

  1. Se ciò che dici fosse vero anche solo a metà vorrebbe dire che tutti i panettieri ora starebbero sul loro panfilo in costa smeralda ( con un ricarico del 1828% mi sembra il minimo) e invece non è così. Il suggerimento di farsi in proprio tutto ciò che si può fare è senza dubbio un buon suggerimento ma il post scritto ci sì mi pare francamente un pochino troppo "semplificato" dimenticando tutti gli oneri fiscali e non che oggi incombono su un'attività in ambito alimentare. Mi verrebbe da dire che un commercialista spende mediamente 3€ al giorno di corrente elettrica per illuminazione dell'ufficio e funzionamento del computer: quant'è in percentuale il suo ricarico?

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  2. Chiaramente io ho semplificato un po’ l’argomento: anche i panettieri devono pagare l’affitto del negozio, la luce, eventuali dipendenti, ecc… (anche se se la passano meglio di quanto lasciano intendere: ho ancora negli occhi il macchinone che aveva il panettiere sotto casa dei miei genitori).
    Per gli oneri fiscali c’è da capire anche quanti scontrini fanno rispetto alle vendite effettive
    In ogni caso io non ce l’ho con la categoria dei panettieri ma è anche vero che farti pagare il pane con le noci (giusto per fare un esempio) 8-10 euro al chilo forse fa venire voglia di farlo in casa…

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