venerdì 22 ottobre 2010

L’importanza del risparmio? La impariamo dai ricconi…

salvadanaio
Quanto risparmiare aiuta a diventare ricchi?

Vediamo cosa pensano (e soprattutto fanno) i miliardari.

A cominciare dal numero 1 ossia l’uomo più ricco del mondo (secondo la rivista americana Forbes, avendo battuto nel 2009 Bill Gates).

Si tratta di Carlos Slim Helu (detto semplicemente Carlos Slim), tycoon delle telecomunicazioni.

Il miliardario messicano vanta un patrimonio netto di 60,6 miliardi di dollari.

Facendo qualche piccolo calcolo, si scopre che, se la sua fortuna rimanesse invariata, Slim potrebbe spendere 1.150 dollari al minuto per i prossimi cento anni.

Ebbene Carlos Slim è noto, oltre che per la sua ricchezza, anche per il suo stile di vita piuttosto frugale.

E non è il solo.

Diversi miliardari sono poco spendaccioni, anzi, hanno una vera e propria abitudine al risparmio.

Anche noi possiamo seguire le loro abitudini e tagliare le spese frivole, proprio come fa anche chi potrebbe permettersele cento volte.

1) La casa? Non serve un castello

I miliardari possono vivere in dimore sontuose e molti del resto la fanno: per esempio Bill Gates, che abita in una villa di 66mila metri quadrati da 147 milioni di dollari.

Ma un altro famoso miliardario, il finanziere Warren Buffett (segnalato da Forbes come il terzo uomo più ricco del mondo), continua ad abitare nel suo appartamento da cinque vani acquistato nel 1957 per 31.500 dollari.

E così Carlos Slim, che vive nella stessa casa da 40 anni.

2) Per spostarsi

Muoversi in limousine guidata dall'autista? E perché mai, visto che uomini ricchissimi del calibro di John Caudwell (il re dei negozi di telefonia cellulare del Regno Unito), di David Cheriton (cofondatore di Google) e di Chuck Feeney (uomo d'affari e filantropo irlandese) vanno a piedi, in bicicletta o usano i mezzi pubblici. E si tratta di persone che potrebbero spostarsi anche con l'elicottero e che invece, anche per fare un po' di attività fisica e far bene all'ambiente, lasciano l'auto in garage.

3) Le griffe? Non così indispensabili

Perché svenarsi per vestire sempre firmato?

Anche con un paio di jeans normali e una bella ma semplice camicia o T-shirt si può fare la cosiddetta… "p…a" figura, almeno così la pensa un illustre docente universitario di Stanford, David Cheriton. Che era anche professore di Larry Page e Sergey Brin. Fu Cheriton a farli incontrare con la società di venture capital Kleiner, Perkins, Caufield & Byers che finanziò il loro progetto: Google.

In Jeans fa i suoi incontri d'affari anche Ingvar Kamprad, il fondatore di Ikea.

4) I capelli? Diamoci un taglio

Spendere dai 50 ai 500 euro per andare dal parrucchiere?

Considerato che ci si va anche sei volte all'anno la cifra non è una piccola.

Si può ben dire che alla spesa per i capelli possiamo darci un taglio.

E scegliere una soluzione casalinga (a volte le fidanzate hanno doti insperate) o una soluzione drastica alla militare, con rasoio.

Avranno forse il braccino corto, ma ecco ancora che John Caudwell e David Cheriton scelgono il taglio casalingo.

5) A che serve il bolide se il limite è 130?

Per chi se lo può permettere l'auto è una passione.

Larry Ellison, co-fondatore e amministratore delegato di Oracle per esempio adora le auto di lusso, mentre altri si accontentano di macchine normalissime.

È il caso di Jim Walton, della catena di negozi Wal-Mart (un colosso della distribuzione), che guida lo stesso pick-up da 15 anni.

Azim Premji, uomo d'affari indiano, ha una Toyota Corolla e Ingvar Kamprad sta al volante di una Volvo che ha dieci anni.
E poi a che serve un bolide se il limite di velocità è 130?

6) Niente beni di lusso

Infine, potrebbe sorprendere ancora che sempre il ricchissimo Carlos Slim (quello che potrebbe spendere oltre mille dollari al minuto) non possiede né yacht né aeroplani: ridurre le spese è il modo più facile per far crescere il patrimonio.

Come Slim, altri miliardari hanno adottato la filosofia "niente beni di lusso".

Warren Buffett evita senza problemi il superfluo. E ha dichiarato: "Molti giocattoli sono soltanto un fastidio".

Da questi sorprendenti racconti possiamo, a mio parere, ricavare 2 principi fondamentali nella nostra strada verso la prosperità:
1) vivi al di sotto delle tue possibilità, almeno fino a quando non avrai raggiunto l’indipendenza finanziaria;
2) non cercare a tutti i costi di essere all'altezza dei vicini più benestanti di te: smetti di vivere apparenze (se non lo fa chi potrebbe permetterselo, figuriamoci noi!)

Ti lascio con una simpatica gag....



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

2 commenti:

  1. Ciao Filippo e grazie per questo post.
    Spesso pensiamo che si debba essere parecchio fortunati per diventare ricchi oppure si pensa che si ecessiti di un nome altisonante.
    Invece, come tu ci indichi, spesso è sufficiente inizialmente usare buon senso, usare un pò di "zucca", moderarsi.
    Mi piace il tuo blog perchè ciò che scrivi, pur riferito a una materia a volte ardua e complessa da digerire, è semplice e comprensibilissimo.
    A presto
    Roberto

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  2. E' proprio così Roberto!
    Siamo solitamente vittime dei pregiudizi e, nella frenesia della vita moderna, non ci interroghiamo su dove siamo e soprattutto su dove vorremmo arrivare.
    Uno dei segreti della ricchezza sta proprio nel rinunciare consapevolmente nel presente per ottenere molto di più in futuro.

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