venerdì 24 settembre 2010

L’importanza degli errori

uomo e pistola
Che strano titolo, eh?

A scuola si impara che gli errori sono negativi.

In famiglia (lo impariamo bene da piccoli!) ogni volta che sbagliamo a fare qualcosa veniamo rimproverati ed a volte persino puniti.

In realtà la natura umana è fatta in modo tale che impariamo soprattutto dagli errori.

Cadendo impariamo a camminare, è l’unico modo per riuscirci.

Lo stesso vale per esempio quando impariamo ad andare in bicicletta: posso vedere ancora i segni sulle mie ginocchia per tutte le cadute che ho fatto… ;-DD

Eppure ora so andare in bicicletta senza problemi, come fosse la cosa più naturale del mondo.

E’ dimostrato anche scientificamente, ci sono molti studi al riguardo.

Per esempio un gruppo di ricercatori dell'università di Exeter, in Gran Bretagna, ha dimostrato come quando stai per ripetere uno sbaglio già commesso in passato, il cervello si attiva immediatamente e ti invia un segnale di avvertimento, per impedirti di ricaderci di nuovo.

Questo meccanismo di auto protezione, hanno verificato i ricercatori, si attiva in un decimo di secondo.

Impariamo più facilmente da esperienze in cui il nostro giudizio ci ha tratto in inganno, rispetto a quelle in cui abbiamo avuto ragione: è proprio l'elemento della sorpresa nello scoprire che abbiamo sbagliato a indurre l'apprendimento.

Purtroppo la ragione principale per cui molti non sono finanziariamente indipendenti sta nel fatto che hanno una paura terribile di perdere soldi.

Le persone di successo non temono di perdere, i perdenti si.

Il fallimento è una parte essenziale del processo che porta al successo.
Chi evita di fallire e di sbagliare evita la vittoria.

Con questo non voglio dire che nell’intraprendere una qualunque iniziativa dobbiamo andare a caso, fare tanti errori e imparare da essi.

E’ un modo di procedere ma sicuramente non il più efficace.

Meglio cominciare una strada preparandosi bene ma preparandosi anche alla possibilità di fare errori, entrare in vicoli ciechi, correggere il tiro, fallire e rialzarsi.

Tutte le persone importanti hanno avuto fallimenti nella loro vita prima di raggiungere le vette.

Gli insuccessi ti dicono in sostanza che tu non sei ancora maturo, non sei ancora pronto, sei ancora a digiuno di determinate conoscenze e quindi ti invitano a rimboccarti le maniche e a colmare le tue lacune.

La realtà è che la sofferenza, le delusioni, le sconfitte, le frustrazioni fanno parte della vita e non risparmiano nessuno, perché se andasse tutto bene non ci sarebbe alcuno sprone a migliorare, a crescere, ad elevarci.

Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri.”
Randy Pausch

Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

PS: parlando di errori, dai una occhiata:

venerdì 17 settembre 2010

Il coraggio dell’innovazione

cervelli comunicanti
Alcuni giorni fa ho letto un articolo del Sole 24-Ore di Mario Moretti Polegato, fondatore e presidente della Geox, l’azienda che fa “le scarpe che respirano”.

In quell’articolo l’imprenditore ci parla di crisi e di innovazione capovolgendo gli schemi a cui siamo abituati… o meglio capovolgendo gli schemi a cui gli altri sono abituati, non noi – tu ed io - che ormai cominciamo a capire l’economia e non ci facciamo più prendere in giro dai titoloni catastrofici di giornali e TV.

Ti cito alcuni passaggi davvero illuminanti, anche perchè vengono da una persona che ha dimostrato con la sua storia personale la concretezza e la verità di quanto dice:

“(…) le crisi non ci devono fare paura, ma anzi sollecitare la nostra fame di cambiamento. La nostra voglia di anticipare, destabilizzare, sfidare e disturbare il mercato. In fondo innovare significa mettere in crisi un processo consolidato è un momento di discontinuità una rottura all'interno d un'evoluzione conosciuta.”

“ (…) l'innovazione è rendere semplici le cose belle. Geox è un'impresa innovativa perché ha trasformato un'idea in innovazione, cambiando le regole.”

“Geox è nata negli anni 90 e oggi è uno dei più importanti produttori di scarpe al mondo. lo ho avuto successo e con me Geox, che prima di essere un'azienda è un'idea, perché ho fatto diventare realtà un'intuizione. Perché ci ho creduto.”

“ (…) il concetto era semplice e logico, dovevo trovare un sistema per far respirare le scarpe con le suole in gomma. Per farlo ho pensato al principio della traspirazione, fare dei buchi nelle suole e applicare una membrana microporosa in grado di far passare il vapore acqueo prodotto dall'uomo, ma non l'acqua e gli agenti esterni. Quindi il piede traspira e non si bagna.”

“ (…) Io dico sempre che serve un'idea, un sogno. In questo caso la differenza è stata la capacità di unire la moda alla tecnologia. Insomma, siamo nell'era in cui due giovani matematici, come Larry Page e Sergej Brin, i fondatori di Google, grazie a un formula matematica diventano due specie di rockstar. La tecnologia, l'innovazione e la creatività scientifica sono diventati trendy. E sono convinto che proprio la spinta del sogno debba essere il fondamento di qualsiasi innovazione. Senza la capacità di gettare lo sguardo oltre ciò che è il nostro orizzonte conosciuto, non è possibile alcuna crescita innovativa.”

“ (…) dobbiamo convincerci che i giovani rappresentano la speranza del futuro. Sono colti e bisogna ascoltarli di più, dare loro più entusiasmo, farli partecipi del cambiamento di cui ha bisogno questa vecchia Italia.”

“anche a me è capitato di non essere capito quando ho iniziato la mia avventura imprenditoriale. Quando ho proposto la mia innovazione a tutti i più importanti marchi di calzature, ho ricevuto molte porte in faccia, mi guardavano come se fossi un alieno. Così ho deciso di fare da solo.”

Forse mi hai sentito dire che dobbiamo imparare a ragionare come gli imprenditori, ecco cosa ne pensa Polegato:
“Gli imprenditori sono degli audaci visionari, persone spinte dalla passione, attratte da un fenomeno, animate da un sogno e capaci di «collegare ciò che apparentemente non ha alcun senso», ossia di mettere in relazione due o più concetti apparentemente scollegati, di prendere due o più cose totalmente diverse e di unirle in modo nuovo, generando un effetto sorpresa sul mercato.”

“Il vero imprenditore è per definizione un innovatore, perché ha la capacità di tollerare il rischio e di convivere con l'incertezza.”

Ed ecco qui il capovolgimento degli schemi quando pensiamo alla crisi:

“ (…) c'è un motore indispensabile dentro ogni avventura imprenditoriale. Questo motore sono le difficoltà. La crisi è la migliore benedizione che possa arrivare a persone e paesi, scriveva Albert Einstein, perché la crisi porta il progresso. La creatività si genera dalle difficoltà nello stesso modo in cui il giorno sorge dalla notte oscura. È dalla crisi che nascono l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi, supera se stesso senza essere superato.”

A proposito di innovazione, non poteva mancare l'i-phone:



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

venerdì 10 settembre 2010

Le carte magiche

carte da gioco
No, non ti preoccupare, non ti parlerò delle carte dei tarocchi o della carte da poker… ;-DDD

Prima delle vacanze abbiamo parlato della “regola del 10%” ossia dell’OBBLIGO (non parlo quindi di una possibilità ma di un dovere, se vogliamo veramente prenderci cura delle nostre finanze e avviarci verso l’indipendenza finanziaria) di risparmiare almeno il 10% delle nostre entrate ogni mese.

Oggi ti voglio parlare di una strategia più intuitiva e, in prospettiva, più impegnativa.

In passato mi è capitato di essere un gran spendaccione, i soldi mi scivolavano dalle mani e non sapevo spiegarmi il perché: mi dicevo che guadagnavo piuttosto bene ma poi il conto corrente era sempre piuttosto magro.

Non capivo un punto fondamentale: se non sono io a controllare i miei soldi (senza diventare fanatico o taccagno, per carità), questi controlleranno me.

Come ho accennato in passato, all’e-book che sto scrivendo allegherò un file o un software con cui tenere il conteggio delle entrate e delle uscite.

Se vuoi però una tecnica ancora più intuitiva prova con le carte che io chiamo “magiche”.

Magiche perché in maniera molto semplice ci permettono di gestire le nostre finanze in modo intelligente e mirato.

Sono le carte Postepay gialle.

Per chi non le conoscesse sono delle carte prepagate che hanno il vantaggio, oltre a permettere di fare pagamenti on-line e nei negozi, di non aver bisogno di un conto corrente (come funziona invece per i normali bancomat).

PS: qui ti ho segnalato le carte prepagate delle Poste perché generalmente sono le più economiche, in realtà tutte le principali banche offrono carte prepagate anche appoggiandosi ai circuiti Visa e Mastercard.

Se vuoi saperne di più clicca qui.

Torniamo al nostro discorso.

Perché parlo di carte magiche e perché ne parlo al plurale?

Perché un ottimo modo di gestire le nostre finanze potrebbe essere questo:

ogni volta che guadagni qualcosa la suddividi tra il tuo normale conto corrente (con cui pagare le spese necessarie, ossia quelle che ti servono per vivere) e le carte prepagate.

Ma quante carte? E come suddividere i guadagni?

Questo puoi deciderlo tu.

Diciamo che, a mio parere, la suddivisione a cui arrivare può essere:
1) istruzione
2) risparmio
3) investimenti
4) divertimento
5) beneficenza

Detto questo, potresti per esempio cominciare con 2 carte: una per risparmio e istruzione e una per il divertimento.

Ti faccio un esempio: se io a fine mese guadagno 100 posso decidere di suddividere così
- lasciare sul conto 60
- mettere 20 sulla carta “Risparmio e istruzione”
- e il restante 20 metterlo sulla carta “Divertimento”.

Man mano che ti impadronisci della tecnica puoi aumentare le carte fino a ricomprendere gli investimenti, la beneficenza, ecc… fino ad arrivare a 5 carte prepagate (non ti consiglio di superare il numero di 5 perché altrimenti diventa poi difficile gestirle, fare i calcoli, ecc…).

Quali benefici ci porta questa tecnica?

Il primo vantaggio è che dividi subito una sola volta e non devi poi fare nessun calcolo particolare.

Quando devi uscire per divertirti porti con te solo la carta del divertimento e se non ci sono abbastanza soldi quel giorno non esci (può suonare un po’ forte ma dobbiamo imparare ad essere disciplinati).

La carta del risparmio la metti nel cassetto della scrivania e non ci pensi più (fino a quando non la ricarichi il mese dopo).

Quando la carta degli investimenti arriva almeno a 1.000/1.500 euro inizi a pensare a come investire quei soldi.

Con 100 euro nella carta della beneficenza, potrai dire: quale buona azione faccio oggi?

E pensa che bello quando vai con la tua carta dell’istruzione in una libreria a fare il pieno (mai smettere di imparare, mi raccomando! ;-)))

Infine sai che quel che ti rimane sul conto (che sia il 70% o il 60% o il 50% delle tue entrate) deve necessariamente bastarti per pagare tutte le tue spese per vivere.

Come tutte le tecniche, anche le più sofisticate o ingegnose o automatiche, anche questa è semplicemente uno strumento: sta poi a te utilizzarlo con costanza e disciplina.

Se la applichi ne otterrai ottimi frutti, se ti limiti a conoscerla non ti servirà a granché: rimboccati le maniche, allora! ;-)

Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

PS: a proposito di carte, ecco un pò di magia...:

giovedì 9 settembre 2010

Cambio Look!

sorpresa
Come forse avrai notato, durante l’estate si è rinnovato il look del blog: spero ti piaccia (alcuni mi avevano giustamente fatto notare che il marroncino di prima non era un granché… ;-)))

Ho cercato una grafica che fosse un po’ più fresca e, perché no, rilassante.

Forse avrai anche notato che ho inserito sulla destra la dicitura “Sito ottimizzato per Firefox 3.X o superiori”.

Questo perché con il browser Firefox, il sito non ha problemi di visualizzazione, problemi che invece si verificano navigando con Explorer.

Se vuoi un consiglio spassionato (se non lo hai già fatto), comincia ad usare Firefox per navigare in Internet:
è gratuito,
è molto più veloce,
è più leggero
e dà molti meno problemi di spyware.

(per scaricarlo clicca qui oppure vai su google, inserisci "firefox" e troverai diversi siti dal quale scaricarlo)

Parlando di grafica... ecco cosa succede quando i grafici si annoiano:



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo
aaa