giovedì 6 maggio 2010

E se vincessi alla lotteria?…

soldi lotteriaNel parlare di prosperità ed indipendenza finanziaria non posso evitare di parlare della “soluzione” preferita dagli italiani: le lotterie.


La pubblicità ormai ci martella e a volte è molto sottile: con “win for life” per esempio (di cui vorrei parlare in un prossimo post) si suggerisce di potersi sistemare per la vita… in tempi di crisi come questi sembra la soluzione di tutti i problemi!


Le verità purtroppo sono altre:


1) le probabilità di vincita sono incredibilmente basse (statisticamente è più probabile essere colpiti da un fulmine in un giorno di sole che vincere al superenalotto);


2) il costo delle giocate ci può portare in grossi guai finanziari (si arriva a casi di giocate “compulsive” ossia quando il giocare diventa una ossessione: più non vinco e più mi ostino a giocare aumentando gli importi e la frequenza… finisco così per indebitarmi e rovinare le finanze familiari);


3) quasi mai si arriva a godersi i soldi vinti.


Oggi vorrei concentrarmi su quest’ultimo punto, forse il meno intuitivo.


Quante volte sentiamo gli amici dire: “non vincerai mai, è impossibile” oppure “ma non spendere tutti quei soldi, usali in maniera più costruttiva!


Eppure un altro aspetto di cui dobbiamo tenere conto, che suona quasi come una beffa, è che anche quando vinciamo e sembra che tutto quello che abbiamo sognato nella vita si possa finalmente realizzare… ecco che cominciano guai seri.


Ti racconto alcune storie in cui è successo esattamente così (e ce ne sarebbero molte altre).


L’ex fornaio inglese Keith Gough cinque anni fa aveva centrato un jackpot da 9 milioni di sterline (più di 10 milioni di euro): si era comprato una megavilla e la Bmw, stipendiava giardiniere e autista.


Qualche tempo fa è morto d’infarto a 58 anni, triste, solo, senza più moglie, amici e soldi, sperperati in scommesse, alcol, truffatori e accompagnatrici.


Piangeva: “La lotteria mi ha rovinato la vita”.


Ma casi simili ne abbiamo visti anche in Italia: per l’emigrante Salvatore Spampinato, i 4 miliardi di lire del Superenalotto diventarono un incubo.


Carico di soldi, tornò nell’estate del 1998 nella sua Gela, ma ad accoglierlo non trovò striscioni bensì i boss che pretendevano un congruo contributo.


Per “incentivarlo”, incendiarono casa del suocero.


Anche all’infermiere di Palermo che centrò il 5 + 1 al superenalotto non andò meglio: rottamò la 127 e si presentò in clinica con la Mercedes. E presto furono botte, minacce, persecuzioni. “Maledetti soldi, mi hanno rovinato la vita”.


Ritrovarsi di colpo milionari dà alla testa. Un settantenne di Castiglione delle Stiviere, convinto che la vincita gli avesse attirato il malocchio, prese a martellate moglie e figli.


Nemmeno ai celebri 99 sistemisti di Peschici (che vinsero 63 miliardi di lire nel 1998) è andato tutto come speravano.


Un servizio di Oggi ha ricostruito le disavventure di Matteo D’Aprile: i compaesani gli hanno incendiato l’auto, un’altra gliel’hanno rubata, la moto gettata in un cassonetto.


Un investimento sbagliato, un incendio nel podere e i soldi, come racconta sua madre, «se ne sono proprio andati, se li è presi il diavolo». Matteo è tornato a raccogliere olive.


Anche al collega di sistema Giovanni Tavaglione non le cose non sono girate per il verso giusto: il suo locale è bruciato e pure la villetta.


La dea bendata nel 2000 ha rovinato la vita a Salvatore e Maria, 57 e 43 anni, operaio lui, domestica a ore lei, diventati ricchi a Torino col Superenalotto da 11 miliardi di lire.


Erano poveri ma si volevano bene. Con i soldi arrivarono pure i guai. Sono finiti in tribunale a litigarsi i soldi e si odiano.


Perché tutto questo?


A mio parere per due motivi:


1) come ti dicevo nel post sulla ricchezza feconda e ricchezza arida, quest’ultima (di cui vincere alla lotteria è un chiaro esempio) segue in qualche modo la logica del furto: è un appropriarsi di beni a fronte dei quali non si è ricambiato alla società un controvalore riconosciuto ed accettato dagli altri.


Per questo le altre persone tendono a essere invidiose, diventano aggressive oppure si fingono amiche per approfittare della tua ricchezza.


2) il secondo motivo riguarda i vincitori: una improvvisa e inattesa ricchezza piove loro addosso senza che questi siano abituati, mentalmente e operativamente, a gestirli.


Per questo le persone impazziscono o cominciano ad odiarsi e litigano per il denaro.


Il denaro non è la soluzione di tutti i problemi esso si limita ad amplificare ciò che siamo.


Ecco perché per raggiungere i nostri sogni, come spiego nell’e-book che sto scrivendo, dobbiamo prima cambiare come persone.


Se non sappiamo gestire ora le nostre finanze, quando avremo i milioni derivanti da una vincita ne verremo sopraffatti e la gente cercherà di approfittarsi di noi.


...Se un giorno sarò ricco, allora sarò felice”: questa è una affermazione che di regola rende infelici. Se al momento siete scontenti e confidate di raggiungere in futuro la felicità grazie ad una maggiore disponibilità di denaro, sperate invano.....


....Invertite la rotta dichiarando “se sono felice e contento è più probabile che diventi ricco!... Tiki Kustenmacher





Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo


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