mercoledì 26 maggio 2010

Il potere del sapere

computer e libri
Nei giorni scorsi sono andato a Roma per lavoro e mentre viaggiavo sul treno "Freccia Rossa" mi guardavo intorno pensando: chissà tra questi uomini d'affari, tutti eleganti con il loro portatile e il Blackberry sempre acceso, quanti conoscono le regole per diventare finanziariamente indipendenti e quanti invece continuano impeterriti nel circolo vizioso "lavoro-spendo-mi indebito-allora lavoro di più-ma poi spendo di più-mi indebito di più..."

Qual è secondo te
il bene più prezioso di tutti?

Il bene più potente, che può creare una realtà completamente nuova, che può farci raggiungere risultati sorprendenti, se solo glielo permettiamo.

Pensi che ciò che hai di più prezioso possa essere un posto fisso?

O amicizie altolocate o un bel conto in banca o essere nato in una famiglia benestante?

Niente di tutto questo: il bene più prezioso che hai è la tua mente.

Ma la tua mente, per essere sfruttata a dovere deve rimanere aperta.

Cosa vuol dire aperta?

Vuol dire abituarsi a pensare sempre con la propria testa, interrogarsi.

Non accontentarsi di subire passivamente tutto quello che ci dicono i giornali, le televisioni, ecc: “c’è la crisi, aumentano i licenziamenti, va tutto male”… c’è molto di vero ma non per questo dobbiamo deprimerci o essere sempre in ansia per il nostro futuro.

Sai che il maggior numero di milionari viene fuori in momenti di crisi?

Che nei momenti in cui l’economia sembra andare a rotoli c’è il più grosso rimescolamento di ricchezze cui si può assistere?

C’è chi perde fortune in questi periodi e chi invece crea imperi da zero.

Molte grandi società (e patrimoni) nacquero per esempio negli anni bui della Grande Depressione del 1929.

Vedi, il denaro è una forma di potere.

Ma ancora più potente è l’istruzione finanziaria.

I soldi vanno e vengono ma solo chi è preparato su come riuscire a gestirli può padroneggiarli e cominciare ad arricchirsi.

Se pensi che per risolvere i tuoi problemi di soldi tu debba guadagnare di più, ti sbagli: molta gente che guadagna tanto, finisce per indebitarsi ancor di più.

E’ il Passo n. 3 contenuto nello Special Report gratuito che puoi scaricare gratuitamente qui di fianco.

E’ un concetto che solo pochissimi hanno ben chiaro in testa.

Nel momento in cui lo capirai fino in fondo avrai un vantaggio enorme rispetto alla massa della gente che è ancora convinta che la cosa migliore che possa fare sia trovare un buon posto di lavoro e cercare appena possibile di ottenere un aumento.

Prossimamente vedremo quali sono i 2 ostacoli maggiori nel tuo cammino verso la prosperità, ciò che ti tiene incollato a dove ti trovi e non ti permette di “spiccare il volo”.

PS: a proposito di istruzione... ecco alcune istruzioni da non perdere:



Alla tua indipendenza finanziaria,


Filippo

mercoledì 19 maggio 2010

Win for life, la ricetta contro la crisi delle Borse?

esultanza per vincita
In questa settimana abbiamo sentito catastrofi sui mercati finanziari: "bruciati in un solo giorno 180 miliardi di euro"... in realtà non è stato bruciato proprio niente!

A breve ne parlerò con più calma

Oggi vorrei brevemente tornare a parlare di lotterie e gioco d'azzardo...

Pensa che dove abitavo prima
avevo sotto casa una sala scommesse: erano più le volte che sentivo gente imprecare per "l'ennesima sfortuna" di quelli che esultavano... ci sarà un perchè?

Vediamo ora di parlare del gioco del momento: “win for life”.

In media ogni italiano nel corso del 2009 ha speso più di mille euro per i giochi (che una volta erano definiti “giochi d’azzardo” ma ora non va più di moda… non sia mai che chi gioca abbia la percezione che stia commettendo un azzardo!) per un totale di quasi 55 miliardi di euro su una popolazione maggiorenne di circa 50 milioni di persone.

E' come se ognuno di noi - tu, io, il tuo vicino - avessimo speso 1092 euro!!!

La perdita media per ciascuno è di circa 337 euro annui, poco meno di un euro al giorno, il conteggio è però una media: c’è chi ha giocato poco e perso poco e c’è chi si presenta a tutte le giocate e… finisce per buttare via un sacco di soldi.

Ma qualcuno ci guadagna? C’è un vincitore assoluto che non perde mai, qualunque estrazione abbia luogo: il superfortunato è lo Stato che ha ricevuto da ogni cittadino 177 euro, quasi 50 centesimi al giorno per un totale di ben 8,8 miliardi di euro (se lo vuoi vedere in cifre sono 8.800.000,00 o se preferisci in lire sono 17.039.176.000).

L'aumento delle giocate è dovuto in parte all'ingresso nell’arena delle lotterie delle schedine di “Vinci per la vita - Win for Life!”.

Il nuovo gioco è stato introdotto nel settembre del 2009 e ha registrato un enorme successo grazie alla promessa di una rendita per vent'anni di 4.000 euro al mese.

Un impatto sociale notevole, come abbiamo accennato nel post di due settimane fa, perchè quando siamo in periodi di crisi e cresce la disoccupazione le persone cercano soluzioni alternative per mantenere sé stessi e i propri familiari: promettere una rendita in questo periodo è una grossa calamita.

Certo, in una Repubblica che si fonda sul lavoro, come è l’Italia, il messaggio “gioca per non lavorare più per tutta la vita” è quantomeno curioso…

La crescita delle giocate coincide con i casi di indebitamento e un maggior numero di giocatori cronici.

La dipendenza da gioco d’azzardo coinvolge poco più dell’1 per cento della popolazione in Italia (stiamo parlando quindi di centinaia di migliaia di persone!!).

Nonostante sia un dato che deve allarmare, lo Stato continua a favorire questo tipo di iniziative perchè vengono arricchite le casse pubbliche senza dover imporre tasse (cosa mai gradita in un Paese che ha già una imposizione media di circa il 43%) né dover tagliare le spese statali (scomodando in tal modo uno o più dei mille interessi corporativi o “campanili” e suscitando quindi proteste e manifestazioni).

Win for Life coinvolge una fetta molto larga della popolazione, quasi trenta milioni di giocatori, quindi uno su due... contando che io non gioco a win for life… e ora siamo in due, sarai mica tu a giocare? ;-)))

Ci sono dei vincitori ovviamente, ma non sono soldi che lo Stato dà per premiare i cittadini più meritevoli: vengono presi dalle tasche dei perdenti trattenendo una parte del denaro.

Tra l’altro parte di questo denaro doveva essere destinato per l’Abruzzo, ma non si è saputo più niente.

L’aver aumentato il numero di giocate giornaliere è stato poi determinante per il successo del gioco, scatta un meccanismo compulsivo: uno gioca gli stessi numeri in tutte le estrazioni perché teme che possano uscire nell’estrazione successiva.

Il vero vincitore alla fine è sempre lo Stato.

Quante sono le probabilità di vincere la rendita di Win for Life!?

La possibilità è una su quasi 3.700.000.

Questo è un dato bassissimo se si pensa che vince una sola persona in un gruppo di 3 milioni.

E’ una probabilità più alta di quella di vincere al Superenalotto, ma fino a oggi ci sono stati solo 160 vincitori.

Pensaci, se ti viene in mente di risolvere i tuoi problemi finanziari "tentando la fortuna".

Ti lascio con un pezzo di storia della TV italiana... anche se qui si parla di una "lotteria" un pò diversa... ;-))



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

giovedì 13 maggio 2010

Il capitalismo è veramente morto?

palazzi e denaro
E’ un tema ricorrente ogni volta che ci troviamo nel mezzo di una crisi: più la crisi è profonda e più il dibattito si accende.


Più Mercato o più Stato? (se il Mercato ha fallito, deve intervenire lo Stato…)


Secondo me la domanda è mal posta, spesso nasconde la volontà (nella maggioranza dei casi, da parte di politici) di acquisire ulteriori quote di economia da parte di imprese pubbliche di modo da poter distribuire poltrone, favori, parenti da aiutare, ecc….


Ho letto qualche tempo fa un interessante articolo del banchiere Ettore Gotti Tedeschi che personalmente condivido.


In sintesi il banchiere sosteneva che non è tanto il capitalismo il responsabile di questa crisi quanto il moralismo perduto.


L’origine vera della recessione deriva dal comportamento degli operatori economici ossia delle persone (che siano gli amministratori delegati di grandi banche o deputati del Congresso USA che hanno promosso le attuali regole o altri) che hanno smarrito l’etica della economia.


Il modello di impresa e di attività economica è stato contagiato da un virus molto potente: il nichilismo.


Tale virus fa si che non esistano valori o verità oggettive e l’uomo non sia altro che un animale intelligente da soddisfare materialmente.


Nel momento in cui passa il messaggio che la responsabilità di quanto accade non è nelle persone bensì nel sistema (e quindi la colpa è del capitalismo ingordo) io posso aggirare le regole etiche purché rimanga all’interno delle regole legali del sistema economico.


Posso quindi pagarmi milioni di dollari di bonus mentre centinaia di migliaia di persone perdono il loro posto di lavoro, posso creare strumenti finanziari e quindi arrivare a prestare denaro 100 o 150 volte il mio patrimonio (salvo poi chiedere l’aiuto dello Stato se la banca sta per fallire), posso “distribuire” il rischio vendendo obbligazioni Parmalat o Cirio…


Tanto non è colpa mia: è il sistema che me lo permette, non ho violato (apertamente) alcuna legge…





Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

giovedì 6 maggio 2010

E se vincessi alla lotteria?…

soldi lotteriaNel parlare di prosperità ed indipendenza finanziaria non posso evitare di parlare della “soluzione” preferita dagli italiani: le lotterie.


La pubblicità ormai ci martella e a volte è molto sottile: con “win for life” per esempio (di cui vorrei parlare in un prossimo post) si suggerisce di potersi sistemare per la vita… in tempi di crisi come questi sembra la soluzione di tutti i problemi!


Le verità purtroppo sono altre:


1) le probabilità di vincita sono incredibilmente basse (statisticamente è più probabile essere colpiti da un fulmine in un giorno di sole che vincere al superenalotto);


2) il costo delle giocate ci può portare in grossi guai finanziari (si arriva a casi di giocate “compulsive” ossia quando il giocare diventa una ossessione: più non vinco e più mi ostino a giocare aumentando gli importi e la frequenza… finisco così per indebitarmi e rovinare le finanze familiari);


3) quasi mai si arriva a godersi i soldi vinti.


Oggi vorrei concentrarmi su quest’ultimo punto, forse il meno intuitivo.


Quante volte sentiamo gli amici dire: “non vincerai mai, è impossibile” oppure “ma non spendere tutti quei soldi, usali in maniera più costruttiva!


Eppure un altro aspetto di cui dobbiamo tenere conto, che suona quasi come una beffa, è che anche quando vinciamo e sembra che tutto quello che abbiamo sognato nella vita si possa finalmente realizzare… ecco che cominciano guai seri.


Ti racconto alcune storie in cui è successo esattamente così (e ce ne sarebbero molte altre).


L’ex fornaio inglese Keith Gough cinque anni fa aveva centrato un jackpot da 9 milioni di sterline (più di 10 milioni di euro): si era comprato una megavilla e la Bmw, stipendiava giardiniere e autista.


Qualche tempo fa è morto d’infarto a 58 anni, triste, solo, senza più moglie, amici e soldi, sperperati in scommesse, alcol, truffatori e accompagnatrici.


Piangeva: “La lotteria mi ha rovinato la vita”.


Ma casi simili ne abbiamo visti anche in Italia: per l’emigrante Salvatore Spampinato, i 4 miliardi di lire del Superenalotto diventarono un incubo.


Carico di soldi, tornò nell’estate del 1998 nella sua Gela, ma ad accoglierlo non trovò striscioni bensì i boss che pretendevano un congruo contributo.


Per “incentivarlo”, incendiarono casa del suocero.


Anche all’infermiere di Palermo che centrò il 5 + 1 al superenalotto non andò meglio: rottamò la 127 e si presentò in clinica con la Mercedes. E presto furono botte, minacce, persecuzioni. “Maledetti soldi, mi hanno rovinato la vita”.


Ritrovarsi di colpo milionari dà alla testa. Un settantenne di Castiglione delle Stiviere, convinto che la vincita gli avesse attirato il malocchio, prese a martellate moglie e figli.


Nemmeno ai celebri 99 sistemisti di Peschici (che vinsero 63 miliardi di lire nel 1998) è andato tutto come speravano.


Un servizio di Oggi ha ricostruito le disavventure di Matteo D’Aprile: i compaesani gli hanno incendiato l’auto, un’altra gliel’hanno rubata, la moto gettata in un cassonetto.


Un investimento sbagliato, un incendio nel podere e i soldi, come racconta sua madre, «se ne sono proprio andati, se li è presi il diavolo». Matteo è tornato a raccogliere olive.


Anche al collega di sistema Giovanni Tavaglione non le cose non sono girate per il verso giusto: il suo locale è bruciato e pure la villetta.


La dea bendata nel 2000 ha rovinato la vita a Salvatore e Maria, 57 e 43 anni, operaio lui, domestica a ore lei, diventati ricchi a Torino col Superenalotto da 11 miliardi di lire.


Erano poveri ma si volevano bene. Con i soldi arrivarono pure i guai. Sono finiti in tribunale a litigarsi i soldi e si odiano.


Perché tutto questo?


A mio parere per due motivi:


1) come ti dicevo nel post sulla ricchezza feconda e ricchezza arida, quest’ultima (di cui vincere alla lotteria è un chiaro esempio) segue in qualche modo la logica del furto: è un appropriarsi di beni a fronte dei quali non si è ricambiato alla società un controvalore riconosciuto ed accettato dagli altri.


Per questo le altre persone tendono a essere invidiose, diventano aggressive oppure si fingono amiche per approfittare della tua ricchezza.


2) il secondo motivo riguarda i vincitori: una improvvisa e inattesa ricchezza piove loro addosso senza che questi siano abituati, mentalmente e operativamente, a gestirli.


Per questo le persone impazziscono o cominciano ad odiarsi e litigano per il denaro.


Il denaro non è la soluzione di tutti i problemi esso si limita ad amplificare ciò che siamo.


Ecco perché per raggiungere i nostri sogni, come spiego nell’e-book che sto scrivendo, dobbiamo prima cambiare come persone.


Se non sappiamo gestire ora le nostre finanze, quando avremo i milioni derivanti da una vincita ne verremo sopraffatti e la gente cercherà di approfittarsi di noi.


...Se un giorno sarò ricco, allora sarò felice”: questa è una affermazione che di regola rende infelici. Se al momento siete scontenti e confidate di raggiungere in futuro la felicità grazie ad una maggiore disponibilità di denaro, sperate invano.....


....Invertite la rotta dichiarando “se sono felice e contento è più probabile che diventi ricco!... Tiki Kustenmacher





Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo


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