giovedì 8 aprile 2010

Sandra Bullock

Sandra Bullock

La settimana scorsa abbiamo visto la confusione che regna nella nostra cultura sulla ricchezza e sul successo.


Oggi ti porto un esempio fresco fresco.


Qualche giorno fa ho letto un articolo dal titolo: “Il caso Bullock: meglio il successo sul lavoro o la felicità privata?


In quell’articolo l’autore argomentava sui recenti episodi avvenuti alla famosa attrice: “A Sandra Bullock sono successe due cose questo mese. Primo, ha vinto un Academy Award (l’Oscar) come migliore attrice. Poi è trapelata la notizia che il marito l’ha tradita. La questione filosofica che si pone è la seguente: siete disposti ad accettare un favoloso trionfo professionale in cambio di una grave umiliazione? Ci stareste, a questo baratto?


Da un lato, l’Academy Award è un prestigioso riconoscimento e la Bullock si è guadagnata l’ammirazione dei colleghi come ben poche attrici hanno saputo fare. Negli anni a venire, guadagnerà soldi a palate. (…) Dall’altro il successo economico e professionale nella vita è superficiale, mentre la felicità scaturisce dai rapporti interpersonali, percepiti universalmente come molto più importanti e profondi.”


Posto che sono d’accordo sull’ultima affermazione (la vera felicità non la fanno i soldi o il successo che sono e devono essere solo strumenti), la domanda che mi sono subito posto dopo aver letto l’articolo è: perchè successo e felicità devono essere in contrapposizione??


Se seguiamo la via della ricchezza feconda non saremo mai nella situazione di dover barattare il nostro successo personale con la felicità privata perché ci sarà molto più facile coinvolgere le persone che ci stanno accanto nel nostro sogno e nel nostro successo.


E condividere i propri sogni, a mio parere, unisce le persone, non le divide.


Ecco un’altra frase dell’articolo che mi ha colpito: “(...) I governi, tuttavia, continuano a emanare politiche mirate alla produzione della prosperità, e vengono immancabilmente smentiti dalla zona cieca della spiritualità.


Nella cultura occidentale abbiamo molto il senso della contrapposizione; viceversa nella tradizione orientale vi è molto di più il concetto di unità.


Noi cerchiamo sempre le differenze, gli orientali si concentrano sull’armonia.


E quindi ancora mi chiedo: perché cercare la contrapposizione a tutti i costi tra prosperità e spiritualità?


La spiritualità è parte di ognuno di noi, di come siamo nel profondo, la prosperità è invece una circostanza esterna, non fa parte del nostro essere.


Le due cose non sono una contro l’altra, la tua indipendenza finanziaria permette di non doverti preoccupare se riuscirai a mantenere la tua famiglia giorno dopo giorno: questo ti consente di dedicarti alle attività che generano miglioramento nella tua vita, come lo studio, le tue pratiche spirituali, vivere con serenità gli affetti familiari o dedicarti alle tue passioni.


Felicità e saggezza si raggiungono solo continuando a lavorare per migliorarci.


Possiamo tranquillamente affermare che la prosperità è uno strumento per la tua crescita personale.


La (presunta) contrapposizione tra prosperità e spiritualità nasce quindi, di nuovo, dalla confusione tra ricchezza arida e ricchezza feconda: se confondo la prosperità con la ricerca ad ogni costo di ricchezza fine a stessa, l’ostentazione, il volere sempre di più le mega-ville, la piscina, la barca, ecc… ecco che sposto la causa della mia felicità da me a questi oggetti, creando delle dipendenze inutili e insoddisfacenti (“se non ho quell’oggetto non sono felice”).


Ugualmente ritenere che la povertà sia la soluzione ideale ci priva di tantissime opportunità e rappresenta un’idea limitata di spiritualità: non solo non produce alcun risultato, ma è molto più simile all’ossessione per la ricchezza di quanto non pensiamo… entrambe le convinzioni danno troppa importanza al denaro, lo mettono al centro di tutto, ne fanno la qualità principale di una persona, uno in eccesso e l’altro in difetto.


Torno (forse) a ripetermi: se guadagni in modo giusto, se la tua attività è animata da uno spirito di servizio verso i tuoi clienti e porti più qualità nella loro vita, la via verso la prosperità diventa un vero strumento di miglioramento.


Questo implica che tu debba avere il massimo rispetto per i tuoi clienti, per i loro soldi e per il tempo che ti dedicano e avere come primo obiettivo quello di offrire un eccellente servizio.


Successo e felicità sono in conflitto solo se tu vendi spazzatura, ma se offri prodotti di valore, in modo onesto, allora le due cose sono pienamente in sintonia.




Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

2 commenti:

  1. Ciao Filippo, quello che scrivi è verissimo. Ma purtroppo se lavori in un ambiente in cui non vi è condivisione del tuo pensiero, è difficile che tu possa coltivare i buoni propositi di cui parli. Se sei un dipendente, o un collaboratore è molto difficile.Più probabile, invece, diventa se sei il "capo" del lavoro che svolgi. Non credi?Il tuo pensiero è bellissimo, ma difficilissimo da concretizzare in una realtà come quella di oggi in cui primeggiano la ricchezza arida e la ricerca della "scorciatoia".

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  2. E' molto giusto quello di cui parli Paola. Infatti la via più veloce, come spiego nell'e-book a cui sto lavorando e come ho accennato già nello Special Report scaricabile qui a fianco, per arrivare alla ricchezza è intraprendere una attività propria nel tempo libero. Le basi per far sì che questa attività duri nel tempo e sia apprezzata è proprio quella della ricchezza feconda. Anche se la ricchezza arida è una scorciatoia essa non porta una vera realizzazione e soddisfazione: quando saremo in punto di morte e ci volgeremo indietro per fare un bilancio della nostra vita cosa avremo tra le mani? nient'altro che un pugno di mosche...

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