giovedì 22 aprile 2010

Quanto costa lo studio!!!

istruzione e giornale

Quest’oggi ti scrivo per condividere con te un articolo che ho letto alcuni giorni fa e che mi ha colpito moltissimo.


Negli Stati Uniti gli studenti spendono molti soldi per l’istruzione universitaria. Come fanno?


Si indebitano, verso enti federali o banche private, con la promessa di restituire il tutto dopo la laurea, quando cominceranno a lavorare e parte dei primi stipendi saranno riservati a rimborsare quanto preso in prestito.


Questo ti fa capire che importanza gli americani danno alla formazione ed in particolare alla formazione universitaria (ed i relativi contatti che già in quegli anni permettono poi di fare colloqui nelle migliori aziende).


Quello però che mi ha colpito dell’articolo di cui ti parlavo è che ora un fenomeno di proporzioni sempre crescenti si sta affacciando: i corsi di laurea e i dottorati hanno costi sempre più proibitivi e gli studenti hanno accumulato un monte prestiti di ben 730 miliardi di dollari!!!


Questa cifra enorme porta con sé anche alcuni aspetti preoccupanti: solo meno della metà dei prestiti è puntualmente ripagata, il resto è congelato o rinviato (va in default, o è soggetto a blocco di rate e interessi, oppure con pagamenti fermi mentre gli interessi si accumulano).


A volte le persone lavorano per anni (e nei casi più estremi per una vita intera) nello sforzo di ripagarli magari senza neanche riuscirci!


Il Wall Street Journal vi ha addirittura dedicato la prima pagina di qualche settimana fa. In particolare ha raccontato la storia di Michelle Bisutti, medico di 41 anni a Columbus, Ohio.


I suoi debiti che inizialmente ammontavano a 250mila dollari sono più che raddoppiati dopo anni di rinvii e interessi a 555mila dollari! Per ripagarli, se riuscirà a rispettare i suoi impegni, ne avrà almeno fino a 70 anni.


Una bella gabbia, non trovi?


Senza contare le storie di chi un lavoro poi non lo trova o rimane disoccupato e schiacciato ancora di più dai debiti.


Questo fenomeno per fortuna in Italia non lo abbiamo ma ne abbiamo uno simile: l’acquisto della casa.


Ho visto persone ingolosite da una casa che non potevano permettersi che si trovano a dover sputare sangue per arrivare a pagare la rata del mutuo a fine mese.


In tempi di tassi bassi come questi si riesce a tirare avanti ma se i tassi dovessero nuovamente impennarsi allora sarebbero guai seri.


Da tutto questo ti invito a trarre due insegnamenti di cui parlerò più dettagliatamente nell’e-book a cui sto lavorando: 1) “dimenticare un debito non significa averlo pagato”; 2) “impara a gestire le tue finanze personali perché se non sei tu a gestire i soldi, saranno loro a gestire te”.


Il grande filosofo Seneca lo diceva già duemila anni fa: “le ricchezze in mano al sapiente servono, in mano ad uno stolto comandano.”




Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo


4 commenti:

  1. Ciao Filippo.Questo articolo mi ha lasciata basita...per fortuna che in Italia c'è ancora la cultura che siano i genitori ad accollarsi l'onere dell'istruzione dei figli e che quindi viene messo in conto sin da quando si decide di allargare la propria famiglia..altrimenti poveri studenti!!! Speriamo non cambi per le generazioni a venire.Forse bisognerà pensare che invece di farsi abbagliare dal desiderio della casa dei sogni, ci saranno bisogni molto più importanti da soddisfare, come per esempio proprio l'istruzione dei figli e che sia una buona istruzione!!!Non pensi che le giovani coppie di oggi siano un po' troppo imprudenti, spendaccione ed egoiste?buona giornata!

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  2. ciao Paola. A mio parere il problema non sta tanto nel fatto che costa tanto lo studio o la casa, quanto nel fatto che nessuno ti insegna a gestire i tuoi soldi, nessuno ti dice come far fronte ai debiti. Al contrario la società ti lancia messaggi del tipo "se compri questo, poi sarai più felice, se compri quest'altro sarai accettato dal tuo gruppo di amici, se fai questo viaggio starai meglio" e così sin da piccoli impariamo a spendere e spandere diventando come tu dici “imprudenti, spendaccioni ed egoisti”.
    Il miglior insegnamento che possiamo dare ai nostri figli, al di là di pagar loro gli studi, è di imparare a pensare come imprenditori (scriverò a breve un post su questo).

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  3. I tempi sono effettivamente cambiati. I miei genitori mi dicevano di studiare per avere un futuro migliore. Oggi io dico a mio figlio di imparare un mestiere che gli piaccia e di andare a lavorare. Lo studio resta importante perchè arricchisce molto la vita ma lui avrà tempo di farlo quando sarà adulto con una sua attività avviata. Oggi è possibile studiare in qualsiasi momento della propria vita.

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  4. l'istruzione come la nostra cultura in Italia la concepisce (vai a scuola, fai l'università, prendi ottimi voti per poi cercarti un lavoro e sistemarti per la vita) non funziona più: al giorno d'oggi dobbiamo cambiare prospettiva e valorizzare di più la creatività, il creare qualcosa di nuovo, avere istruzione in finanze personali, comunicazione e anche vendita... solo così non subiremo i cambiamenti ma li cavalcheremo

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