giovedì 29 aprile 2010

E’ ora di cambiare mentalità

cambiare mentalità
Studia molto e prendi voti alti, poi troverai un lavoro ben pagato e ti sistemerai per la vita”.


I tuoi genitori ti hanno mai detto queste parole o trasmesso un messaggio simile?


I miei lo hanno fatto e li capisco: tutti i genitori vogliono il meglio per i propri figli e danno i consigli che ritengono possano andar bene per loro.


Peccato che nel frattempo il mondo sia cambiato radicalmente.


Le persone che hanno avuto successo, spesso, non hanno studiato molto.


Bill Gates non si è neanche laureato, Michael Schumacher o Lady Gaga non hanno fatto grandi percorsi scolastici…


Io sono dell’idea che una buona preparazione scolastica sia molto, molto importante.


Ma credo anche che lo studio sia più utile a migliorarci come persone (ci apre la mente, ci rende curiosi, ci dà un metodo di analisi dei problemi e di comprensione del mondo che ci circonda) che non a darci una garanzia per il nostro benessere futuro.


Oggi, poi, non esistono più lavori “sicuri”, il posto fisso che all’epoca dei nostri genitori era una certezza, ora non lo è più.


Il caso più eclatante sono le banche: una volta se riuscivi ad entrare in banca eri sicuro per tutta la carriera (e poi magari riuscivi a far entrare tuo figlio, a trovare una sistemazione per il cugino, ecc…): ora anche le banche hanno cominciato a licenziare.


Al giorno d’oggi dobbiamo imparare a ragionare come gli imprenditori.


La differenza tra imprenditori e dipendenti è che i primi prendono in mano il proprio destino e lo controllano, i secondi delegano tale controllo a qualcun altro.


Il miglior consiglio che puoi dare ai tuoi figli oggi (o quando li avrai)?


Invece di consigliare loro di scegliere sempre e comunque la sicurezza, insegniamo loro ad essere intelligenti.


Le abilità scolastiche sono importanti, ma altrettanto lo sono quelle finanziarie e quelle comunicative.


Possiamo consigliare loro di studiare, cercare un impiego ma parallelamente cercare anche altre fonti di entrate.


Chiunque può raggiungere l’indipendenza finanziaria se decide di farlo: imparando le giuste regole tutti noi possiamo raggiungere livelli di benessere che neanche immaginiamo.


Dobbiamo solo imparare e stimolare la nostra “sagacia finanziaria” ossia il processo mentale con cui risolviamo i nostri problemi di soldi.





Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

giovedì 22 aprile 2010

Quanto costa lo studio!!!

istruzione e giornale

Quest’oggi ti scrivo per condividere con te un articolo che ho letto alcuni giorni fa e che mi ha colpito moltissimo.


Negli Stati Uniti gli studenti spendono molti soldi per l’istruzione universitaria. Come fanno?


Si indebitano, verso enti federali o banche private, con la promessa di restituire il tutto dopo la laurea, quando cominceranno a lavorare e parte dei primi stipendi saranno riservati a rimborsare quanto preso in prestito.


Questo ti fa capire che importanza gli americani danno alla formazione ed in particolare alla formazione universitaria (ed i relativi contatti che già in quegli anni permettono poi di fare colloqui nelle migliori aziende).


Quello però che mi ha colpito dell’articolo di cui ti parlavo è che ora un fenomeno di proporzioni sempre crescenti si sta affacciando: i corsi di laurea e i dottorati hanno costi sempre più proibitivi e gli studenti hanno accumulato un monte prestiti di ben 730 miliardi di dollari!!!


Questa cifra enorme porta con sé anche alcuni aspetti preoccupanti: solo meno della metà dei prestiti è puntualmente ripagata, il resto è congelato o rinviato (va in default, o è soggetto a blocco di rate e interessi, oppure con pagamenti fermi mentre gli interessi si accumulano).


A volte le persone lavorano per anni (e nei casi più estremi per una vita intera) nello sforzo di ripagarli magari senza neanche riuscirci!


Il Wall Street Journal vi ha addirittura dedicato la prima pagina di qualche settimana fa. In particolare ha raccontato la storia di Michelle Bisutti, medico di 41 anni a Columbus, Ohio.


I suoi debiti che inizialmente ammontavano a 250mila dollari sono più che raddoppiati dopo anni di rinvii e interessi a 555mila dollari! Per ripagarli, se riuscirà a rispettare i suoi impegni, ne avrà almeno fino a 70 anni.


Una bella gabbia, non trovi?


Senza contare le storie di chi un lavoro poi non lo trova o rimane disoccupato e schiacciato ancora di più dai debiti.


Questo fenomeno per fortuna in Italia non lo abbiamo ma ne abbiamo uno simile: l’acquisto della casa.


Ho visto persone ingolosite da una casa che non potevano permettersi che si trovano a dover sputare sangue per arrivare a pagare la rata del mutuo a fine mese.


In tempi di tassi bassi come questi si riesce a tirare avanti ma se i tassi dovessero nuovamente impennarsi allora sarebbero guai seri.


Da tutto questo ti invito a trarre due insegnamenti di cui parlerò più dettagliatamente nell’e-book a cui sto lavorando: 1) “dimenticare un debito non significa averlo pagato”; 2) “impara a gestire le tue finanze personali perché se non sei tu a gestire i soldi, saranno loro a gestire te”.


Il grande filosofo Seneca lo diceva già duemila anni fa: “le ricchezze in mano al sapiente servono, in mano ad uno stolto comandano.”




Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo


giovedì 15 aprile 2010

La ricerca della felicità

Will Smith
Qualche settimana fa hanno ridato in televisione il film di Muccino con protagonista Will Smith “La ricerca della felicità”.


Personalmente lo trovo un film stupendo, se non lo hai mai visto ti consiglio di noleggiarlo o scaricarlo (legalmente ;-))) da internet: vale proprio la pena spendere 2 ore per vederlo.


Per chi non sapesse neanche di cosa parla: è la storia (vera) di un uomo, Chris Gardner, che con moglie e figlio piccolo aveva investito tutti i suoi risparmi in una attrezzatura medica che si rivela troppo costosa per i clienti e che quindi si trova in difficoltà a mantenere la famiglia perché non riesce a vendere.


La moglie si ritrova a fare sempre i doppi turni al lavoro finché non ne può più e molla sia il marito che (a malincuore) il figlio.


Una persona normale prima sarebbe sprofondata nello sconforto e poi, rassegnata, avrebbe continuato a fare del proprio meglio per sbarcare il lunario magari proiettando sul figlio i propri sogni, sperando che non ripeta gli errori del padre.


Il protagonista invece cosa fa? Si rimbocca le maniche e cerca altre opportunità.


Mentre è in giro a vendere un esemplare dell’attrezzatura medica, vede che davanti ad un edificio parcheggia una Ferrari rosso fiammante, scende un 40enne molto elegante e si avvia al lavoro.


Lui sorridendo gli chiede: “che lavoro fai”?


Lavoro in questa società di consulenza finanziaria


Da qui in avanti comincia la scalata al successo del nostro protagonista: Chris cerca tenacemente e ottiene un posto da stagista non retribuito presso la società di consulenza in questione.


Senza stipendio, sfrattato dall'appartamento e poi dalla stanza di un infimo motel, Chris e il suo bambino cercano di sopravvivere dormendo nei ricoveri per i senza tetto o nei bagni pubblici della metropolitana.


Indossando sempre il suo abito migliore e l'orgoglio di chi non vuole mollare, Chris troverà la sua felicità riuscendo a superare lo stage e facendosi assumere dalla società di consulenza (finirà poi per mettersi in proprio arrivando a creare una sua società di consulenza del valore di milioni di dollari).


Oltre alla bellezza del film e alla bravura di Will Smith, quello che mi ha colpito è il messaggio di fondo: se hai obiettivi abbastanza grandi e sogni che vuoi realizzare con tutto il cuore, non c’è niente che ti può fermare.


Chi aspira a qualcosa di straordinario e ci mette tutta la determinazione che ha, non potrà non raggiungere i propri obiettivi, per quanto grandi.


Ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare.


Ti auguro con tutto il cuore di trovare il tuo sogno e di metterci l’impegno sufficiente per raggiungerlo, da parte mia ci metterò grande impegno nel darti i mezzi per raggiungere ciò che vuoi: l’indipendenza e la libertà finanziaria.


Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei loro sogni.” Eleanor Roosevelt






Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

giovedì 8 aprile 2010

Sandra Bullock

Sandra Bullock

La settimana scorsa abbiamo visto la confusione che regna nella nostra cultura sulla ricchezza e sul successo.


Oggi ti porto un esempio fresco fresco.


Qualche giorno fa ho letto un articolo dal titolo: “Il caso Bullock: meglio il successo sul lavoro o la felicità privata?


In quell’articolo l’autore argomentava sui recenti episodi avvenuti alla famosa attrice: “A Sandra Bullock sono successe due cose questo mese. Primo, ha vinto un Academy Award (l’Oscar) come migliore attrice. Poi è trapelata la notizia che il marito l’ha tradita. La questione filosofica che si pone è la seguente: siete disposti ad accettare un favoloso trionfo professionale in cambio di una grave umiliazione? Ci stareste, a questo baratto?


Da un lato, l’Academy Award è un prestigioso riconoscimento e la Bullock si è guadagnata l’ammirazione dei colleghi come ben poche attrici hanno saputo fare. Negli anni a venire, guadagnerà soldi a palate. (…) Dall’altro il successo economico e professionale nella vita è superficiale, mentre la felicità scaturisce dai rapporti interpersonali, percepiti universalmente come molto più importanti e profondi.”


Posto che sono d’accordo sull’ultima affermazione (la vera felicità non la fanno i soldi o il successo che sono e devono essere solo strumenti), la domanda che mi sono subito posto dopo aver letto l’articolo è: perchè successo e felicità devono essere in contrapposizione??


Se seguiamo la via della ricchezza feconda non saremo mai nella situazione di dover barattare il nostro successo personale con la felicità privata perché ci sarà molto più facile coinvolgere le persone che ci stanno accanto nel nostro sogno e nel nostro successo.


E condividere i propri sogni, a mio parere, unisce le persone, non le divide.


Ecco un’altra frase dell’articolo che mi ha colpito: “(...) I governi, tuttavia, continuano a emanare politiche mirate alla produzione della prosperità, e vengono immancabilmente smentiti dalla zona cieca della spiritualità.


Nella cultura occidentale abbiamo molto il senso della contrapposizione; viceversa nella tradizione orientale vi è molto di più il concetto di unità.


Noi cerchiamo sempre le differenze, gli orientali si concentrano sull’armonia.


E quindi ancora mi chiedo: perché cercare la contrapposizione a tutti i costi tra prosperità e spiritualità?


La spiritualità è parte di ognuno di noi, di come siamo nel profondo, la prosperità è invece una circostanza esterna, non fa parte del nostro essere.


Le due cose non sono una contro l’altra, la tua indipendenza finanziaria permette di non doverti preoccupare se riuscirai a mantenere la tua famiglia giorno dopo giorno: questo ti consente di dedicarti alle attività che generano miglioramento nella tua vita, come lo studio, le tue pratiche spirituali, vivere con serenità gli affetti familiari o dedicarti alle tue passioni.


Felicità e saggezza si raggiungono solo continuando a lavorare per migliorarci.


Possiamo tranquillamente affermare che la prosperità è uno strumento per la tua crescita personale.


La (presunta) contrapposizione tra prosperità e spiritualità nasce quindi, di nuovo, dalla confusione tra ricchezza arida e ricchezza feconda: se confondo la prosperità con la ricerca ad ogni costo di ricchezza fine a stessa, l’ostentazione, il volere sempre di più le mega-ville, la piscina, la barca, ecc… ecco che sposto la causa della mia felicità da me a questi oggetti, creando delle dipendenze inutili e insoddisfacenti (“se non ho quell’oggetto non sono felice”).


Ugualmente ritenere che la povertà sia la soluzione ideale ci priva di tantissime opportunità e rappresenta un’idea limitata di spiritualità: non solo non produce alcun risultato, ma è molto più simile all’ossessione per la ricchezza di quanto non pensiamo… entrambe le convinzioni danno troppa importanza al denaro, lo mettono al centro di tutto, ne fanno la qualità principale di una persona, uno in eccesso e l’altro in difetto.


Torno (forse) a ripetermi: se guadagni in modo giusto, se la tua attività è animata da uno spirito di servizio verso i tuoi clienti e porti più qualità nella loro vita, la via verso la prosperità diventa un vero strumento di miglioramento.


Questo implica che tu debba avere il massimo rispetto per i tuoi clienti, per i loro soldi e per il tempo che ti dedicano e avere come primo obiettivo quello di offrire un eccellente servizio.


Successo e felicità sono in conflitto solo se tu vendi spazzatura, ma se offri prodotti di valore, in modo onesto, allora le due cose sono pienamente in sintonia.




Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

giovedì 1 aprile 2010

Perché la ricchezza ha una fama pessima?

albero dei soldi
Alla luce dei concetti visti nel post di settimana scorsa, possiamo dire che la principale ragione per cui la maggior parte di noi associa alla ricchezza un valore negativo (“chi è ricco lo è perché ha rubato, perché non paga le tasse, ecc…”) è che vi è una fondamentale confusione tra ricchezza arida/competitiva e ricchezza feconda/creativa.


Solo ora che abbiamo chiara la distinzione tra i due tipi di ricchezza abbiamo gli strumenti necessari per ambire a diventare persone “ricche” che innovano, rispettano gli altri, pagano il giusto i dipendenti e i fornitori, hanno rispetto per l’ambiente, non accettano i soprusi e per questo non li compiono a loro volta.

Tra l’altro i pochi “eletti” che detengono il potere finanziario non fanno nulla per dissipare tale confusione, anzi hanno interesse a mantenerla proprio per rimanere una elite.


E quindi via con i pregiudizi: la ricchezza porta con sé la cattiveria, la menzogna, l’invidia, i sensi di colpa, e così via…


La povertà invece è associata alla dignità, alle amicizie vere, alla sincerità.


Così facendo non ci sentiamo troppo in colpa se non desideriamo il successo economico fino in fondo e abbiamo una scusa molto potente per non metterci in gioco ed emergere, per non ambire ad un successo pieno e clamoroso.


Ebbene dobbiamo ribellarci a questo stato di cose e fare un passo in più: realizzarci finanziariamente ed essere un esempio positivo per gli altri, poter essere additati da chi ci incontra “ehi quello si è fatto da solo e grazie a lui molte persone ora stanno meglio!”


Ogni uomo che diviene ricco attraverso la competizione fa cadere dietro di sé la scala su cui sale e lascia gli altri in basso; viceversa ogni uomo che diviene ricco tramite la creazione apre una via su cui possono seguirlo migliaia di persone, e ispira queste persone a farlo.


Il denaro ha anche aura negativa perché ci fa emergere dalla massa: è più facile stare nel gregge, serve meno coraggio, meno voglia di mettersi in discussione e sfidare anche le convinzioni altrui.


Eppure mai come in questa epoca ci sono tante persone di grande valore e di notevole spessore che potrebbero fare la differenza prendendosi la responsabilità di gestire la ricchezza… una di quelle persone potresti essere tu!



Ti lascio con... un buon modo per "fare" i soldi... :-DDDD



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

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