giovedì 25 febbraio 2010

I 10 lavori più pagati al mondo

ragazzo in cravatta
Qualche tempo fa ho letto un articolo che parlava dei 10 lavori più pagati al mondo.


In realtà descrive le 10 posizioni migliori in Inghilterra e fa il confronto con gli Stati Uniti.


Le fonti consultate sono l’ISTAT inglese (il Government's Office for National Statistics) e, per gli Stiti Uniti, Forbes.


La classifica stilata era questa (dal n. 10 al n. 1):


Nella posizione n. 10: Marketing Manager, con 72.000 euro l’anno


Nella posizione n. 9: Ufficiale della polizia, con 74.000 euro l’anno


Nella posizione n. 8: Avvocato, con poco più di 74.000 euro l’anno


Nella posizione n. 7: Consulente finanziario e gestionale, con 75.000 euro l’anno


Nella posizione n. 6: Pilota d’aereo, con 88.000 euro l’anno


Nella posizione n. 5: Funzionario pubblico, con 103.000 euro l’anno


Nella posizione n. 4: Direttore (generale) di una società, con 114.000 euro l’anno


Nella posizione n. 3: Broker, con 115.000 euro l’anno


Nella posizione n. 2: Medico, con 118.000 euro l’anno


Ed infine, udite udite…


Eccovi la posizione n. 1: Consigliere d’amministrazione, con 250.000 euro l’anno


A parte la mia sorpresa (come credo la vostra) nel constatare quanto possono guadagnare in Inghilterra un poliziotto, un funzionario pubblico o un medico, ciò che la classifica non dice (che poi sono le informazioni più interessanti) sono a mio parere 2 cose:


1) quante ore di studio, quante ore di gavetta e quante ore di lavoro sono richieste per arrivare a simili posizioni;


2) non usano la LEVA, ossia non usano una cosa fondamentale per la propria indipendenza finanziaria.


Cos’è la leva? E’ il segreto delle grandi fortune: non limitarsi ad usare competenze, tempo ed energie solo nostre ma servirsi anche di energie, tempo (ma anche denaro!) altrui.


Infatti la classifica non ci dice che ci sono due categorie che guadagnano (mediamente) molto molto di più (come spiego nello Special Report che puoi scaricare gratuitamente inserendo i tuoi dati nel box a fianco): sono gli imprenditori e gli investitori.


Ecco le due figure cui dovremmo ambire tutti per diventare finanziariamente indipendenti (e se continuerai a seguirmi su questo blog ti spiegherò tutti i segreti).





Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

giovedì 18 febbraio 2010

Be stupid

Renzo Rosso
Be stupid, sii stupido.


E’ la nuova campagna pubblicitaria della Diesel, che sta già diventando una moda.


E’ un messaggio di forte impatto emotivo, è accattivante.


Dapprima ho pensato: l’ennesima trovata del marchio Diesel per essere vicino ai giovani.


Riflettendoci un po’ più attentamente mi sono reso conto di come sia l’ultima abilissima mossa dello staff di marketing di Renzo Rosso.


Se ci pensiamo, comprare un paio di jeans (specie per noi maschietti) non è una cosa poi così coinvolgente: basta che siano comodi, che abbiano un bel taglio e che ci stiano bene.


Ecco allora che la pubblicità deve intervenire per creare qualcos’altro: le EMOZIONI.


L’acquistare jeans non diventa più semplicemente comprare degli abiti per ripararsi dal freddo o per andare in giro in maniera decorosa (qui le ragazze mi urleranno contro… ;-)))) ma diventa qualcosa di più.


Frasi come “smart listens to the head, stupid listens to the heart” (ossia gli intelligenti ascoltano la mente, gli stupidi ascoltano il cuore) oppure “smart may have the brain but stupid have the balls” (gli intelligenti avranno pure il cervello ma noi stupidi abbiamo le palle!) ci portano a diventare una tribù, diventiamo un gruppo cui appartenere con orgoglio (magari dopo aver speso 200 euro per un paio di jeans).


Se facciamo acquisti “col cuore”, magari al momento in cui usciamo dal negozio ci sentiremo meglio… poi quando a fine mese guardiamo l’estratto conto il sorriso scompare immediatamente (e magari ci ritroviamo con un paio di jeans nell’armadio che non sappiamo quando mettere o che ci sta troppo stretto).


E’ per questo che la Diesel (così come tante altre, non ce l’ho con questo marchio in particolare) ci vuole far “spegnere” il cervello ed accendere il cuore.


Questa cosa mi ha fatto pensare ad un’altra frase, di Jean de La Bruyère, forse non così accattivante come gli slogan della Diesel ma secondo me molto molto più vera, che ho adattato al nostro caso: “al mondo non ci sono che due modi per fare soldi: o grazie alla propria ingegnosità o grazie all'imbecillità altrui”.


Cerchiamo di non permettere agli altri di realizzarsi grazie alla nostra stupidità : BE SMART! (sii furbo)


Ti lascio con una gustosa sequenza di domande stupide....








Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

giovedì 11 febbraio 2010

Ma cosa c’entrano i miei sogni con il vil denaro?

viale alberato
Quando si parla di crescita personale, spesso si pone l’accento (quasi) solo sullo sviluppo emotivo, su quello spirituale, su quello psicologico.

Eppure l’aspetto economico ha la sua importanza (come ben sa chi deve affrontare le spese quotidiane, le bollette, le rate del mutuo, ecc…): potremmo dire in una battuta che “senza soldi non si può fare niente”.

Come spiego nello Special Report che puoi scaricare gratuitamente inserendo i tuoi dati nel box a fianco, il denaro è la base per costruire la nostra vita, per dare forma ai nostri sogni.


Molto probabilmente conoscerai la piramide di Maslow, te la riporto qui sotto:


Piramide di Maslow
piramide di Maslow

Abraham Maslow l'ha ideata nel 1954, attraverso questa piramide mostra una intrigante teoria sui bisogni umani e come questi siano ordinati per importanza (dal meno importante, in basso, al più importante).


Un aspetto molto interessante di questa idea è che i bisogni umani sono fortemente legati l’uno all’altro: non si può accedere al livello superiore se non si è soddisfatto quello inferiore.


Se ci pensi questo vuol dire per esempio che se non hai dove dormire (bisogni fisiologici) difficilmente ti sentirai sicuro e in salvo.


Se non ti senti tranquillo e al sicuro (bisogni di sicurezza), non ti importerà di far parte di qualcosa: che sia facebook o una squadra di calcio o il coro della chiesa (bisogni di appartenenza).


E ancora, se non hai fiducia in te stesso (bisogni di stima) quasi sicuramente non ti sentirai felice e realizzato (bisogni di autorealizzazione).


Questi legami si possono anche leggere in positivo: nel momento in cui mi sento realizzato il denaro diventa secondario, non è più l’aspetto fondamentale della mia vita (anche se mi serve a tenere in piedi la piramide).


Visto che spesso non abbiamo chiaro questo ordine nella nostra testa, la gran parte di noi associa al denaro immagini tutt’altro che positive: vediamo i “ricchi” con invidia e pensiamo che si tratti di fortuna o di persone che hanno qualità che non avremo mai.


Alle volte ci diciamo queste cose anche per giustificare i nostri “fallimenti” finanziari, quando guardiamo il nostro estratto conto in profondo rosso…


Eppure, nonostante il denaro abbia spesso una pessima reputazione, dobbiamo capire la PRIMA REGOLA FONDAMENTALE per poter risollevare le nostre sorti economiche: il denaro è solo uno STRUMENTO.


Essendo uno strumento, il denaro non è né positivo né negativo: è neutro.


Essendo uno strumento, tu puoi farne un buon uso o un cattivo uso: sta a te decidere.


Puoi usare il denaro per aiutare te stesso e gli altri o puoi usarlo per il potere o per avidità.


Puoi usarlo per migliorare la tua situazione e quella di chi ti sta accanto oppure usarlo per darti delle arie, per far sentire gli altri non alla tua altezza.


Il mio consiglio naturalmente è per la prima delle due opzioni…. ;-)))


In ogni caso ti consiglio di usare il denaro come mezzo (strumento) e non come fine: come mezzo per realizzare i nostri sogni e non come fine (accumulare denaro per il gusto di averlo e volerne sempre di più)… vedrai che la tua vita sarà molto più piena e felice.


Abbi il coraggio di inseguire i tuoi obiettivi e non farti intrappolare dai pregiudizi che ti frenano.


Alla tua indipendenza finanziaria,


Filippo

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