venerdì 24 dicembre 2010

L’economia di Robinson Crusoe (parte 2)

Robinson Crusoe
Riprendiamo a parlare di Robinson Crusoe ed andiamo avanti analizzando i principi economici fondamentali per la nostra ricchezza:

Parliamo ora di debito.

I debiti possono portare alla prosperità oppure al baratro.

Mentre è difficile contestare che risparmio e investimenti portino alla prosperità, il risultato del contrarre debiti dipende da ciò per cui il debito è usato, come vediamo tra poco.

Ora, al fine di avere debiti, abbiamo bisogno di un'altra persona: per ogni debitore deve esserci un creditore.

Per rimanere sull’isola deserta di Robinson Crusoe, prendiamo come debitore l’indigeno Venerdì.

Inizialmente Venerdì sopravvive raccogliendo e sbucciando bacche come ha fatto Robinson all'inizio.

Venerdì vede che Robinson usa un bastone con cui coglie bacche molto più velocemente e vorrebbe un bastone anche lui.

Ora Venerdì potrebbe risparmiare per quattro giorni fino a costruirsi il proprio bastone.

Ricorda, il costo di un bastone è pari ad un giorno di raccolta bacche oppure a 80 bacche.

Venerdì chiede a Robinson se può prendere in prestito 80 bacche e restituirli la prossima settimana.

Certo, dice Robinson, ma se ti presto 80 bacche oggi, voglio 160 bacche la prossima settimana.

La ragione è che Robinson avrebbe potuto mangiare le 80 bacche per il proprio sostentamento e trascorrere il suo tempo a oziare sulla spiaggia oppure impiegare quelle 80 bacche per qualcosa che gli avrebbe fatto guadagnare 160 bacche la settimana successiva.

Venerdì ci pensa su, si trova davanti due alternative.

Alternativa 1: impiegare 4 giorni per risparmiare 20 bacche al giorno, dopodiché usare il quinto giorno per costruirsi un bastone. In questo modo il sesto giorno raccogliere, grazie al bastone, 150 bacche. Surplus dell’operazione: 150-80 (mangiate nel giorno 6) = 70 bacche;

Alternativa 2: prendere in prestito 80 bacche oggi e costruirsi un bastone nel primo giorno.

In tal modo guadagnare sin da subito 150 bacche, mangiarne 80 per sopravvivere e avanzarne 70 nei giorni 2-6 per un avanzo totale di 350 bacche. Dopo avere rimborsato a Robinson le 160 bacche dovute gliene rimangono 190.

L’alternativa 2 sembra la scelta più saggia in quanto Venerdì ottiene 190 bacche di surplus dopo una settimana piuttosto che 70 bacche.

Quindi diciamo che Venerdì si impegna a pagare Robinson 80 bacche di interesse (pari al 100% a settimana, piuttosto alto!).

Questo è un esempio di quando contrarre debiti può essere una buona cosa.

Tuttavia, cosa sarebbe accaduto se Venerdì, che non si è costruito nemmeno un fondo di emergenza, si ammalasse per un giorno, il giorno dopo aver preso in prestito le 80 bacche?

Avrebbe avuto ancora il debito di 160 bacche da restituire la settimana dopo, ma non avrebbe avuto il tempo di costruire il suo bastone.

Anche lavorando ogni giorno, avrebbe ottenuto solo 120 bacche, non abbastanza per ripagare il debito.

Venerdì sarebbe stato insolvente e avrebbe dichiarato bancarotta.

(E’ per questo che la gente indebitata ha bisogno di assicurazione di invalidità, infortuni o sanitarie…)

La regola qui è la seguente:

Quarto: il debito porta con sé dei rischi, ma può essere utilizzato per aumentare il reddito futuro, se utilizzato correttamente.

Infatti la maggior parte le aziende utilizza una qualche forma di debito per aumentare i propri guadagni.

Gli studenti inoltre possono utilizzare il debito (e accedere così a università prestigiose ma costose) per ottenere una formazione per incrementare i loro guadagni futuri.

Naturalmente il debito può essere utilizzato anche improduttivamente.

E lo vedremo meglio nel prossimo post.

Per ora ti faccio i miei migliori auguri di Buone Feste, ci vediamo nel 2011!

Ti lascio con una sfida epica… ;-))




Alla tua Indipendenza Finanziaria,

Filippo

venerdì 17 dicembre 2010

L’economia di Robinson Crusoe (parte 1)

spiaggia su isola
Oggi voglio riportarti la traduzione di un post da uno dei blog americani che seguo.

L’ho trovato estremamente interessante perché in parole semplici fa capire tantissimo sul come gestire e comportarsi quando si tratta dei nostri soldi.

Cominciamo:

Una volta che Robinson Crusoe è naufragato sull’isola, per sopravvivere comincia a raccogliere bacche e a sbucciarle per poi cibarsene.

Egli è in grado di raccogliere e sbucciare 10 bacche ogni ora e ha bisogno di 80 bacche al giorno per sopravvivere.

Robinson deve quindi lavorare almeno 8 ore o morirà di fame.

Ora, dopo aver raccolto e sbucciato per 8 ore di fila, Robinson può scegliere di riposarsi per il resto della giornata o può scegliere di continuare a lavorare.

Supponiamo che lavori 10 ore.

In questo modo egli ha 100 bacche.

Ora può mangiarle tutte e aumentare di peso o potrebbe risparmiare le 20 in eccesso per l’indomani.

Se riesce a risparmiare 20 bacche ogni giorno, si ritroverà con 80 bacche in quattro giorni.

Quelle 80 bacche sono i suoi risparmi. Se egli è saggio non mancherà di conservare queste bacche come un fondo d'emergenza. In questo modo se dovesse ammalarsi, non morirà di fame.

Se egli non avesse un fondo di emergenza, sarebbe in cattive acque se qualcosa di inaspettato dovesse succedergli.

Ci sono due regole qui.

Primo: guadagnare più di quanto si spende, nel caso di Robinson cogliendo più bacche di quelle che poi mangia.

Secondo: risparmiare abbastanza per le emergenze.

Supponiamo ora che Robinson pensi che può ammalarsi per massimo un giorno.

Mantenendo la sua routine di pulire 100 bacche mangiandone 80, otterrà un risparmio del 20%.

Dopo ulteriori quattro giorni, egli avrà:
a) un giorno di risparmio di emergenza
b) un giorno di risparmi supplementari.

Robinson ha ora due scelte:
1) Si può prendere un giorno di riposo
2) Può trascorrere una giornata costruendosi un bastone raccogli-bacche per raggiungere le bacche sui rami più alti.

Osservazione: se disponi di risparmi, puoi scegliere.

Se Robinson si prende un giorno di riposo, si può godere una bella giornata in spiaggia.

Tuttavia, può anche costruirsi un bastone che gli permette di ottenere 15 bacche sbucciate in un'ora.

Se sceglie l’opzione b), si direbbe che investe i suoi 80 frutti per ottenere un bastone raccogli-bacche.

A questo punto può scegliere di lavorare 10 ore al giorno e cogliere 150 frutti o lavorare 8 ore e coglierne 120.

Ipotizziamo che lui decida di continuare a lavorare 10 ore al giorno.

Il suo reddito (in bacche) è aumentato del 50% a causa della sua scelta di costruirsi il bastone piuttosto che godersi la giornata in spiaggia.

Vediamo a questo punto una regola aggiuntiva:

Terzo: non spendere tutti i tuoi soldi (bacche) per piacere, ma investine una parte per incrementare il reddito nel lungo periodo.

Dopo aver costruito alcuni bastoni e aver lavorato sodo, Robinson è praticamente pieno di bacche.

Ora può permettersi di lavorare solo 6 ore al giorno.

Dopo tutto con un bastone raccogli-bacche, 6 ore di lavoro gli forniscono 90 bacche, il che è sufficiente per sopravvivere.

Potrebbe però lavorare 8 ore al giorno, crearsi un paio di giorni di risparmio e di trascorrere del tempo inventando una canna da pesca.

Avere una canna da pesca gli permetterebbe di catturare e mangiare pesce e di aumentare il suo tenore di vita.

Diciamo che Robinson continua a lavorare duramente e alla fine inventa il fuoco, una piccola capanna, e arco e frecce.

Lui ora vive bene, ma deve ancora lavorare un paio d'ore al giorno.

Il punto importante da notare qui è che Robinson ha impiegato i suoi risparmi iniziali per investimenti di modo da aumentare nel lungo termine il suo standard di vita. Se avesse mangiato tutti i suoi frutti sin dall’inizio per lavorare di meno o per avere tempo libero, Robinson starebbe ancora lavorando 8 ore al giorno e non mangerebbe altro che bacche.

Naturalmente ai giorni nostri le cose funzionano in modo leggermente diverso.

Usiamo i soldi invece di bacche e nella maggior parte dei casi non investiamo direttamente nelle nostre invenzioni, piuttosto diamo i nostri soldi ad una società (mediante l’acquisto di sue azioni) la quale investe in beni (il bastone di Robinson), svolge una attività sostenendo costi e ottenendo ricavi, e ci riporta l'eccedenza (gli utili), ma il principio è lo stesso.

Risparmio e investimento sono le chiavi per la prosperità.

Continua la prossima settimana…. (dove parleremo di debiti e di … Venerdì ;-))

"Una cosa è impossibile finché arriva uno che non lo sa e la fa" Albert Einstein




Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

venerdì 10 dicembre 2010

Il percorso vincente per riuscire


Qualcuno in passato ha (giustamente) osservato che parlo più spesso di motivazione che non di consigli concreti.

Tutto questo ha una ragione ed ora ti spiego qual è.

Per arrivare ai risultati che vogliamo, dobbiamo prima fare un percorso che si riassume in tre parole:

Essere – Fare - Avere

Gli obiettivi sono solo la terza fase di questo percorso: la parte "avere" di queste tre parole.

E non la seconda come tanti in realtà credono…

Vediamolo meglio.

Obiettivi potrebbero essere avere un bel corpo, una relazione amorosa piena e appagante, un sacco di soldi, una salute di ferro o magari la celebrità.

Quando le persone capiscono cosa vogliono avere, qual è il loro obiettivo, cominciano a elencare ciò che devono "fare".

Ecco perché tanti hanno l'elenco delle cose da fare. Fissano l'obiettivo e poi cominciano a "fare", "fare","fare".

Pensiamo per esempio all'obiettivo di avere un corpo slanciato: quello che fa la maggior parte delle persone che vogliono un corpo perfetto è mettersi a dieta e poi andare in palestra.

Ce la fanno per qualche settimana, poi tornano alla vecchia alimentazione a base di hamburger e patatine fritte e, invece di andare in palestra, stanno in poltrona per ore davanti alla televisione. Questo è un esempio di "fare" invece di "essere".
Non è la dieta che conta; è chi dovete essere per seguire la dieta, che è veramente importante.

Ogni anno, milioni di persone cercano la dieta perfetta da seguire per diventare magre.

Si focalizzano su ciò che devono fare piuttosto che su chi devono essere. Una dieta non serve a nulla se non cambiamo i nostri pensieri.

Lo stesso vale per gli sport: tanti comprano una nuova racchetta da tennis, ultra-leggera e super professionale, le scarpe adatte e una tuta alla moda nella speranza di migliorare il proprio gioco invece di cominciare dall'atteggiamento, dalla mentalità e dal credere di un giocatore professionista.

Un giocatore di tennis mediocre con una racchetta nuova rimane un giocatore di tennis mediocre.

Lo stesso si può dire dei nostri soldi: molti credono che comprare delle azioni o dei fondi comuni li renderà ricchi.

Ma il solo acquisto di azioni, fondi comuni, immobili o obbligazioni non vi farà diventare ricchi.

Fare soltanto ciò che fanno gli investitori professionisti non garantisce il successo finanziario.

Una persona dalla mentalità perdente perderà sempre, non importa quali azioni, obbligazioni, immobili o fondi comuni compri.

Quando si parla di soldi, molti cercano di "fare" quello che fanno i ricchi e di "avere" quello che i ricchi hanno.

Così comprano una casa che sembri quella di un ricco, un'auto che sembri quella di un ricco e iscrivono i propri figli nelle scuole dove i ricchi mandano i figli.

Così per "fare" devono lavorare di più e "avere" più debiti e quindi lavorare ancora di più... che non è ciò che fanno le persone veramente ricche.

Le persone pensano che lavorare duro per i soldi e poi comprare le cose che le faranno apparire ricche le renderanno ricche.

Nella maggior parte dei casi non è così. Le rendono solo più stanche.
Anche nei rapporti di coppia si applicano i medesimi principi: nel matrimonio, per esempio, molte persone cercano di cambiare l'altra persona per avere una convivenza migliore.

Invece di cercare di cambiare l'altra persona, cosa che genera sempre degli scontri, è meglio cambiare prima se stessi.

Non lavorare sull'altra persona; fallo sui tuoi pensieri rispetto a quell'altra persona.

Hai mai incontrato qualcuno che voleva "cambiare il mondo"?

Ti sei mai accorto che queste persone solitamente non arrivavano da nessuna parte?

E’ perché vogliono cambiare tutti gli altri, ma non cambiare se stessi.

Tutto questo per dirti che dobbiamo evitare l’errore in cui cade la maggioranza delle persone: molti cercano di "fare" ciò che pensano facciano i ricchi e cercano di "avere" ciò che hanno i ricchi.

Spesso comprano grandi case e investono nel mercato azionario perché pensano che sia ciò che fanno i ricchi.

Tuttavia se continui ad avere i pensieri, le credenze e le idee di una persona povera o di una persona di classe media, cercando al contempo di “fare” ciò che fanno i ricchi, finirai comunque per avere ciò che hanno i poveri e la classe media.

Ecco perché insisto sul nostro modo di pensare, sulla mente come lo strumento più importante che abbiamo, sulle convinzioni profonde in materia di soldi che possono aiutarci o frenarci nel nostro percorso verso la libertà.


"Ogni volta, quando un mio film ha successo, mi chiedo: come ho fatto a fregarli ancora?" Woody Allen




Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

venerdì 3 dicembre 2010

Creatività: ecco il vero tesoro che ci apre le porte del successo

donna creativa
Oggi voglio parlarti di una cosa che ho letto alcuni mesi fa e che mi ha confermato come la vera risorsa per il nostro successo non sono vicende, luoghi, abilità, fortune, conoscenze… ma siamo noi, con il nostro cervello e la nostra creatività.

Lo spunto me lo ha dato un articolo che parlava di come tantissime scuole in Italia, a fronte della riduzione sempre più pesante dei fondi dallo Stato, si sono ingegnate per trovare fonti alternative di incassi e poter così salvaguardare l’offerta formativa.

C’è chi per esempio, come la scuola elementare di via Clericetti a Milano, organizza doposcuola un po' particolari: aperitivi musicali con band di stranieri (dai Sinafrica, storico gruppo di immigrati africani ai gruppi rom) con un duplice effetto benefico: un messaggio di integrazione, ma soprattutto l'esigenza di raccogliere fondi.

“Negli ultimi cinque anni i finanziamenti statali alla nostra scuola sono diminuiti del 50% - spiega un membro dell' associazione genitori che siede nel consiglio di istituto.
A questo si aggiungono 134mila euro di crediti vantati nei confronti del ministero per finanziamenti dovuti e mai arrivati. Il nostro timore è che la scuola dei nostri figli sia costretta a rinunciare ad alcuni progetti indispensabili, come la musica e l'attività motoria”.

Alla scuola Marcolini di Brescia ogni tre mesi i genitori organizzano una raccolta tappi e con il ricavato comprano la carta e il materiale didattico.

A Verona, all’istituto Golosine, l’occasione è stata la consegna delle pagelle: è stata organizzata una bancarella per contribuire alla spesa per i collegamenti internet ADSL.

A Roma, al liceo classico Dante Alighieri, il noleggio delle aule consente di finanziare il laboratorio teatrale.

O a Fano, negli istituti professionali del polo scolastico 3, dove il ricavato viene speso per la cancelleria e le spese di segreteria: le aule di informatica sono state interamente rinnovate con la formula del leasing e affittate al pomeriggio per corsi di formazione, mentre un'altra entrata è rappresentata dal contributo versato del rivenditore di merendine che apre il suo banchetto quando suona la campanella dell'intervallo.

C’è addirittura chi, come l’istituto Rinnovata Pizzigoni di Milano, offre spesso l’ambientazione per servizi fotografici e riprese per spot pubblicitari.

“Il nostro edificio - racconta la preside Giovanna Mezzatesta - è già stato utilizzato come scenario per spot pubblicitari, scatti per riviste, soap opera e film. Per noi è un modo per avere risorse aggiuntive: con le riprese fotografiche, ad esempio, riusciamo a guadagnare tra i mille e i 1.500 euro”.

Perché ti ho raccontato questi episodi?

Perché di fronte ai problemi (“ho perso il lavoro, non guadagno abbastanza, non riesco a pagare l’affitto, ecc…”) puoi lamentarti che le cose non funzionano o puoi cercare nuove soluzioni.

Puoi rimanere nei tuoi schemi mentali (non so fare altro, non ho opportunità, ecc…) oppure usare la tua creatività per cogliere opportunità completamente nuove.


Non si tratta tanto di pensare di più, quanto di pensare diversamente” Jean Marie Domenach


Parlando di creatività, goditi questo spot che consiglia di smettere di fumare...:




Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

venerdì 26 novembre 2010

In pensione a 32 anni? Si può…

euro nell'uovo

La settimana scorsa abbiamo definito l’Indipendenza Finanziaria, vediamone ora un esempio concreto.

Oggi ti parlo di Jacob Lund Fisker.

Chi è costui?

Jacob è un ragazzo di 35 anni appena compiuti, è laureato in fisica, ed è in pensione da 3 anni.

In pensione?!?!?

Il nostro amico passa le giornate in bicicletta o in barca a vela, legge testi universitari, quando gli va scrive il suo blog o dà una controllata ai suoi investimenti.

Eppure non ha un padre milionario e non ha vinto al superenalotto.

Come ha fatto?

Merito del risparmio feroce ottenuto mentre lavorava presso una rivista scientifica (riusciva a risparmiare fino al 75% delle proprie entrate) e ai frutti che il capitale accumulato gli permette di incassare ogni mese.

Jacob e la moglie, a seconda del punto di vista da cui vogliamo vederli, vivono al tempo stesso in maniera frugale e lussuosa: in maniera frugale perché hanno deciso di vivere in un caravan in affitto, in maniera lussuosa perché sono completamente padroni del loro tempo, potremmo dire che sono costantemente in vacanza!

La differenza sta nel pensare ‘da poveri’ o ‘da ricchi’, nel concepire il denaro come qualcosa che si spende o come qualcosa che produce altro denaro” spiega Jacob.

Riesci a comprendere la sottile ma SOSTANZIALE differenza?

Qualche anno fa ho calcolato quanto sarebbe stato il mio stipendio di non-lavoratore e che livello di spesa avrei potuto coprire sulla base di un ritorno realistico del 3-4% all’anno” racconta.

Passare la linea della Indipendenza Finanziaria, quando gli interessi minimi eccedono le tue uscite, ti trasforma: il mondo ha un aspetto diverso quando sai che non hai bisogno di lavorare e puoi fare tutto quello che vuoi”.

Il suo blog, www.earlyretirementextreme.org, è diventato il punto di riferimento in lingua inglese per chi ha fatto scelte simili: i suoi frequentatori (persone dai 17 ai 65 anni) sono un pubblico molto vario ma hanno una caratteristica in comune: hanno l’indipendenza di spirito, la volontà di pensare controcorrente e non accontentarsi di ciò che tutti pensano e tutti fanno, hanno ambizione di voler cambiare in meglio la propria condizione.

Se leggi il suo blog vedrai consigli un po’ estremi di risparmio ma il caso di Jacob ci aiuta a capire che tutto è possibile, se lo vogliamo. Non sottovalutiamoci.

Ti lascio con la regola aurea di Jacob: “devi decidere come vuoi spendere i tuoi soldi: una grande casa e una auto nuova ogni due anni o la libertà economica? Sei libero di fare questa scelta. Puoi andare in pensione anche a 25 anni. Puoi avere qualsiasi cosa tu voglia, ma non puoi averle tutte insieme”.


A proposito di “cambiare prospettiva”, goditi questo breve filmato:




Alla tua Indipendenza Finanziaria,

Filippo

venerdì 19 novembre 2010

Cos’è l’Indipendenza Finanziaria?

monete d'oro

Visto che ho chiamato il mio blog in questo modo, un perché ci sarà ;-))))

La mia definizione di Indipendenza Finanziaria è questa: è la capacità di una persona di vivere un certo numero di anni… smettendo di lavorare!

A differenza di altri concetti come utile netto, attivi, passivi, reddito netto, ecc… che possono dipendere dalle opinioni personali sul valore delle cose, questa definizione offre la possibilità di effettuare una valutazione precisa.

Posso calcolare in qualsiasi momento a che punto mi trovo in relazione al mio obiettivo di rendermi indipendente a livello finanziario: solo quando ho fonti di reddito “automatiche” che mi consentono di coprire le mie spese correnti e garantirmi lo stile di vita che voglio, allora potrò considerarmi a tutti gli effetti “finanziariamente indipendente”.

A quel punto potrò decidere se rimanere al lavoro (perché mi piace) o se cambiarlo o se ridurre l’orario e fare solo un part-time o se smettere e dedicarmi ad altro!

Facciamo un esempio pratico:
se per esempio ho entrate che non derivano dal mio lavoro per 1.500 euro mensili e ho spese ogni mese per 3.000 euro allora posso dire che sono indipendente per… 15 giorni!

Solo nel momento in cui ho entrate per 3.000 euro mensili potrò considerarmi finanziariamente indipendente: non sarò ricco ma vivrò adeguatamente.

Se vorrò aumentare le spese dovrò necessariamente aumentare le mie entrate.

Se poi riesco a reinvestire parte di queste entrate in nuove fonti di entrate, ecco che avrò imboccato la via della ricchezza.

Se poi diventi finanziariamente indipendente puoi imitare questi qui:



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

venerdì 12 novembre 2010

La storia di successo di Ron Dennis

ron dennisL’hai mai sentito nominare?

È l’azionista principale e l’anima del team di Formula 1 “McLaren”.

Uno dei più fieri concorrenti delle Ferrari (da corsa).

Se sei un ferrarista “sfegatato” questo personaggio non ti starà molto simpatico ;-)), tuttavia la sua storia è molto interessante.

Dennis abbandona le scuole a 16 anni per iniziare a lavorare come apprendista meccanico presso la Thomson & Taylor, il leggendario distributore di Alfa Romeo per l’Inghilterra.

Intanto però tutti i pomeriggi seguiva un corso part-time di tecnologia dei veicoli al Guildford Technical College, quella che noi definiremmo una scuola serale.

E così studiando e lavorando per tutti i giorni della sua adolescenza, va da Woking a Weybridge con il carico di speranza di un quasi diciottenne che sa che la sua unica strada corre su un’auto, da mettere a posto, da migliorare, per migliorarsi, come del resto rapidamente riesce imparando molto dai suoi ben più esperti colleghi.

Esordisce in Formula 1 nel 1966, GP del Messico, come meccanico della Cooper (quella che poi ha fatto la MiniCooper): ha 19 anni, e il pilota di punta della Cooper era un certo Jochen Rindt.

Quando però lo stesso Rindt decide tre anni dopo di approdare in Lotus, Dennis capisce che era ora di cambiare aria e viene nominato capo meccanico di Sir Jack Brabham.

Dopo alcune annate vincenti la scuderia di Brabham è costretta al ritiro e Dennis decide di fare il grande salto e creare un team tutto suo.

Crea così la Rondel Racing, squadra di F.2: il debutto del team avviene il 4 aprile 1971.

Già alla seconda gara Graham Hill regala la prima vittoria a Dennis.

Così nei primi anni Settanta, aiutato economicamente anche da alcuni soci in affari, la Rondel Racing ottiene i primi importanti successi.

Nel 1974 però la grave crisi petrolifera mondiale condiziona pesantemente anche gli sviluppi di questa squadra: il principale sponsor, una società petrolifera francese che si chiamava Motul, decide di lasciare e Dennis si ritrova con una macchina pronta ma senza soldi ritrovandosi così costretto a dover sciogliere la Rondel Racing.

Una persona qualunque si sarebbe ritirata e avrebbe pagato i debiti per il resto della sua vita.

Dennis invece non si perde d’animo e dopo una esperienza disastrosa di gare in Ecuador (dove però conosce la multinazionale del tabacco Philip Morris con cui affronterà tante stagioni in futuro), decide di fondare un altro team in Formula 2.

Grazie a questa ulteriore esperienza riesce poi a fare il salto in Formula 1: con l’appoggio della Marlboro (Philip Morris) nel novembre del 1980 rileva un team ormai non più competitivo e bisognoso di un forte rilancio: la McLaren.

Della scuderia assume subito la direzione sportiva, e i risultati non si fanno attendere: nel 1981 durante il Gp di Francia una McLaren torna in prima fila.

Nel successivo Gp di Silverstone Ron Dennis porta a casa il suo primo meritato successo in F1 con la Mp4/1 guidata da John Watson: una vittoria che mancava alla McLaren (e alla Marlboro) dal 23 ottobre 1977.

La MP4/2 nel 1985 stabilisce un record di 12 vittorie in 16 GP disputati, "cancellando" la mitica Lotus 79.

L’intuito ed il coraggio di Dennis sono ripagati.

Ron Dennis porta la McLaren a essere una delle squadre più titolate della storia della F1 con 11 titoli piloti e 8 costruttori, e tuttora è l'unico costruttore al mondo ad aver ottenuto almeno una vittoria in ciascuna delle tre più prestigiose competizioni automobilistiche (campionato di Formula 1, 500 Miglia di Indianapolis e 24 ore di Le Mans).

Molti altri campioni si sono esaltati sulle vetture McLaren prima dell’era Dennis ma senza il suo genio, il suo coraggio, le sue capacità, la sua sfrontataggine e la sua voglia di emergere dal 1980 in poi “tutto il resto” non sarebbe potuto accadere.

Ron Dennis è riuscito a produrre le soluzione più innovative viste in Formula 1 (come il telaio in carbonio, la forma a coca-cola ecc…) e a diventare l'uomo più ricco d'Inghilterra…

Cosa possiamo trarre dalla storia di Ron Dennis?

Che per creare anche tu la tua storia di successo devi seguire alcuni passaggi:

1) Decidi cosa vorresti fare. Anzi, fai un passo in più e chiediti: quello che voglio fare mi piace farlo?

Sembra ovvio, ma un imprenditore o chiunque cerca un secondo reddito alternativo dovrebbe cercare un'attività che lo appassioni altrimenti:
a) farai molta più fatica nell’ottenere risultati;
b) anche quando otterrai i tuoi obiettivi non sarai felice.

Se hai passione per qualcosa non c'è niente che ti possa fermare.
E' un po' come quando studi all’università: se hai davanti una materia che ti piace, anche se il libro è un tomo alto così, non avrai problemi a superare l’esame con un bel voto mentre se la materia non ti piace avrai sempre più difficoltà.

2) Cerca di essere costante: Dennis non ha ottenuto il risultato solo perchè appassionato di motori, ma perchè ha avuto la costanza e la testardaggine per andare avanti nonostante le difficoltà.

3) Non accontentarti ma cerca sempre di migliorare e innovare.

Chi è appassionato e capace in un certo ambito riesce anche a migliorarlo o semplificarlo: pensa alle innovazioni introdotte in Formula 1 dalla McLaren, o dalla Lotus, Ferrari ecc... sono squadre gestite da persone molto motivate e appassionate del loro settore. Quelli entrati in Formula 1 solo per soldi prima o poi hanno abbandonato.

4) Cura il marketing: se vuoi sfondare devi saper comunicare e saper vendere.

Dennis è stato il primo che ha capito che il marketing era il futuro della Formula 1: ha fatto allestire una sala cinematografica per far vedere ai proprietari delle industrie che sponsorizzavano come si sarebbe visto il loro logo sulla macchina, con i colori trasmessi dalla tv.

Ha sempre preteso che i meccanici avessero le divise perfettamente pulite e con colori che rendevano bene per le immagini TV (pensa che non fa mai lavare le tute ma le cambia ogni gara e manda quelle usate in beneficenza!).

E' stato il primo a invitare e coccolare i vip, i giornalisti o altre persone importanti tramite l'ospitality (ossia un camion perfettamente attrezzato a ristorante nei pressi dei box) con cuochi di primo livello e ristorazione da grande ristorante.

Negli ultimi anni gli altri hanno cercato di seguire, ma la McLaren lo faceva già a metà anni '80.

Se riesci a curare questi quattro aspetti il tuo cammino verso il successo avrà molte più chance di riuscita.

Visto che abbiamo parlato di automobili, ti lascio con una "compilation" di automobili...:



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

venerdì 5 novembre 2010

Aumentare le entrate

puzzle euro
Alcuni giorni fa dialogavo via mail con una amica di questo blog.

In particolare mi faceva i complimenti per il contenuto del Report e quello dei post ma si chiedeva come avrebbe potuto fare una delle cose da me suggerite: aumentare le proprie entrate.

Premesso che vedremo meglio l’argomento più avanti, a distanza di giorni ho riflettuto sulla conversazione che si è sviluppata e ho pensato di condividere con te alcune considerazioni e dare alcuni consigli in merito.

Innanzitutto (a prescindere dal caso di questa amica) ci tengo a sottolineare un concetto fondamentale nella gestione delle proprie finanze:
per raggiungere tranquillità e benessere finanziari, il punto non è tanto quello di aumentare le proprie entrate (meglio dire non è SOLO quello di…) quanto piuttosto quello di imparare a gestire al meglio i propri flussi finanziari (cash flow).

Dietro tale concetto ci sono diverse ragioni, in particolare il fatto che, se una persona non è abituata a gestirsi, un improvviso aumento delle proprie entrate non porterà ad altro che ad un immediato aumento delle proprie spese e dei propri indebitamenti per l’acquisto di beni (case, auto etc.).

In passato su questo blog ti ho citato più volte (e magari lo farò ancora, per ricordarti…. ;-))) casi celebri in tal senso: persone tanto brave nel guadagnare quanto pessime nel gestirsi.

La stessa cosa avviene per i vincitori delle lotterie (argomento di attualità, vista la vincita multimilionaria avvenuta di recente grazie al superenalotto).

Dopo questo doveroso preambolo, è tuttavia altrettanto vero che per velocizzare i tempi del tuo cammino verso l’Indipendenza Finanziaria e raggiungere più rapidamente i tuoi obiettivi (hai obiettivi scritti e dettagliati, vero?), aumentare le tue entrate è sicuramente uno dei punti importanti da considerare.

Ed eccoci al punto: come fare a guadagnare di più?

Il primo consiglio che ti posso dare è piuttosto semplice: per guadagnare di più occorre dare di più!

Rifletti sulla tua attuale professione, sul lavoro che fai oggi e rispondi onestamente alle seguenti domande:

- sto dando il massimo di me stesso nel mio attuale lavoro?

- che tua sia un lavoratore dipendente oppure un imprenditore, un libero professionista, un artigiano o un commerciante, chiediti: come potrei dare un miglior servizio al mio datore di lavoro o ai miei clienti?

- cosa potrebbe essere veramente utile al mio datore di lavoro o ai miei clienti che attualmente non ottengono? Sono in grado di dare tale contributo o servizio?

- di quanto è aumentata la mia preparazione e professionalità negli ultimi 12 mesi? Sono più preparato e competente di quanto non fossi anche solo un anno fa?

Nel mondo del lavoro attuale esistono alcuni ingredienti senza i quali è veramente difficile emergere dalla massa di coloro che sono destinati a tirare perennemente la carretta, in quanto troppo facilmente sostituibili.

Tali ingredienti minimi sono:
1) abilità di comunicazione e di relazione,
2) capacità di saper vendere se stessi e i propri prodotti e servizi,
3) conoscenza dell’informatica e delle nuove tecnologie,
4) conoscenza delle lingue straniere (inglese soprattutto).

Come sei messo su questi quattro aspetti?

I quattro punti sopra riportati possono essere sicuramente un buon punto di partenza e un primo terreno di sviluppo della tua professionalità alla ricerca di maggiori compensi.

Da un altro punto di vista, invece, volendo considerare la possibilità di un cambiamento a 360 gradi, si possono fare altre due diverse riflessioni:

1) Il tuo attuale lavoro, se svolto con rendimenti sopra la media (quindi con risultati da buoni a ottimi a eccellenti) può fornirti una retribuzione o dei guadagni interessanti?

Esistono margini di crescita e di sviluppo?

Renditi conto che se lavori anche con la massima professionalità e un impegno totale ma per un datore di lavoro poco lungimirante oppure in un settore di attività saturo, superato o logisticamente mal posizionato, non riuscirai mai a raggiungere il benessere e l’abbondanza finanziari che desideri e meriti.

2) La professione di cui ti stai occupando attualmente ti piace, ti motiva, ti entusiasma?

Ti mette in grado di esprimere i tuoi talenti naturali oppure ti porta costantemente a nuotare contro corrente forzando le tue inclinazioni?

Con un minimo di impegno e dedizione si può imparare a svolgere decentemente qualsiasi mestiere, ma per eccellere occorre dedicarsi a qualcosa che assecondi e valorizzi la nostra unicità e le nostre attitudini.

Giusto per fare un esempio banale: secondo te il campione del mondo di salto in alto avrebbe trovato altrettanto successo dedicandosi alla danza o facendo l’avvocato?

Chiediti quindi:

- “Cosa mi piace veramente fare? Quali sono i miei talenti? A cosa mi dedico con piacere e passione tanto da non rendermi conto del passare del tempo?

- Questa attività può essere utile agli altri? Come potrei organizzarla in maniera tale che possa essere utile a qualcuno, possibilmente a molti, in maniera tale che sia giustificato richiedere un compenso per svolgerla o usufruirne?

- Come posso organizzare questa attività in maniera tale da raggiungere il più alto numero di persone possibile (clienti o utenti) e che sia economicamente redditizia? “

Naturalmente, il tema è ampio e difficile da rendere in un solo post sul blog, mi auguro tuttavia che gli spunti e le idee qui riportati ti possano aiutare verso scelte di crescita e soprattutto di maggior guadagno e felicità nella tua vita.

Per chiudere, guarda cosa succede in ufficio quando...:



Alla tua Indipendenza Finanziaria,

Filippo

venerdì 29 ottobre 2010

L’atteggiamento

ragazza che suona
Oggi ti voglio parlare di un aspetto molto importante: l’atteggiamento.

Se hai intenzione di avere successo con le tue finanze o in un business (ma più in generale nella vita), devi essere il tipo di persona che attira gli altri a voler lavorare ed interagire con te.

Con l'eccezione dei malati di mente, ;-)))) le persone vogliono lavorare con persone che hanno un atteggiamento ottimista e positivo.

Purtroppo, molte persone (tra cui professionisti e imprenditori) hanno l'abitudine di pensare e di parlare in un modo così sciatto che frena l'energia delle persone che li circondano.

Detto questo, qui ci sono cinque tecniche che miglioreranno immediatamente il tuo atteggiamento in modo che aumenterà la tua capacità di influenzare gli altri:

Tecnica n. 1: Smettila di usare frasi negative, come: "È impossibile", o "Questo non funziona", che ti programmano a ottenere risultati negativi.

A volte siamo così bravi a programmarci da soli all'insuccesso.

Invece, sostituisci queste frasi negative con frasi positive, del tipo: "Questo potrebbe essere stimolante" o "Avremo bisogno di alcune alternative" che lasciano la possibilità del successo finale aperta e disponibile.

Tecnica n. 2: Ogni volta che qualcuno chiede a una persona: "Come stai", loro se ne escono con qualcosa di deprimente come "come al solito" o "Tiriamo avanti".

Invece, le persone di successo rispondono con entusiasmo con frasi tipo: "Benissimo" o" Non mi sono mai sentito meglio!".

Provate anche tu a rispondere in questo modo, poi fai in modo che anche la tua realtà sia allineata a quanto detto.

Tecnica n. 3: Basta lamentarsi su cose su cui non hai controllo, come l'economia, il costo della vita, la tua clientela, ecc.

Focalizzati su ciò che puoi cambiare, sulle cose che puoi conseguire, e su cosa puoi fare per te e per i tuoi cari.

Tecnica n. 4: Basta parlare dei tuoi problemi personali e delle malattie.

A che serve non fare altro che deprimere te stesso e tutti gli altri?

Ricorda: anche questo passerà. Fai quello che puoi per affrontare i tuoi problemi e poi usa la tua energia per mantenerti in carreggiata e di ottimo umore.

Tecnica n. 5: Sostituisci le parole cariche emotivamente con quelle neutre.

Ad esempio, invece di dire "io sono infuriato!" puoi dire "Sono un pò 'infastidito ..." o (meglio ancora) "Ho una vera e propria sfida …".

Le parole neutrali evitano alla tua mente di entrare in cicli emozionali che ti mantengono spento e demotivato.

Sì, lo so queste tecniche suonano un po' banali, ma in realtà sono molto importanti.

Le cattive abitudini che queste tecniche correggono sono come i buchi in una camera d'aria.

Se non li ripari, finirai per gonfiare tutto il tempo, solo per mantenerti a galla!


Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

PS: a proposito di atteggiamento, goditi questo breve video:

venerdì 22 ottobre 2010

L’importanza del risparmio? La impariamo dai ricconi…

salvadanaio
Quanto risparmiare aiuta a diventare ricchi?

Vediamo cosa pensano (e soprattutto fanno) i miliardari.

A cominciare dal numero 1 ossia l’uomo più ricco del mondo (secondo la rivista americana Forbes, avendo battuto nel 2009 Bill Gates).

Si tratta di Carlos Slim Helu (detto semplicemente Carlos Slim), tycoon delle telecomunicazioni.

Il miliardario messicano vanta un patrimonio netto di 60,6 miliardi di dollari.

Facendo qualche piccolo calcolo, si scopre che, se la sua fortuna rimanesse invariata, Slim potrebbe spendere 1.150 dollari al minuto per i prossimi cento anni.

Ebbene Carlos Slim è noto, oltre che per la sua ricchezza, anche per il suo stile di vita piuttosto frugale.

E non è il solo.

Diversi miliardari sono poco spendaccioni, anzi, hanno una vera e propria abitudine al risparmio.

Anche noi possiamo seguire le loro abitudini e tagliare le spese frivole, proprio come fa anche chi potrebbe permettersele cento volte.

1) La casa? Non serve un castello

I miliardari possono vivere in dimore sontuose e molti del resto la fanno: per esempio Bill Gates, che abita in una villa di 66mila metri quadrati da 147 milioni di dollari.

Ma un altro famoso miliardario, il finanziere Warren Buffett (segnalato da Forbes come il terzo uomo più ricco del mondo), continua ad abitare nel suo appartamento da cinque vani acquistato nel 1957 per 31.500 dollari.

E così Carlos Slim, che vive nella stessa casa da 40 anni.

2) Per spostarsi

Muoversi in limousine guidata dall'autista? E perché mai, visto che uomini ricchissimi del calibro di John Caudwell (il re dei negozi di telefonia cellulare del Regno Unito), di David Cheriton (cofondatore di Google) e di Chuck Feeney (uomo d'affari e filantropo irlandese) vanno a piedi, in bicicletta o usano i mezzi pubblici. E si tratta di persone che potrebbero spostarsi anche con l'elicottero e che invece, anche per fare un po' di attività fisica e far bene all'ambiente, lasciano l'auto in garage.

3) Le griffe? Non così indispensabili

Perché svenarsi per vestire sempre firmato?

Anche con un paio di jeans normali e una bella ma semplice camicia o T-shirt si può fare la cosiddetta… "p…a" figura, almeno così la pensa un illustre docente universitario di Stanford, David Cheriton. Che era anche professore di Larry Page e Sergey Brin. Fu Cheriton a farli incontrare con la società di venture capital Kleiner, Perkins, Caufield & Byers che finanziò il loro progetto: Google.

In Jeans fa i suoi incontri d'affari anche Ingvar Kamprad, il fondatore di Ikea.

4) I capelli? Diamoci un taglio

Spendere dai 50 ai 500 euro per andare dal parrucchiere?

Considerato che ci si va anche sei volte all'anno la cifra non è una piccola.

Si può ben dire che alla spesa per i capelli possiamo darci un taglio.

E scegliere una soluzione casalinga (a volte le fidanzate hanno doti insperate) o una soluzione drastica alla militare, con rasoio.

Avranno forse il braccino corto, ma ecco ancora che John Caudwell e David Cheriton scelgono il taglio casalingo.

5) A che serve il bolide se il limite è 130?

Per chi se lo può permettere l'auto è una passione.

Larry Ellison, co-fondatore e amministratore delegato di Oracle per esempio adora le auto di lusso, mentre altri si accontentano di macchine normalissime.

È il caso di Jim Walton, della catena di negozi Wal-Mart (un colosso della distribuzione), che guida lo stesso pick-up da 15 anni.

Azim Premji, uomo d'affari indiano, ha una Toyota Corolla e Ingvar Kamprad sta al volante di una Volvo che ha dieci anni.
E poi a che serve un bolide se il limite di velocità è 130?

6) Niente beni di lusso

Infine, potrebbe sorprendere ancora che sempre il ricchissimo Carlos Slim (quello che potrebbe spendere oltre mille dollari al minuto) non possiede né yacht né aeroplani: ridurre le spese è il modo più facile per far crescere il patrimonio.

Come Slim, altri miliardari hanno adottato la filosofia "niente beni di lusso".

Warren Buffett evita senza problemi il superfluo. E ha dichiarato: "Molti giocattoli sono soltanto un fastidio".

Da questi sorprendenti racconti possiamo, a mio parere, ricavare 2 principi fondamentali nella nostra strada verso la prosperità:
1) vivi al di sotto delle tue possibilità, almeno fino a quando non avrai raggiunto l’indipendenza finanziaria;
2) non cercare a tutti i costi di essere all'altezza dei vicini più benestanti di te: smetti di vivere apparenze (se non lo fa chi potrebbe permetterselo, figuriamoci noi!)

Ti lascio con una simpatica gag....



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

giovedì 14 ottobre 2010

Perché, perchè, perché?

cervelli perchè
Prendo spunto da un articolo del banchiere Ettore Gotti Tedeschi, che riflette ciò che penso in materia di finanza, ma anche più in generale sulla comprensione che possiamo avere della realtà.

L’importanza del chiedersi i “perché”.

Gotti Tedeschi nel suo articolo parla di “come prevedere le crisi del futuro”.

Se hai letto articoli sull’argomento avrai notato che tantissimi studiosi alla domanda “era possibile prevedere la crisi?” la risposta è stata spesso “no”.

L’autore parte da questo presupposto e ribalta la risposta dimostrando di avere le idee molto chiare sull’argomento:

Negli ultimi tempi sembra che si sia notevolmente ridotto il gusto di pensare il «perché» delle cose, concentrandosi invece sul «come» farle.
Abituarsi a pensare il perché migliora anche la capacità previsionale di fatti economici, perché permette d'intendere meglio quali variabili sono fondamentali.


Se questa capacità di investigare i perché delle cause non fosse mancata, non sarebbe stato così difficile prevedere che dopo l'interruzione della crescita della natalità nel mondo occidentale la crescita economica si sarebbe interrotta, sarebbero cresciuti i costi fissi e le tasse e diminuita la crescita del risparmio.

Si sarebbe anche capito che i tentativi di compensare detto crollo delle nascite con maggior produttività e delocalizzazione di molte produzioni, sarebbero stati insufficienti verso le esigenze di crescita del Pil e si sarebbe capito che la conseguente decisione di sostenere detta crescita con consumismo a debito sempre più eccessivo e rischioso per la solvibilità del sistema, sarebbe stato catastrofico.


Accettare la conclusione che questa crisi non era prevedibile è come ammettere di non poter prevedere che un aereo, insufficientemente rifornito di carburante, non possa arrivare a destinazione.


Certo potrà cercare soluzioni varie, quali risparmiare carburante andando più piano, cercare corridoi aerei più veloci, sperare in un forte vento di coda.


Ma sottovalutare o ignorare le regole tecniche dell'aereo non potrà altro che fargli rischiare di finire in mare ...


Così ignorare le leggi naturali e soprattutto la natura umana ha comportato, e comporterà sempre, l'impossibilità di fare previsioni a lungo termine corrette e utili all'uomo.


Da molti decenni la nostra società ha sostituito il suo modello educativo fondato sul know why (saper perché) con il modello importato fondato sul know how (saper come).


Questo modello ha certo permesso una maggior produttività umana, ma ha reso le persone schiave del comportamento sperimentato da altri, tributarie del benchmark prodotto da altri in altri casi e occasioni. Ha anche concorso a scoraggiare la crescita del pensiero logico, indagatore, innovativo e responsabile.


Dovremmo tornare a insegnare e apprendere l'educazione del know why, ritornando a domandarci più spesso il "perché" di ogni azione, risultato, conseguenza.


Anche noi nel nostro piccolo, soprattutto quando si tratta di soldi, dobbiamo chiederci tanti perché.

Perché una azienda ha fatto quell’investimento? Perché ha stretto quella collaborazione?

Dobbiamo fare come i bambini piccoli… perché? perché? perché?

Ci sono troppe persone che non si fanno mai questa domanda (e poi, ahimè, i risultati si vedono….).

Cerca di capire se acquisti con il cuore o con la mente.

Se per esempio ti piace l'idea di investire in un certo settore, cerca di capire se lo fai
perché sei convinto della validità del business o semplicemente per trasporto emotivo.

Ti lascio con questo gustosissimo video sui perchè...:




Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

venerdì 8 ottobre 2010

Sex & money

ragazza sexy
Qualche tempo fa ho letto un articolo su un fatto realmente accaduto.

Una affascinante ragazza di New York ha scritto a un noto sito americano di finanza chiedendo consigli su come trovare un marito ricco in maniera piuttosto esplicita.

L’annuncio era già di per sé curioso e divertente, ma il vero spasso lo riserva la risposta, a dir poco geniale, dell’esperto di finanza…

In basso, riporto prima il messaggio della ragazza e poi la risposta che ha ricevuto.

LEI: “Sono una ragazza bella (anzi, bellissima) di 28 anni. Sono intelligente e ho molta classe. Vorrei sposarmi con qualcuno che guadagni minimo mezzo milione di dollari l’anno.

C’è in questo sito un uomo che guadagni ciò? Oppure mogli di uomini milionari che possono darmi un suggerimento in merito?

Ho già avuto relazioni con uomini che guadagnavano 200 o 250 mila dollari, ma ciò non mi permette di vivere in Central Park West. Conosco una signora che fa yoga con me, che ha sposato un ricco banchiere e vive a Tribeca, non è bella quanto me e nemmeno tanto intelligente.

Quindi mi chiedo, cos’ha fatto per meritare ciò e perché io non ci riesco? Come posso raggiungere il suo livello?”

LUI: “Premetto che non sto rubando il suo tempo, dato che guadagno 500 mila dollari l’anno. Detto ciò, considero i fatti nel seguente modo: quello che lei offre, visto dalla prospettiva di un uomo come quello che lei cerca, è semplicemente un pessimo affare.

E ciò per i seguenti motivi: lasciando perdere i bla bla bla, quello che lei suggerisce è una negoziazione molto semplice. Lei offre la sua bellezza fisica e io ci metto i miei soldi.

Ma c’è un piccolo problema. Di sicuro, la sua bellezza diminuirà poco a poco e un giorno svanirà, mentre è molto probabile che il mio conto in banca aumenterà continuamente.

Dunque, in termini economici, lei è un attivo che soffre di deprezzamento, mentre io sono un attivo che rende dividendi.

Spiego meglio: oggi lei ha 28 anni, è bella e continuerà così per i prossimi 5/10 anni, ma sempre un po’ meno e all’improvviso, quando lei osserverà una foto di oggi, si accorgerà che è diventata una pera raggrinzita.

Questo significa, in termini di mercato, che oggi lei è ben quotata, nell’epoca ideale per essere venduta, non per essere comprata.

Usando il linguaggio di Wall Street, chi la possiede oggi deve metterla in “trading position” (posizione di commercio) e non in “buy e hold” (compra e tieni stretto) che, a quanto sembra, è quello per cui lei si offre.

Quindi, sempre in termini commerciali, il matrimonio (”buy and hold”) con lei non è un buon affare a medio/lungo termine.

In compenso, affittarla per un periodo, può essere, anche socialmente, un affare ragionevole e potremmo pensarci su.

…Potremmo avere una relazione per un certo periodo…huuummm…

Pensandoci meglio e per assicurarmi quanto intelligente, di classe e bellissima lei è, io, possibile futuro “affittuario” di tale “macchina”, richiedo ciò che è di prassi: fare un test drive.

La prego di stabilire data e ora. Cordialmente. Suo investitore.”


Morale della favola: sesso e soldi non vanno di pari passo… ;-)))



Dai una occhiata a questo test drive...:



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

venerdì 1 ottobre 2010

Imparare a fare il sapone

mani e sapone
Domenica scorsa ho passato un piacevolissimo pomeriggio a… imparare a fare il sapone. ;-)))

Ebbene si, ho voluto provare questa intrigante esperienza per due motivi:
1) per essere fedele alla filosofia del “unire i puntini” di cui al mio primo post di questo blog
2) perché affascinato non tanto dal fare effettivamente il sapone quanto dalla filosofia che ci sta dietro: l’autoproduzione.

Il volantino che pubblicizzava l’evento, tenutosi presso l’Associazione Dimensioni Diverse a Milano, recitava così:

L’autoproduzione è la “sobrietà creativa”, è un piacere personale e un dovere sociale, vuol dire riappropriarsi della saggezza del fare e saper costruire da sé beni necessari, renderci indipendenti e inattaccabili dai richiami pubblicitari così pervasivi e onnipresenti.

- La rincorsa al tempo e allo spazio nella vita sociale e personale è uno dei drammi che affliggono l’umanità e i rapporti interni ad essa.

- Una schizofrenia del fare che segna, a volte distrugge, la serenità necessaria a comprendere ed a comprendersi.

- Possiamo dire che l’autoproduzione è uno spazio ritrovato dell’energia possibile per la mente e il corpo, un tempo dinamico della vita personale.

- E’ la volontà a recuperare una dimensione del voler essere protagonisti della nostra esistenza.

- Infatti non è solo una produzione “sana” che risponde a criteri di salute, benessere e risparmio, ma recupera energia che ripercorre l’esperienza e si riflette nelle relazioni.

- L’autoproduzione è un tempo della criticità alla logica consumista del “tutto è dato”, del “tutto è pronto” tipica del mercato capace di mercificare ritmi e scelte personali.

- L’autoproduzione è anche uno scambio di saperi tra le persone che condividono e trasmettono i principi di criticità al consumo, una energia che si riversa nella collettività per un mondo diverso di relazioni

Vedi, con l’avvento del capitalismo la ricchezza complessiva della popolazione mondiale è aumentata ma un effetto collaterale di ciò è che abbiamo cominciato a delegare tutto al denaro.

Questo ha portato a due spiacevoli effetti:

1) é quasi sparita l’arte di arrangiarsi con ciò che si ha (che si concretizzava in svariati modi: la capacità di costruirsi da soli le cose, di ripararle se si rovinavano o si rompevano, l’arte di scambiarsi i beni mediante il baratto) e si è perso sempre più il contatto con la terra;

2) se tutto deriva dal denaro, una persona senza denaro è finita.

E’ per questo che ci troviamo quasi obbligati a capire come funziona il denaro e come farlo lavorare per noi (se poi recuperiamo anche saperi su “l’arte di arrangiarsi” di cui sopra… ancora meglio!) ;-))

"Stay Hungry. Stay Foolish. Siate affamati, siate folli.” Steve Jobs

PS: se sei incuriosito da come fare il sapone: www.ilmiosapone.it,

mentre un altro sito interessante sull’autoproduzione di detersivi ecologici è http://biodetersivi.altervista.org

Ti lascio con un consiglio semplice ed efficace per risparmiare sulla bolletta della luce (io da quando l'ho saputo ho subito cominciato ad applicarlo in casa mia):



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

venerdì 24 settembre 2010

L’importanza degli errori

uomo e pistola
Che strano titolo, eh?

A scuola si impara che gli errori sono negativi.

In famiglia (lo impariamo bene da piccoli!) ogni volta che sbagliamo a fare qualcosa veniamo rimproverati ed a volte persino puniti.

In realtà la natura umana è fatta in modo tale che impariamo soprattutto dagli errori.

Cadendo impariamo a camminare, è l’unico modo per riuscirci.

Lo stesso vale per esempio quando impariamo ad andare in bicicletta: posso vedere ancora i segni sulle mie ginocchia per tutte le cadute che ho fatto… ;-DD

Eppure ora so andare in bicicletta senza problemi, come fosse la cosa più naturale del mondo.

E’ dimostrato anche scientificamente, ci sono molti studi al riguardo.

Per esempio un gruppo di ricercatori dell'università di Exeter, in Gran Bretagna, ha dimostrato come quando stai per ripetere uno sbaglio già commesso in passato, il cervello si attiva immediatamente e ti invia un segnale di avvertimento, per impedirti di ricaderci di nuovo.

Questo meccanismo di auto protezione, hanno verificato i ricercatori, si attiva in un decimo di secondo.

Impariamo più facilmente da esperienze in cui il nostro giudizio ci ha tratto in inganno, rispetto a quelle in cui abbiamo avuto ragione: è proprio l'elemento della sorpresa nello scoprire che abbiamo sbagliato a indurre l'apprendimento.

Purtroppo la ragione principale per cui molti non sono finanziariamente indipendenti sta nel fatto che hanno una paura terribile di perdere soldi.

Le persone di successo non temono di perdere, i perdenti si.

Il fallimento è una parte essenziale del processo che porta al successo.
Chi evita di fallire e di sbagliare evita la vittoria.

Con questo non voglio dire che nell’intraprendere una qualunque iniziativa dobbiamo andare a caso, fare tanti errori e imparare da essi.

E’ un modo di procedere ma sicuramente non il più efficace.

Meglio cominciare una strada preparandosi bene ma preparandosi anche alla possibilità di fare errori, entrare in vicoli ciechi, correggere il tiro, fallire e rialzarsi.

Tutte le persone importanti hanno avuto fallimenti nella loro vita prima di raggiungere le vette.

Gli insuccessi ti dicono in sostanza che tu non sei ancora maturo, non sei ancora pronto, sei ancora a digiuno di determinate conoscenze e quindi ti invitano a rimboccarti le maniche e a colmare le tue lacune.

La realtà è che la sofferenza, le delusioni, le sconfitte, le frustrazioni fanno parte della vita e non risparmiano nessuno, perché se andasse tutto bene non ci sarebbe alcuno sprone a migliorare, a crescere, ad elevarci.

Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri.”
Randy Pausch

Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

PS: parlando di errori, dai una occhiata:

venerdì 17 settembre 2010

Il coraggio dell’innovazione

cervelli comunicanti
Alcuni giorni fa ho letto un articolo del Sole 24-Ore di Mario Moretti Polegato, fondatore e presidente della Geox, l’azienda che fa “le scarpe che respirano”.

In quell’articolo l’imprenditore ci parla di crisi e di innovazione capovolgendo gli schemi a cui siamo abituati… o meglio capovolgendo gli schemi a cui gli altri sono abituati, non noi – tu ed io - che ormai cominciamo a capire l’economia e non ci facciamo più prendere in giro dai titoloni catastrofici di giornali e TV.

Ti cito alcuni passaggi davvero illuminanti, anche perchè vengono da una persona che ha dimostrato con la sua storia personale la concretezza e la verità di quanto dice:

“(…) le crisi non ci devono fare paura, ma anzi sollecitare la nostra fame di cambiamento. La nostra voglia di anticipare, destabilizzare, sfidare e disturbare il mercato. In fondo innovare significa mettere in crisi un processo consolidato è un momento di discontinuità una rottura all'interno d un'evoluzione conosciuta.”

“ (…) l'innovazione è rendere semplici le cose belle. Geox è un'impresa innovativa perché ha trasformato un'idea in innovazione, cambiando le regole.”

“Geox è nata negli anni 90 e oggi è uno dei più importanti produttori di scarpe al mondo. lo ho avuto successo e con me Geox, che prima di essere un'azienda è un'idea, perché ho fatto diventare realtà un'intuizione. Perché ci ho creduto.”

“ (…) il concetto era semplice e logico, dovevo trovare un sistema per far respirare le scarpe con le suole in gomma. Per farlo ho pensato al principio della traspirazione, fare dei buchi nelle suole e applicare una membrana microporosa in grado di far passare il vapore acqueo prodotto dall'uomo, ma non l'acqua e gli agenti esterni. Quindi il piede traspira e non si bagna.”

“ (…) Io dico sempre che serve un'idea, un sogno. In questo caso la differenza è stata la capacità di unire la moda alla tecnologia. Insomma, siamo nell'era in cui due giovani matematici, come Larry Page e Sergej Brin, i fondatori di Google, grazie a un formula matematica diventano due specie di rockstar. La tecnologia, l'innovazione e la creatività scientifica sono diventati trendy. E sono convinto che proprio la spinta del sogno debba essere il fondamento di qualsiasi innovazione. Senza la capacità di gettare lo sguardo oltre ciò che è il nostro orizzonte conosciuto, non è possibile alcuna crescita innovativa.”

“ (…) dobbiamo convincerci che i giovani rappresentano la speranza del futuro. Sono colti e bisogna ascoltarli di più, dare loro più entusiasmo, farli partecipi del cambiamento di cui ha bisogno questa vecchia Italia.”

“anche a me è capitato di non essere capito quando ho iniziato la mia avventura imprenditoriale. Quando ho proposto la mia innovazione a tutti i più importanti marchi di calzature, ho ricevuto molte porte in faccia, mi guardavano come se fossi un alieno. Così ho deciso di fare da solo.”

Forse mi hai sentito dire che dobbiamo imparare a ragionare come gli imprenditori, ecco cosa ne pensa Polegato:
“Gli imprenditori sono degli audaci visionari, persone spinte dalla passione, attratte da un fenomeno, animate da un sogno e capaci di «collegare ciò che apparentemente non ha alcun senso», ossia di mettere in relazione due o più concetti apparentemente scollegati, di prendere due o più cose totalmente diverse e di unirle in modo nuovo, generando un effetto sorpresa sul mercato.”

“Il vero imprenditore è per definizione un innovatore, perché ha la capacità di tollerare il rischio e di convivere con l'incertezza.”

Ed ecco qui il capovolgimento degli schemi quando pensiamo alla crisi:

“ (…) c'è un motore indispensabile dentro ogni avventura imprenditoriale. Questo motore sono le difficoltà. La crisi è la migliore benedizione che possa arrivare a persone e paesi, scriveva Albert Einstein, perché la crisi porta il progresso. La creatività si genera dalle difficoltà nello stesso modo in cui il giorno sorge dalla notte oscura. È dalla crisi che nascono l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi, supera se stesso senza essere superato.”

A proposito di innovazione, non poteva mancare l'i-phone:



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

venerdì 10 settembre 2010

Le carte magiche

carte da gioco
No, non ti preoccupare, non ti parlerò delle carte dei tarocchi o della carte da poker… ;-DDD

Prima delle vacanze abbiamo parlato della “regola del 10%” ossia dell’OBBLIGO (non parlo quindi di una possibilità ma di un dovere, se vogliamo veramente prenderci cura delle nostre finanze e avviarci verso l’indipendenza finanziaria) di risparmiare almeno il 10% delle nostre entrate ogni mese.

Oggi ti voglio parlare di una strategia più intuitiva e, in prospettiva, più impegnativa.

In passato mi è capitato di essere un gran spendaccione, i soldi mi scivolavano dalle mani e non sapevo spiegarmi il perché: mi dicevo che guadagnavo piuttosto bene ma poi il conto corrente era sempre piuttosto magro.

Non capivo un punto fondamentale: se non sono io a controllare i miei soldi (senza diventare fanatico o taccagno, per carità), questi controlleranno me.

Come ho accennato in passato, all’e-book che sto scrivendo allegherò un file o un software con cui tenere il conteggio delle entrate e delle uscite.

Se vuoi però una tecnica ancora più intuitiva prova con le carte che io chiamo “magiche”.

Magiche perché in maniera molto semplice ci permettono di gestire le nostre finanze in modo intelligente e mirato.

Sono le carte Postepay gialle.

Per chi non le conoscesse sono delle carte prepagate che hanno il vantaggio, oltre a permettere di fare pagamenti on-line e nei negozi, di non aver bisogno di un conto corrente (come funziona invece per i normali bancomat).

PS: qui ti ho segnalato le carte prepagate delle Poste perché generalmente sono le più economiche, in realtà tutte le principali banche offrono carte prepagate anche appoggiandosi ai circuiti Visa e Mastercard.

Se vuoi saperne di più clicca qui.

Torniamo al nostro discorso.

Perché parlo di carte magiche e perché ne parlo al plurale?

Perché un ottimo modo di gestire le nostre finanze potrebbe essere questo:

ogni volta che guadagni qualcosa la suddividi tra il tuo normale conto corrente (con cui pagare le spese necessarie, ossia quelle che ti servono per vivere) e le carte prepagate.

Ma quante carte? E come suddividere i guadagni?

Questo puoi deciderlo tu.

Diciamo che, a mio parere, la suddivisione a cui arrivare può essere:
1) istruzione
2) risparmio
3) investimenti
4) divertimento
5) beneficenza

Detto questo, potresti per esempio cominciare con 2 carte: una per risparmio e istruzione e una per il divertimento.

Ti faccio un esempio: se io a fine mese guadagno 100 posso decidere di suddividere così
- lasciare sul conto 60
- mettere 20 sulla carta “Risparmio e istruzione”
- e il restante 20 metterlo sulla carta “Divertimento”.

Man mano che ti impadronisci della tecnica puoi aumentare le carte fino a ricomprendere gli investimenti, la beneficenza, ecc… fino ad arrivare a 5 carte prepagate (non ti consiglio di superare il numero di 5 perché altrimenti diventa poi difficile gestirle, fare i calcoli, ecc…).

Quali benefici ci porta questa tecnica?

Il primo vantaggio è che dividi subito una sola volta e non devi poi fare nessun calcolo particolare.

Quando devi uscire per divertirti porti con te solo la carta del divertimento e se non ci sono abbastanza soldi quel giorno non esci (può suonare un po’ forte ma dobbiamo imparare ad essere disciplinati).

La carta del risparmio la metti nel cassetto della scrivania e non ci pensi più (fino a quando non la ricarichi il mese dopo).

Quando la carta degli investimenti arriva almeno a 1.000/1.500 euro inizi a pensare a come investire quei soldi.

Con 100 euro nella carta della beneficenza, potrai dire: quale buona azione faccio oggi?

E pensa che bello quando vai con la tua carta dell’istruzione in una libreria a fare il pieno (mai smettere di imparare, mi raccomando! ;-)))

Infine sai che quel che ti rimane sul conto (che sia il 70% o il 60% o il 50% delle tue entrate) deve necessariamente bastarti per pagare tutte le tue spese per vivere.

Come tutte le tecniche, anche le più sofisticate o ingegnose o automatiche, anche questa è semplicemente uno strumento: sta poi a te utilizzarlo con costanza e disciplina.

Se la applichi ne otterrai ottimi frutti, se ti limiti a conoscerla non ti servirà a granché: rimboccati le maniche, allora! ;-)

Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

PS: a proposito di carte, ecco un pò di magia...:

giovedì 9 settembre 2010

Cambio Look!

sorpresa
Come forse avrai notato, durante l’estate si è rinnovato il look del blog: spero ti piaccia (alcuni mi avevano giustamente fatto notare che il marroncino di prima non era un granché… ;-)))

Ho cercato una grafica che fosse un po’ più fresca e, perché no, rilassante.

Forse avrai anche notato che ho inserito sulla destra la dicitura “Sito ottimizzato per Firefox 3.X o superiori”.

Questo perché con il browser Firefox, il sito non ha problemi di visualizzazione, problemi che invece si verificano navigando con Explorer.

Se vuoi un consiglio spassionato (se non lo hai già fatto), comincia ad usare Firefox per navigare in Internet:
è gratuito,
è molto più veloce,
è più leggero
e dà molti meno problemi di spyware.

(per scaricarlo clicca qui oppure vai su google, inserisci "firefox" e troverai diversi siti dal quale scaricarlo)

Parlando di grafica... ecco cosa succede quando i grafici si annoiano:



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

venerdì 30 luglio 2010

Perché sviluppare la nostra intelligenza finanziaria?

meccanismi cervello
Oggi ti voglio parlare di due casi di cui forse avrai letto anche tu: Sarah Ferguson e Kate Jackson.

La prima è l’ex moglie del principe Andrea di Inghilterra (ogni volta che ne sento parlare mi viene in mente la gag di Ezio Greggio a Striscia la Notizia: “sarà vero, sarà falso, Sarà Ferguson?” ;-))), la seconda è stata una delle protagoniste della serie televisiva di successo degli anni 80: “le Charlie's Angels”.

Vediamo brevemente cosa è successo.

Sarah Ferguson è stata recentemente coinvolta in uno scandalo: un video diffuso dal giornale britannico News of the World sembra incastrarla dimostrando che è disposta ad accettare tangenti per organizzare incontri d'affari con il suo ex marito, il principe Andrea.

"Se tu ti prendi cura di me - dice nel video Sarah 'la rossa', come l'avevano soprannominata i giornali britannici - io mi prenderò cura di te. Ti farò incontrare Andrea: e questo aprirà tutte le porte". Dalle immagini sembra poi di capire che Sarah s'intaschi un anticipo di 40 mila dollari per 'blindare' l'accordo, circa 32 mila euro.

"Non ho un soldo", ha detto poi Sarah al suo interlocutore - al quale ha spiegato che il suo accordo di divorzio l'ha lasciata con un assegno da 15 mila sterline (poco più di 17 mila euro) l'anno. "Sono una contribuente britannica, ho lasciato la famiglia reale per la libertà e sono sul lastrico. Non ho speranze".

I problemi di Kate Jackson sono diversi ma per certi versi simili: l'attrice è in bancarotta, dopo aver affidato tutto il suo patrimonio nelle mani di un consulente finanziario.

Sono caduta in rovina per mano della persona a cui avevo affidato le mie finanze”, ha scritto nella sua denuncia la Jackson, che si sarebbe affidata al consulente finanziario perché questi già gestiva le fortune dell'altra Charlie's Angel, Farraw Fawcett, morta di cancro un anno fa.

“Kate è completamente distrutta dalla piega che ha preso la sua vita – ha raccontato al londinese Sunday Express una fonte vicina alla Jackson – e siamo tutti molto preoccupati che non riesca a sopravvivere a quest'ennesima crisi. Sta mangiando pochissimo e sta dimagrendo a vista d'occhio”.

E non sono casi isolati: ti ho raccontato qualche settimana fa delle difficoltà di Nicolas Cage, recentemente è emerso che anche l’attrice Laura Antonelli se la passa economicamente molto male.

Perché ti racconto questi episodi?

Perché per quanto ricchi e famosi possiamo diventare, se non ci prendiamo la responsabilità di gestire le nostre finanze, delegando completamente la cosa ad altri, rischiamo poi di ritrovarci improvvisamente con un pugno di mosche.

Se viceversa ci impegniamo a migliorare la nostra intelligenza finanziaria, non avremo sorprese.

Con questo non voglio dire di non farsi aiutare da professionisti preparati, soprattutto quando dovessimo arrivare ad avere un nostro patrimonio: uno dei segreti delle persone facoltose è circondarsi di abili consiglieri finanziari… le decisioni però le prendono sempre loro, non le delegano (spesso seguendo l’istinto, affinato dall’esperienza nel campo degli affari).

“Io ho ben pochi soldi, non ho il problema di queste persone famose…” potrai pensare tu.

Scommetti che anche le persone normali tendono a fare quello che hanno fatto i personaggi di cui ti ho appena raccontato?

Lo descrivo nel Report che puoi scaricare gratuitamente qui a fianco: quando hai in mano i tuoi sudati risparmi ti preoccupi di come puoi investirli, vai quindi in banca pensando: “io non ne capisco niente, meglio darli a loro: è il loro mestiere, sapranno meglio di me come investirli e farli fruttare almeno un poco”.

E poi i risultati si vedono…

L’ho fatto anche io, alcuni anni fa, perché nessuno ci insegna una alternativa.

Ora che stiamo cominciando insieme a capire come girano le cose, abbiamo gli occhi ben più aperti per schivare le trappole che ci allontanano dai nostri sogni.

A proposito di intelligenza umana... ti lascio con un simpatico video:



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo

PS: anche il blog va in vacanza... ;-)))
l'aggiornamento verrà ripreso a settembre: ti auguro BUON RELAX!!!!!

venerdì 23 luglio 2010

Il potere della tua mente – parte II

ragazza che fa yoga
Continuiamo a parlare del potere infinito che può avere la mente su di noi e sulla nostra esistenza.

Oggi ti racconto un caso clamoroso.

E’ di poco tempo fa la notizia che in India un santone indù sopravvive senza mangiare e senza bere da 74 anni!

L'uomo, che si chiama Prahlad Jani e ha 82 anni, è stato esaminato in un ospedale dello stato settentrionale del Gujarat, secondo quanto riporta Ahmedabad Mirror.

Un team di medici del Defence Institute of Physiologist and Allied Science (Dipas), un centro di ricerca della difesa, intende scoprire qual è il segreto di questa sua straordinaria capacità di resistenza, dovuta a un'antica tecnica di meditazione yoga.

I ricercatori militari sono interessati a lui e lo hanno studiato a fondo per giorni nell'ospedale di Ahmedabad. Capire come fa a vivere in buona salute fisica e mentale senza mangiare nè bere potrebbe aiutare i soldati a sopravvivere più a lungo in situazioni senza cibo.

Secondo i medici intervistati dalla CNN l'uomo non presenta segni di disidratazione o di fame nonostante non mangia e beve certamente da giorni.

Jani era già stato esaminato nel 2003 da un'altra squadra di medici, che non erano riusciti a spiegare scientificamente il fenomeno.

Sembra che il santone, che si trova in perfetta salute, "sia capace di produrre urina nella sua vescica e poi in base alla sua volontà di rimandarla in circolo" spiega il medico Sudhar Shah.

Nato in un povero villaggio del Gujarat, il santone sostiene di aver ricevuto questi suoi poteri speciali da una divinità all'età di otto anni.

La tecnica è conosciuta come "breatharianismo" e consiste nel raggiungere con il potere mentale il totale dominio delle proprie funzioni corporee.

Impressionante non credi?
Al limite dell’incredibile (o forse oltre... ;-))

Questo è un caso molto estremo ma ci fa capire quanto il nostro cervello sia in grado di influenzare tutto il nostro essere.

Se vuoi cambiare la tua situazione economica devi cominciare dalla tua mente, dal tuo modo di ragionare: sei convinto per esempio che i ricchi siano tutti dei ladri o che evadano le tasse o che siano tutti degli spietati cinici?

Difficilmente allora arriverai alla ricchezza che desideri… chi di noi vuol diventare uno spietato cinico? Nessuno credo….

Ti ricordi che nello Special Report abbiamo detto “in materia finanziaria l'80% è psicologia e solo il 20% è tecnica”: se prima non cambi il tuo modo di ragionare e di pensare alla prosperità, ti sarà impossibile raggiungerla, il tuo inconscio si metterà di traverso e tutti i tuoi sforzi saranno vani.

Come diceva una vecchia pubblicità “change your mind” ;-)))



Alla tua indipendenza finanziaria,

Filippo
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